<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670</id><updated>2011-07-07T18:06:10.894-07:00</updated><category term='Politica'/><title type='text'>PER ESSERE, DIRE</title><subtitle type='html'>Letture, attualità, commenti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>95</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4718510615906554951</id><published>2009-09-26T14:19:00.000-07:00</published><updated>2009-09-26T14:20:43.410-07:00</updated><title type='text'>Mario</title><content type='html'>Mario e le terribili immagini di quel che gli successe in tenera età in una limpida giornata di giugno occupano un posto speciale nei miei ricordi..Era un ragazzino curioso e intraprendente. Aveva capelli ricci e folti, color castano chiaro; la bocca regolare, una fossettina sul mento ben disegnato. Nel gioco era vivace e pieno di iniziative. Spesso era lui a trascinarci in avventure spericolate, come il giro di corsa per le vie del paese spingendo con un filo di ferro, u' carruzzinu, cioè un cerchio di ruota di triciclo, e, per i più fortunati, un cerchione di bicicletta. “Chi arriva primo alla Chiesa e ritorno: pronti, via!”. E giù a rotta di collo sulle strade sgombre e senza traffico ma quasi tutte sterrate e in qualche punto pietrose. Nella foga qualcuno inciampava e finiva lungo disteso, ma si rialzava immediatamente, una pulitina ai ginocchi con la mano per togliere la polvere o levare il sangue e via con più veemenza a recuperare il ritardo. Mario aveva perennemente i ginocchi sbucciati e pieni di crosticine. Del resto come tutti noi..Qualche volta, all'inizio della primavera,  l'intera combriccola, Mario, Franco, Ignazio, Salvatore, Nino, Giacomino e me, filava fuori paese, “Andiamo a' Maronna!”. La Madonna delle Grazie era una chiesina del Seicento posta al limite dell'abitato dalla parte di Termini. Quella parola d'ordine in realtà indicava un blitz fuori paese, con qualche puntatina, per i più audaci, verso i mandorli che punteggiavano l'oliveto ai margini della statale. I prescelti a penetrare in quella proprietù tornavano con le tasche piene di mandorle, da distribuire agli altri, e con  qualche dolorino di stomaco per la robusta scorpacciata (in quel periodo  la drupa e  il nocciolo erano teneri e gustosi) ; l'incursione si faceva con cautela e rapidità per paura dei padroni in agguato o delle guardie campestri. Ritornavamo a casa stanchi sudati e impolverati. Mia madre  mi metteva la testa sotto il rubinetto e mi lavava il viso con tanta energia che a volte mi faceva male. Mario era sempre in tandem col fratello Franco, maggiore di qualche anno.  I due non si somigliavano molto. Il primo era snello e scattante, l'altro era  tarchiatello, il viso squadrato, le labbra sottili, calmo e condiscendente; non velocissimo, ma non si tirava mai indietro.&lt;br /&gt;A volte ai giochi di noi maschi si univano le cuginette Pina, Terina, Giannina, Anna, specie quando si giocava ai quattro cantoni.. Davamo noia ad un invalido di guerra con una gamba di legno, che si muoveva in una sua stanzuccia a pianterreno con due pesanti grucce. Lo facevamo arrabbiare con dei versacci o bussando alla sua porta. Lui ci gridava e ci minacciava alzando  una gruccia. Lo bersagliavamo ma ne avevamo paura. La sua stanza era per noi un antro pauroso e lui un orco. Ci faceva senso vedere tutti i giorni una sua nipote entrargli tranquillamente in casa, senza paura, con l'involucro del pasto per mano. Una volta, esasperato, ci lanciò contro una gruccia, inveendo. Intervenne zia Pippina sgridandoci aspramente e riportando la gruccia all'invalido, che chiamavamo lo sciancato. L'abitazione della zia, ed anche ovviamente dei miei cugini, sorgeva a due passi, di fronte a quella dello sciancato. Era una costruzione tipica di Trabia: un pianterreno, un primo e un secondo piano con terrazzo. Di particolare aveva in più un mezzanino che qualche volta zia Pippina ci faceva usare per giocare. La zia era una trentenne, i capelli lisci e lunghi raccolti in un nodo complicato dietro la nuca, una veste fin sotto i ginocchi, a colore e fiorellini, su cui quasi sempre indossava un un grembiule da cucina, i lineamenti ben marcati; non poteva badare molto a noi perché aveva, in quell'epoca, sette figli di cui quattro piccolissimi, e non aveva un attimo di respiro, anche perché il marito, zio Peppino, era sempre a Palermo, totalmente preso dal suo lavoro di commerciante  (partiva la mattina col buio per prendere il primo treno e ritornava la sera col buio): nel dopoguerra non era uno scherzo mandare avanti una famiglia di nove persone. La zia ci teneva a che non disturbassimo il povero invalido, per cui un po' ci sorvegliava; era puntuale come un orologio a chiamarci all'ora della merenda, costituita da fette di pane con formaggio, o marmellata,  e frutta. Io rimanevo fuori, in strada, ma lei immancabilmente mi chiamava e mi faceva prendere la stessa merendina. Era energica e severa, ma guardava noi bambini con una luce negli occhi.&lt;br /&gt;.A volte ci ritrovavamo in contrada Cozzo Corvo, in una proprietà di nonno Mariano. Scorrazzavamo per l'oliveto, la vigna, il frutteto e per i campi di stoppie attraverso la collina sulla quale due grandi massi ne segnavano il punto più alto. Loro erano più scatenati di me perché, vivendo in paese tutto l'anno, più affamati di campagna e di libertà. Io conoscevo a menadito il campo d'azione perché vi passavo in villeggiatura la stagione estiva, nella casa di mio padre vicina a quella del nonno. Li guidavo ai nidi  di passeri,  cardellini,  merli,  fringuelli, andavamo sulle tracce dei conigli selvatici i cui escrementi qua e là ci segnalavano la loro presenza; qualche volte li vedevamo scappare da un cespuglio a lunghi veloci saltelli e scomparire in lontananza; ci arrampicavamo  sui grossi  massi in cima alla collina e salutavamo festosamente i  passanti laggiù sulla strada di Amureddu in groppa alle loro bestie o sui carretti; il fischio del treno in arrivo al passaggio a livello di Pilieri ci faceva piombare ai bordi della ferrovia per salutare i passeggeri affacciati ai finestrini. Ci affascinava la locomotiva sbuffante di vapore con quel bel pennacchio di fumo e il suo ansare sull'ampia curva un po' in salita che immetteva sul rettilineo per Trabia; e quei viaggiatori che rispondevano ai nostri gesti di saluto, che ci sembravano appartenere ad un mondo fatato. Quando c'erano anche le tre cuginette allestivamo un'altalena sotto una chianca d'olivo e giù a spingere per arrivare più in alto, oppure giocavamo a nascondino nella grande casa del nonno dove i posti per nascondersi non mancavano o andavamo a caccia di frutta. Mario era sempre tra gli animatori, pieno d'inventiva per nuovi giochi: andiamo al treno!, andiamo alla vigna!, facciacciamo le corse! e tutti dietro.&lt;br /&gt;La disgrazia successe proprio al Cozzo Corvo. Era finita la scuola e mio padre il giorno dopo mi portò con sé in campagna dove tra pochi giorni ci saremmo trasferiti per la villeggiatura. La mia gioia andò alle stelle quando all'arrivo alla nostra casa vidi Mario correre verso di noi. “Ciao zio, ciao Antoniucciu”, e, rivolto a me: “ Andiamo, ti faccio vedere una cosa”. Saltai dal carretto e corsi via insieme a lui in mezzo all'oliveto mentre mio padre mi diceva che sarebbe andato a San Miceli, che l'aspettassi per il pomeriggio. Mario mi portò oltre la vigna, sotto un mandorlo. “Ecco, guarda cosa c'è qui”, mi mostrò un foro sotto un ciuffo d'erba. “E' la tana di un coniglio; vedi questi peli grigi ai bordi?, sono suoi. Qui intorno ci sono le sue cacatine”. Si chinò e introdusse la mano nella tana, fino a farvi scomparire l'intero braccio. “Forse è in giro, oppure si è ritirato in fondo. Sono furbi i conigli, che ti pare”.  Dissi: “Che facciamo?”, alzai una mano e presi una mandorla, schiacciai la drupa tra i denti, dentro il nocciolo il seme era molliccio, troppo presto per mangiarlo.  “Aspettiamo, prima o poi uscirà e noi lo prenderemo”. “Ma che dici, e se è fuori? Lui ci ha già fiutato”.Ci sedemmo davanti alla tana.. Dissi: “Tu non lo sai, io qualche giorno fa ho preso un coniglio con le mani”. “Non ci credo”. “Domanda a mio padre”,  e gli raccontai come avevo fatto.&lt;br /&gt;Era stata una cosa elettrizzante. Mio padre, ma anche il nonno e gli zii, irrigava il frutteto trasportando  l'acqua a mezzo di un motore elettrico e di una tubazione da una cisterna, alimentata dall'acqua di Trabia, dai piedi del declivio fino ad una gebbia (vasca)  posta più in alto, a qualche centinaio di metri. Dalla gebbia si diramava una condotta che permetteva l'irrigazione della proprietà di mio padre. Ogni anno, ovviamente, c'era una prima volta, cioé la prima irrigazione stagionale della tenuta. Quell'anno mio padre mi portò con sé. Si sarà accorto di qualcosa, non so; mi disse che forse una coppia di conigli aveva fatto la tana proprio dentro il tubo dell'acqua; dovevo stare attentissimo, pronto con le mani ad acchiappare il coniglio che, se c'era, sarebbe uscito al momento dello sbocco dell'acqua nella vaschetta di distribuzione; bisognava parare l'imboccatura della condotta con tutt'e due la mani, senza un attimo di distrazione.  “Attento che il coniglio ti può sgusciare via contorcendosi e usando le zampette”, mi disse mio padre e s'avviò verso la casetta del motore, laggiù vicino alla ferrovia. Il cuore cominciava a battermi. C'era ancora del tempo, ma io mi sedetti sul muricciolo della vaschetta e mi chinai con le mani davanti al buco. Mio padre era un quarantenne, robusto e con discreta pancetta, non certo un campione di velocità. I miei orecchi erano tesi a captare il minimo borbottìo dell'acqua che sarebbe arrivata spingendo fuori l'aria. Nessun rumore, solo il canto dell'allodola e il cinguettìo degli altri uccelli. Mio padre doveva scendere alla casetta del motore, prendere la paratoia, attraversare la ferrovia, metterla sul condotto   dell'acqua, proveniente dal paese, per deviarla verso la cisterna, ritornare alla casetta, attendere che la cisterna si riempisse per metà, accendere il motore.. Il tempo ci voleva.  Il fischio di un treno mi avvertì dell'inevitabile allungamento dei tempi. Pazienza. Io stavo lì, sempre chino con le mani pronte: che non scappasse il coniglio prima dell'arrivo dell'acqua. Il rumore del treno non finiva mai. Doveva essere un treno merci. Un lieve tramestìo, una lucertola uscì di corsa sfiorando le mie mani. Mi ritrassi di scatto ma mi rimisi subito nella posizione di prima. Quanto tempo passò? Cinque, dieci, quindici minuti? A me parve un'eternità. Finalmente il borbottìo. Il cuore ebbe un'accelerata battendomi sulle tempie. Le mani rigide pronte alla presa. L'acqua cominciò a scorrere, niente coniglio, ma il tubo in pochi attimi si sarebbe riempito d'acqua; se c'era non avrebbe avuto scampo. Un urto sulle mani, le dita si chiusero come artigli.  Stringi, stringi, il coniglietto  squittiva lamentosamente, si contorceva, cercava di scivolarmi tra le dita aiutato dal pelo fradicio d'acqua, si dava da fare con le zampette, ma la mia presa era una morsa. M'invase un'ondata di eccitazione e di felicità. “Papà Papà, l'ho preso, l'ho preso!” Diedi un balzo dalla vaschetta d'irrigazione e corsi sul campo di stoppie. Il coniglio squittiva; gli guardavo il capo che scuoteva freneticamente, gli occhietti erano pieni di terrore, non s'arrendeva. Forse lo stavo ammazzando, gli strizzavo troppo la pancia,  allentai leggermente i miei artigli. “Papà, vieni vieni, guarda!”. Mio padre arrivò trafelato, e, anche lui, eccitato: “Bravo'Ntunuzzu!, dammelo a me; ci penso io. Tu intanto  bada all'acqua chiudendo con la zappa via via le caselle che si riempiono”.  Prese  il coniglio per le zampe posteriori e lo tirò su  penzoloni.  “Bel coniglio!” Era un esemplare lungo, adulto, forse una femmina. Io non staccavo gli occhi dalla bestiola che s'agitava e scuoteva energicamente tutto il corpo.Mio padre s'avviò verso casa che era a dieci passi dicendomi: “Ora vengo, stai attento all'acqua, fai riempire bene  le caselle, le piante sono assetate!”. Tornò dopo una decina di minuti. “E il coniglio?” gli chiesi. “L'ho appeso al chiodo della stalla”.  Fu  come se m'avessero dato una pugnalata. “L'hai ammazzato!”. Lasciai il giardino (frutteto) e scappai in mezzo agli ulivi.  Mio padre mi gridò dietro: “'Ntunuzzu, i conigli selvatici non si possono allevare, sono  soltanto selvaggina;  vedrai domani come sarà buono a tavola. La mamma  lo sa cucinare bene. Dove vai?”. Rimasi un bel po' di tempo sotto un grosso ulivo, poi, con l'umore a terra, cominciai ad errare sulla collina. Nel tardo pomeriggio tornai a casa. Lo vidi penzolare dal chiodo, immobile. Sapevo come si ammazzavano i conigli, la mamma me l'aveva detto tante volte: un pugno in testa ed era bell'e morto, dopo qualche attimo   di scuotimenti.  Girai gli occhi e non volli più vederlo. Durante il viaggio di ritorno al paese non spiccicai una parola. Il giorno dopo mangiai solo  pasta, verdura e frutta, rifiutando il coniglio in umido che  invece deliziò genitori e fratelli.&lt;br /&gt; “Tu l'hai mai preso un coniglio con le mani?”feci a Mario. “No, ma io non ho un posto dove prenderlo. Io l'avrei tenuto quel coniglietto”. “Te l'ho detto, i conigli selvatici non si allevano”. “Non è vero, io sarei scappato, non l'avrei dato a mio padre”. “Vabbe', allora perché non allevi qualche coniglio domestico?”. “E dove?, a casa mia? Andiamo al gippone”. “Sì andiamo, facciamo a chi arriva primo”. E via di corsa lungo il pendio fino ai piedi del colle dal lato est. Il gippone era un residuato bellico, abbandonato lì dai soldati americani. Rimaneva lo scheletro: vi erano stati asportati il motore, le ruote, i sedili, il volante, gli sportelli ai lati del cassone. Arrivai prima io, perché avevo due anni in più ed ero uno dei più veloci tra i miei compagni di scuola. Mario non sembrò affatto contrariato, Salimmo su quel rottame e a turno facemmo le finte di guidarlo imitando con la voce il rumore del motore; lo ispezionammo ben bene per vedere se c'era qualcosa di utile da prendere. &lt;br /&gt;Dopo un po' via come frecce verso l'albero di fichi in cima al campo di stoppie, sotto la cui ombra ci sedemmo. “Vedi là”, feci segno con la mano, “all'orizzonte, dove finisce il mare?  Durante la guerra una nave sparava cannonate, mentre un aereo mitragliava vicino casa mia. Mio padre ci fece sfollare  alle grotte di Burgio” “I nostri soldati dov'erano?”. “Mah.... Prima dell'arrivo degli americani ho visto un tedesco scendere da un camion, davanti al bar di Sari' Di Vittorio. Aveva l'elmetto e la baionetta. Un bambino gli chiese qualcosa e lui disse: “Nix, nix...” . “Nonno ha detto che ci sono stati tanti tradimenti, se no l'Italia vinceva”. “Lo sai che tutto u' Cozzu Corvu era pieno di soldati americani?” dissi io. “Lo so, lo so”. “C'era la guerra, ma loro erano amici. Ci davano tante cose buone. Non facevano male a nessuno”. “Però prima  avevano buttato le bombe anche a Trabia e ucciso diverse persone. Una bomba è cadutta sulla casa du paranni e da maranni”. “Quelli delle bombe erano altri, questi qui non sparavano, stavano nelle loro tende; attendevano ordini; non andavano al fronte perché erano meccanici”. “Zio Pinù l'hanno mandato in Russia ed è disperso. Che significa?”. “Che si è perso o è morto e non l'hanno riconosciuto. Nonno dice che forse si è salvato ed ora si trova a Mosca, sposato e con figli. Chi va in Russia non può più tornare, ma lui aspetta sempre. In America è diverso, tanti miei parenti abitano lì. Lo sai che un giorno un mio cugino, Sam, figlio di mia zia Titì di Pittsburgh, sergente nell'esercito americano, venne in licenza in aereo da Napoli? Mia madre l'abbracciò e si mise a piangere. Gli fece un bel pranzo, pasta col sugo di pomodoro, triglie ai ferri con olio e limone,  melanzane alla parmigiana, caluzzeddi fritti, frutta, vino e caffé. Lui diceva grasie grasie, thank you, ed era tutto contento.  Non parlava bene 'u sicilianu ma si faceva capire. Accorsero per conoscerlo i parenti di mia madre; erano incantati da quel bel giovane. Portava gli occhiali, aveva il viso pieno, un bel sorriso, era ben rasato e profumava di acqua di colonia. Ci guardava con affetto e curiosità; forse gli sembravamo gente di un altro mondo. Indossava una elegante divisa cachi, pantaloni, camicia e cravatta, col grado di sergente attaccato sul petto e sulle mostrine. Era alto, capelli e occhi castani. Estrasse un pacco dalla valigia e lo mise sul tavolo, lo scartò e venne fuori un ben di Dio: un vestito per mia madre, una cravatta per mio padre, una maglietta per me, una gonna per la sorella e un berretto per il fratello, scatolette di carne, pacchetti di caramelle e cioccolato, una stecca di sigarette. Mia madre, ed anche noi, guardava tutta quella roba con occhi luccicanti: “E' tutto per noi?” disse  e di nuovo abbracciò e baciò suo nipote. Sam scattò tante fotografie.  E' stato lui a farmi la fotografia della prima comunione; veramente l'avevo passata due anni prima, ma c'era la guerra e non si trovavano fotografi. Mia madre andò a prendere il vestito bianco, pantaloncini lunghi e giacchetta con le dorature e mi fece fotografare davanti alla porta di casa; però i pantaloncini ormai mi stavano corti e al posto delle scarpe avevo gli zoccoli”. &lt;br /&gt;Mario disse: “Se era tuo cugino perché è venuto a farci la guerra?”. Risposi: “I soldati devono ubbidire ai loro comandanti, se no li fucilano; gli americani sono venuti a  liberarci”. “Mah... non eravamo liberi?”. “Lo zio Luigi, che abita di fronte a casa mia, ha detto che ci hanno liberato dal fascismo, però non per farci un favore ma per comandare loro; lui queste cose le sa perchè ascolta tutti i giorni la radio e legge il giornale”. “Vabbe'...”&lt;br /&gt;Due grossi uccelli strillando si posarono su un ramo in cima all'albero; un attimo dopo volarono via, spaventati dalla nostra presenza. Li seguimmo con lo sguardo. “Sono marito e moglie” dissi. Il cielo era incendiato da un sole implacabile, ma sotto il fico, all'ombra, si stava bene, una fresca brezza di mare ci carezzava il viso; le cicale stridevano senza mai smettere. Mario si alzò stiracchiando le braccia. “Cerchiamo sotto gli ulivi, potremmo trovare qualche oggetto lasciato dai soldati. Certi ragazzi hanno trovato degli apparecchietti di metallo con lo scatto, servono per lanciare lontano dei sassetti ”, disse. “Mia madre mi dice sempre di non toccare le cose lasciate sul terreno dagli americani, possono essere delle bombe, ma a me piacerebbe avere una macchinetta come quella che dici tu”, dissi. “Vieni, andiamo a cercare”. Si alzò e andò verso l'oliveto un tempo occupato dagli attendamenti dei militari americani. “Ho sete, vado a bere dal nonno; vengo subito”, risposi. Mi diressi di corsa verso la casa sottostante di cui si vedeva solo il tetto di tegole rosse. Volevo far presto. Ero invidioso dei ragazzi in possesso di quei piccoli congegni residuati con cui giocavano orgogliosi.  Tante volte m'ero messo a cercarli, ma niente.&lt;br /&gt;Trovai nonno Mariano che a piccoli passi strascicati, aiutandosi con un bastone e una zappetta, stava andando a sedersi sulla ghiuttena (sedile di muratura) di casa. I pochi capelli, ancora scuri, gli cascavano sulla fronte sudaticcia. Con un ultimo sforzo riuscì a sedersi. Aveva fatto il suo solito giro del frutteto ed era stanco. Per lui era un'impresa perché da tanti anni aveva le gambe quasi paralizzate. Diede un sospiro di sollievo: “Aah, 'Ntunuzzu, dov'é Mario?” Gli dissi che era nell'oliveto e che prendevo un bicchiere d'acqua dalla brocca. Bevvi con avidità. “Senti, 'Ntunuzzu, tuo zio Mané sta lavorando nel giardino e ritarda; ormai tu sei grande, prendi il mulo e lo porti a bere alla gebbia, va bene?”, mi disse guardandomi con un sorriso. Non me lo feci ripetere. Andai nella stalla sotto la pinnata (copertura in muratura sorretta da pilastri), slegai la corda della cavezza dall'anello della mangiatoia e mi avviai alla gebbia. Il mulo era un bel baio giovane, il pelo lucido, una discreta pancia, una criniera lunga; non stava fermo con la testa, quasi mi strappava le redini, ma io non mi facevo intimidire: gli davo voce e gli tiravo le redini. Mio padre mi aveva detto che con le vestie non si deve avere paura sennò se ne approfittano e sono capaci di dare dei morsi o del calci; invece deve comandare l'uomo. Io ero felice e mi sentivo forte, però stavo attento che non si prendesse troppa confidenza. Forse Ciccio capì l'antifona perché dopo aver fatto qualche capriccio agitandosi un po' si mise a camminare tranquillo dietro di me. La gebbia era piena d'acqua, l'agitai un po' con la mano per allontanare qualche frasca. Ciccio si mise a bere di buona lena. Sentivo il rumore dell'acqua che passava attraverso l'esofago.Ad un tratto un terribile botto lacerò l'aria. Io mi sentii morire. Ciccio diede uno scarto alzando la testa. Un attimo dopo udii delle urla disperate. Pensai a Mario, aveva trovato una bomba? Sgomento, legai il mulo ad un palo di legno e corsi verso la casa del nonno. Vidi zio Manè correre verso l'oliveto e poi scendere con Mario in braccio. Quando arrivai  zio Manè stava svuotando  un  fiasco di vino su una mano del bambino, ridotta ad un'informe massa sanguinolenta con brandelli di ossa e carne penzoloni. Mio nonno era come impazzito, gridava: “Stringi forte il polso con i fazzoletti, prendi l'asciugamano. Fai presto!”. Mario urlava.  Io non sapevo cosa fare. Cercai in casa con furia uno asciugamano, lo trovai e lo diedi allo zio. Mario dopo un po', forse per l'effetto dell'alcol contenuto nel vino, smise di urlare e cominciò a lamentarsi sconsolatamente. Il nonno disse: “Manè, portalo subito sulla strada statale, chiedi un passaggio e vai all'ospedale a Termini. Maliritti sti miricani!”, e lanciò con forza il bastone verso la stradella. Io dissi: “Vado pure io”,  ma il nonno scosse la testa: “Tu sei piccolo, non puoi fare niente”. Zio Mané, così com'era, con gli indumenti da lavoro, prese in braccio Mario e si avviò sulla stradella per scendere alla ferrovia e da lì alla statale. Lo vidi svoltare all'altezza della gebbia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4718510615906554951?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4718510615906554951/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4718510615906554951' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4718510615906554951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4718510615906554951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2009/09/mario.html' title='Mario'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7767713301829599303</id><published>2009-03-07T15:59:00.000-08:00</published><updated>2009-03-07T16:00:55.580-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Il mestiere di presidente del consiglio comunale</title><content type='html'>Ho avuto occasione di occuparmi, sulla stampa locale della Versilia, della figura del presidente del consiglio comunale. Di fronte  a certi atteggiamenti  di presidenti, incolori, burocratici e subalterni rispetto alla posizione del sindaco, auspicavo una maggiore consapevolezza delle vere funzioni  di chi impersona e rappresenta un organo politico-amministrativo fondamentale del comune. Nella sostanza dicevo che il presidente del consiglio comunale non è un semplice passacarte, né proprio un notaio. Ha le prerogative di organo del comune, alla stregua del sindaco,  della giunta e del consiglio, cioè di un soggetto che è centro di poteri e di competenze. Quindi con posizione  giuridica e politica di rilievo in seno al comune. &lt;br /&gt;Vediamo di cosa si occupa: programma le adunanze del consiglio, stabilisce  l’ordine del giorno su richiesta del sindaco, della giunta, delle commissioni, dei singoli  consiglieri, o su propria iniziativa; convoca e presiede il consiglio e ne dirige i lavori; è investito del potere discrezionale di mantenere l’ordine, assicurare l’osservanza delle leggi, la regolarità delle discussioni e delle deliberazioni; assicura  preventiva e adeguata informazione ai gruppi consiliari e ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al consiglio;  si fa carico del raccordo tra le attività di indirizzo e di controllo proprie del consiglio e quelle di amministrazione e di governo di cui è responsabile il sindaco. Tralasciamo  qualche altra funzione minore. &lt;br /&gt;Come si vede c’è materia per far balzare  il presidente del consiglio comunale al secondo posto nella nomenklatura delle cariche comunali. Però non credo che in Italia esista, fino a questo momento, una cultura amministrativa che riconosca il risalto di questa figura all’interno del comune e della comunità cittadina. La tradizione è schiacciante. Gli stessi presidenti non fanno granché per affermare la propria posizione, anzi direi nulla. Ci sono presidenti che per ogni singolo adempimento durante lo svolgimento del consiglio non fanno che rivolgersi ridicolmente al segretario  (“Vediamo cosa ne pensa il segretario”), mettendosi sotto i piedi quel minimo di autorevolezza che dovrebbero necessariamente possedere; altri che  presentano e relazionano  ogni singola delibera, sostituendo così il sindaco o l’assessore al ramo.. Nella stragrande maggioranza dei casi il presidente del consiglio comunale.  si appiattisce sulle posizioni del sindaco, fatto salvo, come è ovvio,  il doveroso rispetto dei diritti di tutti i consiglieri, in prima linea di quelli di minoranze. . Spesso nessuno in città conosce il nome e il volto di questo presidente. . Certo, non si possono seguire i diktat di minoranze consiliari che vorrebbero un presidente del consiglio come antagonista del sindaco in quanto a capo di un organo collegiale  titolare di ampi poteri sull’operato  dello stesso sindaco e della giunta, come abbiamo accennato.. &lt;br /&gt;Qui bisognerebbe aprire una parentesi sulle modalità di esercizio dei suoi poteri da parte del consiglio comunale e sulla sua presunta, o reale che sia, autonomia politico-amministrativa rispetto alla responsabilità del sindaco.  Il discorso è complicato e non è questa la sede. In poche parole possiamo dire così: il complesso dei poteri dell’amministrazione comunale non può considerarsi più un monolito, consiglio, sindaco, giunta  non sono più saldati insieme. Adesso  abbiamo due blocchi: il consiglio, che dà gli indirizzi e controlla la loro attuazione, e il sindaco, coadiuvato dalla giunta, che amministra e governa. E’ difficile parlare di pari dignità o peso tra i due organi, ma è certo che i maggiori ed estesi  poteri conferiti al sindaco sono in qualche modo riequilibrati da quelli del consiglio. Da qui la speciale posizione cui assurge chi incarna quest’ultimo. La funzione di raccordo e di coordinamento, se  assolta con scrupolo e lungimiranza, fa del presidente del consiglio  una figura di primo piano nel comune e nella città. E evidente che per ricoprire tale ruolo occorrono personalità ed esperienza politica. A queste condizioni il presidente in questione ha il diritto-dovere, in aggiunta ai compiti specifici assegnatigli dalla legge, di parlare  all’amministrazione e alla cittadinanza sui problemi di fondo della comunità, in parallelo, non in contrasto con i programmi che vengono portati avanti.&lt;br /&gt;Mi rendo conto che questo mio discorso può sembrare  un po’ fantapolitico e controcorrente. La figura del sindaco nell’ordinamento e nell’immaginario popolare  è totalizzante; oggi si parla di affidargli compiti anche di sceriffo. I  punti di vista dei sindaci talora sono richiesti dalle autorità centrali e tenuti nel debito conto. Tutto questo mi pare giusto, ma, senza nulla togliere al sindaco, una maggiore presenza del presidente del consiglio comunale nel dibattito politico, amministrativo, sociale e culturale della città mi sembra un arricchimento da non trascurare. Vedi l’influenza dei Presidenti di Camera e Senato nella vita politica, fatte le debite differenze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7767713301829599303?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7767713301829599303/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7767713301829599303' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7767713301829599303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7767713301829599303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2009/03/il-mestiere-di-presidente-del-consiglio.html' title='Il mestiere di presidente del consiglio comunale'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6008789909770718294</id><published>2009-01-20T14:24:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T14:29:52.633-08:00</updated><title type='text'>BARACK OBAMA</title><content type='html'>Il discorso d'insediamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIMETTIAMOCI AL LAVORO INSIEME PER RICOSTRUIRE UNA GRANDE AMERICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di BARACK OBAMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGGI mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l'America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non meno profonda invece è la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra - un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione debba avere aspettative più basse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali. Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapida. Ma America, sappilo: le affronteremo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo ancora una nazione giovane, ma - come dicono le Scritture - è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non è mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non è mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose - alcuni celebrati, ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità e la libertà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per noi, hanno messo in valigia quel poco che possedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si sono stabiliti nell'Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell'America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più prospera, più potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando è cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l'anno scorso. Le nostre capacità rimangono inalterate. Ma è di certo passato il tempo dell'immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell'America. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c'è lavoro da fare. Lo stato dell'economia richiede un'azione, forte e rapida, e noi agiremo - non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell'assistenza sanitaria e abbassarne i costi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni - pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi progetti. Costoro hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l'immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno - se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole - perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall'ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà - non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l'autorità della legge e i diritti dell'individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l'America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell'umiltà e del ritegno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l'Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché noi sappiamo che il nostro retaggio "a patchwork" è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l'amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell'oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l'America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull'Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d'acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l'indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo. Noi li onoriamo non solo perché sono i guardiani della nostra libertà, ma perché essi incarnano lo spirito di servizio: una volontà di trovare significato in qualcosa più grande di loro. In questo momento - un momento che definirà una generazione - è precisamente questo lo spirito che deve abitare in tutti noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tanto che un governo possa e debba fare, alla fine è sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. E' la gentilezza nell'accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosità dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto, che ci hanno guidato nei nostri momenti più oscuri. E' il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volontà di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo - lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo - tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità - il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c'è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la fonte della nostra fiducia - la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo - perché uomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questo Mall magnifico, e perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò diamo a questa giornata il segno della memoria, di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell'anno in cui l'America è nata, nel più freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a falò morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l'esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordinò che si leggessero queste parole al popolo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che si dica al futuro del mondo... che nel profondo dell'inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virtù... Che la città e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull'orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libertà e l'abbiamo consegnato intatto alle generazioni future. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(20 gennaio 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6008789909770718294?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6008789909770718294/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6008789909770718294' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6008789909770718294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6008789909770718294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2009/01/barack-obama.html' title='BARACK OBAMA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4506829973415747757</id><published>2009-01-05T06:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-05T06:31:21.421-08:00</updated><title type='text'>PD, LA QUESTIONE MORALE</title><content type='html'>E’ quasi banale dire che non bastano una frettolosa analisi degli scandali più eclatanti, le belle frasi per porvi rimedio, la minaccia di commissariamento e uno slogan ad effetto ,“Non c’è posto nel PD per i disonesti! Siamo un partito di persone perbene”, in un’affollata e tesa Direzione per considerare esorcizzata la questione morale. Eppure esiste il pericolo reale che il tutto si riduca solo a questo, e a poco altro, come potrebbero essere le inevitabili temporanee sospensioni dalle cariche di partito degli indagati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi pensa che l’apparire, l’immagine, la comunicazione, l’ostentata indignazione, le promesse, possano avere la stessa efficacia della sostanza dei veri interventi; il consenso si può acquistare con le promesse e con gli annunci. Questa è superficialità. Alle parole devono seguire i fatti. Occorre cambiare registro, occuparsi seriamente dei bubboni , perché minacciano la vita stessa del partito. Il Leader deve anche dimenticare come è fatta la porta di casa sua, deve calarsi nelle realtà locali per estirpare le cause e tagliare le ramificazioni del cancro degli affari confusi con la politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro d’Italia Veltroni deve farlo adesso, a partire dal 7 gennaio, non soltanto al momento delle elezioni quando la maggioranza degli elettori ha già preso le sue decisioni. Il gioco delle parti tra maggioranza e opposizione, giostrato tra conferenze stampa, esternazioni, batti e ribatti, comparsate televisive, sarà pure utile, ma il lavoro politico vero si fa tra la gente, a tu per tu con i problemi concreti, tenendo sotto tiro gli abusi, il mercimonio, la corruzione, le ingiustizie, i favoritismi, i clientelismi, le illegalità. Tanto più che il Partito Democratico è in gran parte ancora da costruire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4506829973415747757?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4506829973415747757/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4506829973415747757' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4506829973415747757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4506829973415747757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2009/01/pd-la-questione-morale.html' title='PD, LA QUESTIONE MORALE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6619705148207863570</id><published>2009-01-05T06:21:00.000-08:00</published><updated>2009-01-05T06:23:15.391-08:00</updated><title type='text'>IL  PRESIDENTE  LOMBARDO  E I  SICILIANI  EMIGRATI</title><content type='html'>Il  presidente Raffaele Lombardo ha rivolto un pensiero ai siciliani emigrati “che trascorreranno le festività lontani dai luoghi ove sono nati e vissuti”, aggiungendo: “Nel futuro vogliamo tenere presente anche tutti  voi e, soprattutto,  i vostri figli”. Questo per noi emigrati è un gesto di cortesia assai gradito. Purtroppo rimane intatto il velo di scetticismo attraverso cui guardiamo la nostra Sicilia. Le parole, si sa, sono importanti, ma sono niente se ad esse non seguono i fatti. Lombardo dice anche che il suo governo sta costruendo il futuro della Sicilia. Se essere tenuti presenti significa consentire anche a noi di partecipare in qualche modo alle elezioni regionali debbo dire ben venga questa iniziativa, ma i siciliani emigrati, è chiaro, s’aspettano ben altro. In estrema sintesi la parola giusta è: lavoro. Sì, perché essa contiene in nuce la causa del loro destino di sradicati. La mancanza di lavoro e, in molti casi, l‘assenza di condizioni minime per un vivere civile li ha espulsi dalla loro terra. Certo, non è facile frantumare una realtà indurita da abusi, collusioni, favoritismi, corruzioni, prepotenze, ma se non si fa pulizia in casa e non si elimina la violenza mafiosa, gli investimenti dei privati, indispensabili per lo sviluppo, rimarranno sempre una chimera: niente  intrapresa, niente lavoro. &lt;br /&gt;Lombardo non mi sembra indifferente a questi problemi. Ha imbarcato in giunta due valorosi magistrati, sta realizzando faticosamente il piano di rientro nelle spese per la sanità, sta programmando la riduzione delle società pubbliche e il ridimensionamento della macchina burocratica regionale che vanta la vergogna di ben 21.000 dipendenti. Ma non bastano questi interventi. Lombardo tenta di attuare obblighi di legge e direttive del governo centrale e dell’Ue. Occorre altresì creare le condizioni per lo sviluppo economico e, di conseguenza, per l’incremento dell’occupazione. Il problema principale è l’estirpazione della mafia: se c’è mafia non ci sono investimenti di capitale. Che fa la Regione (e la classe politica siciliana) per contribuire ad eliminare questo cancro? Direi poco o niente. Non basta dire: la mafia fa schifo e fare sporadiche lezioni in qualche scuola. Lo Stato sta facendo la sua parte: con apprezzabili risultati, mi pare. Si spera che incrementi ed affini sempre più i suoi strumenti. Però con la sola repressione non si sconfigge la mafia. Sull’altro piatto della bilancia devono starci progetti e massicci investimenti per la creazione di una cultura antimafiosa. &lt;br /&gt;Bisogna iniziare a lavorare sul serio sulle scuole primarie, secondarie, sulle università e dovunque esistano aggregazioni di giovani. E’ un compito storico che la Regione Sicilia, coadiuvata dagli enti locali e da altri organismi pubblici e privati, è chiamata a svolgere, da domani ai prossimi decenni, chiedendo  la collaborazione delle migliori intelligenze del Paese. In un primo tempo tutti gli sforzi dovranno essere diretti a trasformare le scuole e le famiglie degli allievi in comunità educanti per poi iniziare a inculcare nelle nuove generazioni principi, valori, modelli di comportamento che facciano giustizia di antiche e radicate mentalità di sottomissione irrazionale a qualsiasi forma di potere e, insieme,  di prepotenze,  abusi e violenze senza limiti. E’ un’utopia questa?  E utopia costruire in Sicilia una società  moderna trasparente, partecipante, democratica, basata sul rispetto dei diritti  e sull’osservanza dei doveri?  Sì, fino a quando continuerà a dominare una classe politica dedita principalmente a difendere il proprio potere e i propri privilegi attraverso fitte reti di relazioni, in molti casi non confessabili, occupandosi poco e male dei veri interessi della collettività. No, se si va a  scavare alle radici del sottosviluppo culturale, civile ed economico della Sicilia e, finalmente, ci si mette all’opera per dare una svolta alle sorti della nostra isola. Il futuro della Sicilia, Lombardo lo sa bene, è una società senza mafia che sappia accogliere con favore gli investimenti per uno sviluppo equilibrato e sostenibile e per creare lavoro e condizioni civili, decorose e stabili. I siciliani vogliono lavorare per la Sicilia. L’emigrazione è un dramma, una perdita,  un enorme spreco. &lt;br /&gt;Purtroppo le difficoltà sono tante. Gli occhi della maggioranza dei politici sono puntati su altri obbiettivi. Per molti di loro discorsi di questo genere sono delle novelle fuori della realtà. La vedo dura per Lombardo anche per l’attuazione del contenimento delle spese che dovrebbe essere un impegno prioritario di tutti gli assessori e dei deputati  (Si pensi alle polemiche e ai contrasti per il riordino del servizio sanitario regionale.). Il velo dello scetticismo, come dicevo, rimane, le parole del presidente Lombardo assumono i contorni di una formalità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6619705148207863570?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6619705148207863570/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6619705148207863570' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6619705148207863570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6619705148207863570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2009/01/il-presidente-lombardo-e-i-siciliani.html' title='IL  PRESIDENTE  LOMBARDO  E I  SICILIANI  EMIGRATI'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7464346218448424776</id><published>2008-04-08T01:47:00.000-07:00</published><updated>2008-04-08T01:48:24.712-07:00</updated><title type='text'>LE OLIMPIADI DI PECHINO E LA REPRESSIONE NEL TIBET</title><content type='html'>Tensioni, proteste, tafferugli in nome del Tibet libero stanno accompagnando il cammino della fiaccola dello spirito olimpico. Gli agenti di Scotland Yard a Londra hanno tratto in arresto 35 manifestanti. Anche a Parigi e Roma ci saranno, al passaggio del tedoforo, manifestazioni pacifiche contro la repressione dei diritti umani in Cina e la repressione in Tibet. Il montare di queste manifestazioni sta mettendo a disagio parecchi governi del mondo occidentale. Il primo a sentire la contraddizione tra un raduno mondiale di giovani atleti che gareggeranno in nome degli ideali  di fraternità e libertà e la feroce repressione del regime di Hu Jintao contro i giovani e i monaci tibetani, che richiama quella di piazza Tienanmen, è stato Nicolas Sarkozy. Ad agosto, quando si svolgeranno i giochi olimpici di Pechino, egli sarà a capo dell’Ue. Avrà la forza e il coraggio di portare tutti gli stati membri dell’Unione su una linea, sia pure simbolica,  di disapprovazione dell’azione autoritaria di Pechino nei confronti dei patrioti tibetani e dei dissidenti interni? Nel 2001 il governo di Pechino assunse  con il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, precisi impegni di  liberalizzazioni e di salvaguardia dei diritti umani. Non solo nel frattempo non ha fatto nulla per il rispetto dei diritti ma sta soffocando nel sangue la protesta di un popolo mite e fiero che lotta per la salvezza della propria identità culturale e per l'autonomia politica (si badi: non indipendenza).Occorrerebbe un segnale politico forte da parte dei governanti dei paesi partecipanti ai giochi. Non  il boicottaggio dell'Olimpiade: sarebbe assurdo così a ridosso della data dei giochi. Migliaia di atleti in tutto il mondo si sono preparati per anni per l'appuntamento delle Olimpiadi. Essi hanno il sacrosanto diritto di gareggiare e di conquistare le glorie sportive che meritano. Il gesto clamoroso, ma nello stesso tempo rispettoso del pieno svolgimento dei giochi, richiesto dall'opinione pubblica di mezzo mondo, rimane la non partecipazione dei capi di stato e di governo alla cerimonia di inaugurazione. Il Governo di Pechino è molto sensibile su questo versante. Ha il timore di essere isolato. Bisognerebbe mettere in seconda linea, per un momento, gli affari e minacciare, ed eventualmente attuare,  con decisione questo gesto simbolico, di grande valore politico, soprattutto per i giovani. Ma i governi europei stanno zitti, Sarkosy tentenna: un po' dice che non andrà alla cerimonia, un po', addirittura,  pone delle condizioni per assicurare la sua presenza, salvo far smentire tutto subito dopo. Su George Buhs non c'è da contare per niente. Figuriamoci se dà peso a queste quisquilie, i diritti umani e quelli delle minoranze, pur difesi da lui stesso a parole in ogni occasione. Sarà trionfalmente presente e, c'è da scommettere, firmerà pure contratti per miliardi di dollari. Ma Sarkosy no, egli è il capo della nazione che ha compiuto la rivoluzione su cui si fonda per buona parte la civiltà del mondo occidentale. Ha il dovere di ricordare al mondo i valori di democrazia e di libertà e di trascinare dietro di sé le altre nazioni, anche nella sua prossima veste  di capo temporaneo dell'Ue. Non parliamo del Governo italiano: in pratica esiste quasi di nome, nel periodo di ordinaria amministrazione. Una sua mossa sarebbe subissata da montagne di demagogia nel nome degli affari con la Cina. Infine un auspicio: il CIO non si cacci mai più in situazioni di questo genere: il sangue versato dagli innocenti è incompatibile con lo spirito olimpico. Mai più Olimpiadi in paesi privi di democrazia e di libertà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7464346218448424776?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7464346218448424776/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7464346218448424776' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7464346218448424776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7464346218448424776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/04/le-olimpiadi-di-pechino-e-la.html' title='LE OLIMPIADI DI PECHINO E LA REPRESSIONE NEL TIBET'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2550519338383080837</id><published>2008-04-05T02:56:00.000-07:00</published><updated>2008-04-05T02:57:55.845-07:00</updated><title type='text'>LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI A TRABIA</title><content type='html'>Dalla conferenza-dibattito sui rifiuti, organizzata dal difensore civico prof. Giuseppe Nicola Greco con il mondo dell’associazionismo il 27 marzo scorso, è saltato fuori un dato interessante fornito dall’ATO 5: in pochi anni la raccolta differenziata è passata dal 3,50% al 19%. Siamo distanti dagli standard  ottimali, ma è confortante il netto progresso rispetto alla media della Regione Sicilia che è inchiodata a percentuali molto basse. Nell’incontro si è discusso degli effetti deleteri di un cattivo servizio di raccolta dei rifiuti, cioè “dell’inquinamento dell’acqua, dell’aria e del cibo e delle conseguenze negative sulla salute e sullo sviluppo turistico del territorio”. Si attende dal Comune una qualche fattiva iniziativa per rendere prassi abituale la differenziazione dei rifiuti. La tragedia  della Campania spero insegni qualcosa.&lt;br /&gt;Nell’ultimo anno ho notato a Trabia un deciso miglioramento nella raccolta  dei rifiuti. Il servizio adesso è svolto da un consorzio di comuni con impiego di attrezzature e risorse umane finalmente sufficienti. Non è stato eliminato del tutto lo sconcio dei cassonetti piazzati all’imboccatura di ogni ‘passo’ lungo la SS:113, ma nel complesso Trabia non presenta più l’aspetto di un paese trascurato per ciò che riguarda la spazzatura. Si è limitata in qualche modo la vergogna nel periodo estivo della discarica di rifiuti anomali (elettrodomestici, mobili, materassi, poltrone, motorini, ecc,) sulla strada per Sant'Onofrio all'altezza del bivio per Serra Scirocco. Limitata, non eliminata, perché adesso vengono impiegati dei grandi contenitori, tipo container, per asportare la montagna giornaliera di questa specie di rifiuti. Il risultato è che durante il giorno il posto è sgombro e pulito, di notte si riforma la montagna, la mattina per ore hanno luogo le operazioni di carico e asporto del container, con gli inconvenienti relativi sia per il traffico che per il decoro di una località turistica. A giudicare dalla quantità dei rifiuti  depositati sospetto che i villeggianti si siano ormai abituati a smaltire in questo modo anche gli esuberi delle loro abitazioni d'origine. Semplice e non si spende una lira. Meglio di così?  In scala minore qualcosa di simile avviene lungo la strada della 'Costa 'a Mennula'. Basterebbe un paio di blitz nelle ventiquattr'ore, con l'applicazione di pesanti multe, per eliminare questa inciviltà, ma il Comune, o il Consorzio, dovrebbe essere esso stesso in regola con un perfetto servizio a pagamento per la raccolta a domicilio di questo genere di rifiuti. Le colpe sono dei cittadini o delle istituzioni? &lt;br /&gt;Per la raccolta differenziata occorre preliminarmente un lavoro di 'educazione' del cittadino e l'apprestamento delle specifiche attrezzature.  I giovani partecipanti all'incontro lo sanno bene e ne hanno discusso. Nei prossimi 4/5 anni saranno costruiti in Sicilia tre o quattro termovalorizzatori; sarebbero inutili se non si pervenisse a quell'epoca ad un'alta percentuale di raccolta differenziata. Ce la faremo ad allontanare l'incubo dell'immondizia per le strade? Dipende molto dai bravi amministratori e, soprattutto, dalla sensibilità dei cittadini..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2550519338383080837?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2550519338383080837/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2550519338383080837' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2550519338383080837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2550519338383080837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/04/la-raccolta-differenziata-dei-rifiuti.html' title='LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI A TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-5156637899171284741</id><published>2008-03-10T08:14:00.000-07:00</published><updated>2008-03-10T08:15:54.336-07:00</updated><title type='text'>UN ESEMPIO DI DEMOCRAZIA</title><content type='html'>Domenica 9 marzo si sono svolte a Viareggio le primarie Pd per la scelta del candidato sindaco per le elezioni amministrative del 13 aprile e dei candidati consiglieri comunali da includere in lista. La consultazione ha visto la partecipazione di un numero imponente di viareggini, quasi seimila. Ha vinto il candidato della discontinuità rispetto all'amministrazione uscente. Mi sembra interessante, soprattutto per i giovani, mettere a confronto la situazione politica di Viareggio e di Trabia. Approfondire i vari aspetti che la democrazia può assumere serve a conoscerla meglio e a praticarla con convinzione; serve anche a distinguere i politici seri dai capi consorterie, da coloro che chiedono il voto per interessi personali, per avidità di potere e di denaro. Per quanto riguarda, in particolare, la scelta dei candidati consiglieri comunali, si è adoperato un metodo semplice e aperto a tutti. In un'assemblea pubblica si sono raccolte le autocandidature di iscritti e simpatizzanti. Alle primarie gli elettori hanno indicato le loro preferenze; di conseguenza la lista sarà formata dalle prime quindici donne e dai primi quindici uomini più votati. Non è la perfezione ma, a mio parere, questo modo di scegliere i rappresentanti della comunità si avvicina molto all'idea che le persone responsabili hanno della vera democrazia. Sarebbe bello che ciò avvenisse in tutte le città italiane; inutile dire che mi piacerebbe avvenisse a Trabia per dare la possibilità agli elettori di scegliersi i candidati più disinteressati, visti gli interessi in ballo per via della sciagurata corsa alla devastazione edilizia del territorio trabiese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'indomani del voto a Viareggio ho pubblicato sul giornale “La Nazione” di Firenze e sui website della città il seguente pezzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“PRIMARIE PD, IL SIGNIFICATO DI UNA VITTORIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la vittoria di Andrea Palestini si cambia registro nella politica viareggina. Il nome di questo cambiamento è 'partecipazione'. L'approccio ai problemi della città non potrà più c onsumarsi nel chiuso delle stanze del potere. Viareggio è matura per una democrazia avanzata. Negli ultimi cinque anni c'è stata una forte accelerazione in questo senso. I comitati cittadini, i cortei, le assemblee, gli interventi sui media si sono sprecati. L'errore più evidente è stato la sottovalutazione di questo fenomeno. Non si può più pensare di prendere le decisioni e poi sottoporle al vaglio delle consultazioni, difendendole a spada tratta. Il percorso dovrà invertirsi. L'amministratore dovrà mettersi in ascolto di ciò che sale dalla popolazione; raccogliere, tramite dibattiti e incontri con la gente, umori, desideri, proposte ed elaborare bozze da sottoporre a verifiche e integrazioni per giungere infine alle decisioni definitive; s'intende, per i problemi più importanti. Viareggio è viva e non tollera chiusure e autoritarismi. La grande affluenza alle primarie ha anche questo significato. Palestini è avvertito; mostra però di avere imparato la lezione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-5156637899171284741?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/5156637899171284741/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=5156637899171284741' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5156637899171284741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5156637899171284741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/03/un-esempio-di-democrazia.html' title='UN ESEMPIO DI DEMOCRAZIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-30750373633098976</id><published>2008-03-10T07:48:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:25.198-08:00</updated><title type='text'>I GIOVANI, LA POLITICA, LA MAFIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VO41BV0uI/AAAAAAAAAD0/NXOPgvRs-_c/s1600-h/Mafia+Capaci.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VO41BV0uI/AAAAAAAAAD0/NXOPgvRs-_c/s400/Mafia+Capaci.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176130084944597730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VOiVBV0tI/AAAAAAAAADs/6fU_gHYeSs0/s1600-h/Giovanni+Falcone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VOiVBV0tI/AAAAAAAAADs/6fU_gHYeSs0/s400/Giovanni+Falcone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176129698397541074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VOMVBV0sI/AAAAAAAAADk/L4b-P9M-Drw/s1600-h/Mafia+Provenzano.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VOMVBV0sI/AAAAAAAAADk/L4b-P9M-Drw/s400/Mafia+Provenzano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176129320440419010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VMslBV0rI/AAAAAAAAADc/SOfj113PDv4/s1600-h/Mafia+Luciano+Liggio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VMslBV0rI/AAAAAAAAADc/SOfj113PDv4/s400/Mafia+Luciano+Liggio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176127675467944626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lotta alla mafia? I politici ne parlano, ma gli impegni veri dove sono? Si dovrebbe cominciare dalle candidature: il semplice sospetto di complicità (figuriamoci se ci fossero atti giudiziari ben precisi) con mafiosi dovrebbe essere una discriminante insormontabile; in realtà avviene l'esatto contrario. I politici più chiacchierati sono i più in sella nella dirigenza dei partiti perché proprio loro sono i campioni del procacciamento dei voti. Allora che valore hanno le loro roboanti dichiarazioni di condanna del fenomeno mafioso? Nessuno; sono parole che servono a costruire una facciata destinata a mascherare la realtà del commercio sotterraneo e indiretto coi potentati occulti impastati di mafia. A livello regionale i partiti sono in mano a questi capipopolo abilissimi nel creare enormi bacini elettorali con gli strumenti dei rapporti ambigui con esponenti mafiosi e con la calamita del più sfacciato clientelismo. C'è da aspettarsi emancipazione e sviluppo della Sicilia da questa gente? Molti ripongono fiducia su questi politici, hanno avuto o s'attendono d'avere benefici personali. Non sempre, ma le ricompense vengono. &lt;br /&gt;L'esercito dei dipendenti degli enti pubblici, delle cooperative, dei consorzi, delle aziende partecipate, cresce di pari passo con la moltiplicazione delle stesse aziende, cooperative, ecc. La rete del sistema parassitario avanza e s'ingrossa fino ad inghiottire ogni prospettiva di rinascita di una terra da sempre calpestata e sempre in attesa di qualcosa che non arriva mai. Le enormi risorse sperperate in burocrazie pletoriche ed inutili e in addetti a servizi mai prestati tarpano le ali agli interventi necessari per lo sviluppo. Gli spazi concessi alle speculazioni mafiose creano una cappa oppressiva nemica degli investimenti produttivi e del sogno di riscatto della gioventù. Qualunque sia il numero dei beneficiati delle clientele, la massa dei senza lavoro e senza futuro viene appena scalfita. Per tanti giovani si fa strada l'angoscia dell'emigrazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cittadino pensoso dell'avvenire dell'Isola deve diffidare delle belle parole, deve guardare in faccia chi chiede il voto. Occorrono concreti programmi di contrasto al fenomeno mafioso. In ambienti da secoli esposti alla prepotenza e alla violenza di gruppi di facinorosi, non è facile far mettere radici alla cultura della legalità. Occorre partire dalla famiglia e dalla scuola, inculcare la nuova cultura ai giovani in procinto di crearsi una famiglia e agli studenti con uno sforzo organizzativo e finanziario consistente. Per la Sicilia e le altre regioni del Mezzogiorno investire per i giovani significa prioritariamente investire nella loro educazione per il conseguimento di una coscienza civica libera dal ciarpame delle arretratezze culturali. Si tratta di compiere quasi una rivoluzione nell'approccio verso le esigenze della famiglia e della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se guardo alle condizioni della Sicilia, ai torrenti di retorica e demagogia che stanno per rovesciarsi sui siciliani, ai volti e ai curricula di alcuni personaggi molto influenti, ci sarebbe da mettersi le mani ai capelli. Lo scetticismo però non deve prevalere. Le parole dettate dalla ragione non sono mai vane. La Sicilia cambierà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-30750373633098976?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/30750373633098976/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=30750373633098976' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/30750373633098976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/30750373633098976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/03/i-giovani-la-politica-la-mafia.html' title='I GIOVANI, LA POLITICA, LA MAFIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R9VO41BV0uI/AAAAAAAAAD0/NXOPgvRs-_c/s72-c/Mafia+Capaci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-497629063713459272</id><published>2008-02-26T07:26:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:25.659-08:00</updated><title type='text'>VIAREGGIO CITTA' DEL CINEMA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8QwUoCBesI/AAAAAAAAADE/kXdX-AhJofE/s1600-h/Cinema+1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8QwUoCBesI/AAAAAAAAADE/kXdX-AhJofE/s400/Cinema+1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171311403029592770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8QwEICBerI/AAAAAAAAAC8/et-E3XFsjyI/s1600-h/Sandrelli+e+Mastroianni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8QwEICBerI/AAAAAAAAAC8/et-E3XFsjyI/s400/Sandrelli+e+Mastroianni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171311119561751218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avvicinarsi della data del Festival EuropaCinema mi dà lo spunto per riprendere un'idea che via via ho manifestato e che oggi, nell'imminenza delle elezioni amministrative, mi sembra utile ribadire. La Versilia (e in primis Viareggio) è terra di cinema. Il prezioso Blog di Umberto Guidi, settimana per settimana, ne dà una  concreta testimonianza. Come si sa la conoscenza e la diffusione del cinema dei paesi membri dell'Ue in Italia è del tutto insufficiente. Attualmente ogni nazione europea conosce solo il proprio cinema e quello americano. La Mostra del cinema europeo di Viareggio è vista come uno strumento che può contribuire ad abbattere le barriere e favorire gli interscambi tra le produzioni nazionali. Diffondere il cinema europeo significa far conoscere le varie culture e rafforzare il sentimento di appartenenza all'Ue. Le cinematografie nazionali europee guardano con  interesse al Festival viareggino. Sta a noi svilupparne le potenzialità. Viareggio vanta tradizioni cinematografiche invidiabili. Negli anni Venti e Trenta possedeva parecchie sale di proiezione. La gente accorreva festosa. Monicelli fece le sue prime prove di cinema con gli amici di Viareggio. Attori e registi erano di casa. Viareggio è stata ed è  il set naturale di tanti film. Investire nel Festival è un'opportunità che può ridare lustro culturale e turistico alla città. Viareggio ha le caratteristiche per essere una  "Città del Cinema": occorre un serio progetto, adeguatamente sponsorizzato e finanziato, per il potenziamento di EuropaCinema e, perché no, per l'istituzione di una Scuola Superiore di Cinematografia di prestigio almeno nazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-497629063713459272?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/497629063713459272/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=497629063713459272' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/497629063713459272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/497629063713459272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/02/viareggio-citta-del-cinema.html' title='VIAREGGIO CITTA&apos; DEL CINEMA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8QwUoCBesI/AAAAAAAAADE/kXdX-AhJofE/s72-c/Cinema+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8571175712556872535</id><published>2008-02-25T05:59:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:25.763-08:00</updated><title type='text'>CLIENTELE POLITICHE, SOTTOSVILUPPO, MAFIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8LKfoCBeqI/AAAAAAAAAC0/Jd5SIee6q4E/s1600-h/Colloquio+in+penombra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8LKfoCBeqI/AAAAAAAAAC0/Jd5SIee6q4E/s400/Colloquio+in+penombra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170917966845409954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLIENTELISMO, MALE OSCURO DELLA SICILIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in periodo elettorale. Sarà una ennesima occasione perduta? Si libererà mai la Sicilia della piaga del clientelismo, causa del sottosviluppo e terreno fertile per la mafia? Vorrei che questo interrogativo se lo ponessero soprattutto i giovani. Non è tollerabile che le risorse, piuttosto ingenti, della Sicilia continuino ad essere sperperate per favorire indebitamene i protetti dei politici che detengono il potere, anziché essere destinate ad opere e servizi che agevolino la crescita economica e l’affrancamento dei siciliani da un umiliante stato di bisogno e di sudditanza che li ha trasformati in eterni postulanti. Non è colpa di un destino implacabile, siamo noi stessi a remare contro il nostro riscatto, andando dietro al primo politico che scaltramente ci alletta, ma che in realtà mira esclusivamente alla creazione di un suo feudo elettorale. Su temi di questo genere bisognerebbe discutere molto, specie tra i giovani perché sono loro a pagare per primi per gli effetti distruttivi del clientelismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8571175712556872535?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8571175712556872535/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8571175712556872535' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8571175712556872535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8571175712556872535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/02/clientele-politiche-sottosviluppo-mafia.html' title='CLIENTELE POLITICHE, SOTTOSVILUPPO, MAFIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R8LKfoCBeqI/AAAAAAAAAC0/Jd5SIee6q4E/s72-c/Colloquio+in+penombra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7990239884697535436</id><published>2008-02-22T06:46:00.000-08:00</published><updated>2008-02-22T06:47:37.637-08:00</updated><title type='text'>PERCHE' NON S'INSEGNA AGLI INSEGNANTI AD EDUCARE GLI STUDENTI ?</title><content type='html'>Sul blog di Palermo Rosalio.it la prof. Maria Cubito scrive della sua esperienza come insegnante nelle scuole medie della stessa città. A parte le sue indubbie qualità letterarie, che mi hanno indotto a prevedere per lei un'affermazione come scrittrice entro una mezza dozzina di anni ( in calce a questo scritto riprodurrò una sua lirica in prosa), mi ha colpito la sua capacità di saper instaurare con gli alunni un rapporto da persona a persona. Non la solita relazione tra docente e allievo, fatto di distanza e di dislivello culturale, mostrato nei gesti, nelle parole, nelle insofferenze o indifferenze, nella freddezza, nella prosopopea professorale. Ella racconta alcuni episodi che mettono il risalto la naturale predisposizione per un lavoro che le permette di dispiegare la sua carica comunicativa, la sua umanità, il senso della sacralità dell'altra persona, tanto più se si tratta di giovani spesso sprovvisti dei requisiti minimi per una sana e normale socializzazione, imbevuti fino al midollo di una sottocultura di quartiere degradato, con falsi miti, con concezioni distorte del senso dell'onore, della dignità, del rispetto umano. Nelle periferie di Palermo alle difficoltà ambientali tipiche di molte città sono da aggiungere gli effetti perversi sugli adolescenti di una mafiosità diffusa, intesa come mentalità e comportamenti propri di picciotti scaltri, risoluti e tutti d'un pezzo, inclini ad esaltare il proprio ego in un gruppo o in un 'clan'. La nostra Prof. dimostra, in un ambiente scolastico così fortemente contrassegnato, di possedere doti non comuni di insegnante e di educatrice. Ma è sempre così? Il nostro corpo insegnante è preparato a svolgere un compito tanto impegnativo?. La stessa Prof. Cubito dice: “Nessuno ti insegna ad insegnare. Quasi niente di quello che ho imparato nei corsi abilitanti, concorsi, corsi di aggiornamento mi è tornato utile nella pratica. Si punta il dito contro la scuola. I ragazzi sono bulli perché i professori sono assenteisti, strafottenti e vanno a lavorare per lo stipendio (ah, ah, ah). Certo, alcuni sono così”. E infine: “Concludo con una frase che tutti quelli che fanno il mio mestiere dovrebbero appendersi in classe (come dice la mia amica Valentina) per ricordarsi che si è persone con davanti altre persone da “formare ed educare” (che responsabilità! Troppa, forse..)”. “Non si insegna quello che si vuole; dirò addirittura che non s’insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jaurés”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo argomento, sulla scuola che trasmette solo istruzione ma non educa, ha dedicato pagine illuminanti il filosofo e psicoterapeuta Umberto Galimberti nel suo libro “L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”. Per le constatazioni e le considerazioni che seguono seguirò molto da vicino il filo del suo ragionamento, essendo egli, tra l'altro, fornito di una lunga esperienza di insegnante. Tranne lodevoli eccezioni, chi tra gli insegnanti accerta il grado di autostima del singolo alunno e con opportuni riconoscimenti lo rafforza, anziché distruggerlo con derisioni, epiteti, umilianti confronti con altri allievi maggiormente dotati? Difficile trovare un Prof. che ascolta con interesse uno studente riconoscendogli un minimo di personalità. L'educazione non è una conseguenza diretta dell'istruzione. Bisogna praticarla a partire dalla costruzione dell'identità dell'alunno tenendo conto delle sue frustrazioni e rimozioni, dei suoi desideri. Non c'è identità senza il riconoscimento dell'altro. Le capacità dello studente vengono accertate col metodo standardizzato del profitto, cioé con riferimento alla quantità di nozioni incamerata. Non vengono presi in considerazione “creatività, emozioni, identificazioni, proiezioni, desideri, piaceri, dolori”. E' esclusa dalla scuola l'educazione emotiva, per cui l'emozione, così forte nell'età evolutiva, oscilla tra istinti di rivolta e tentazioni di abbandono in derive dell'esistere, quali discoteca, alcol, droga. Il legame emotivo tra professore e studente non può costruirsi se c'è reciproca diffidenza e incomprensione. La gratificazione emotiva sta alla base dell'apprendimento: di fronte alla trascuratezza di un elemento tanto decisivo nella formazione dello studente, il cuore, la forza propulsiva del giovane, può vagare senza orizzonte nel vuoto dell'inquietudine e della depressione. Il sapere non è il solo scopo della scuola; essa deve tendere alla formazione per lo studente di una identità e di una personalità (soggettività) autonoma. La scuola, purtroppo,è lungi dall'intervenire nei processi di crescita dell'adolescente. Trascura del tutto la formazione dell'insegnate limitandosi ad una preparazione contenutistica e non mirando ad una formazione che lo metta in grado di interagire con la complessità psichica e la soggettività in fieri dello studente. Galimberti si domanda: “Perché si può insegnare per il solo fatto di possedere una laurea, senza alcuna richiesta in ordine alla competenza psicologica, alla capacità di comunicazione, al carisma?”. Le riforme messe in atto negli ultimi tempi non sfiorano neanche queste esigenze. Di fronte ai disagi della scuola si risponde in termini di autonomie gestionali, di rafforzamento delle competenze dei presidi, di nuovi programmi ministeriali, di accorpamento di indirizzi di studi, di corsi integrativi. Non si va mai nel cuore del problema: come dice la Prof. Maria Cubito, non s'insegna agli insegnanti ad educare gli studenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Mezzogiorno, specie nelle squallide e pericolose periferie, queste carenze della scuola sono accentuate dai particolari e degradati ambienti da cui provengono gli studenti. In quartieri, ad esempio, ad alta densità di criminalità ci vorrebbero insegnanti corazzati da una formazione di ferro per riuscire a penetrare nei meandri di psiche adolescenziali già incrostate da principi, credenze, pose, atteggiamenti, tipici della prepotenza e ribalderia mafiosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è per questo che, quando s'incontra una insegnante della tempra della Prof. Maria Cubito, bisogna inchinarsi in segno di onore e di rispetto, perché siamo di fronte ad una vera eroina di questi tempi. contraddittori e confusi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7990239884697535436?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7990239884697535436/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7990239884697535436' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7990239884697535436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7990239884697535436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/02/perche-non-sinsegna-agli-insegnanti-ad.html' title='PERCHE&apos; NON S&apos;INSEGNA AGLI INSEGNANTI AD EDUCARE GLI STUDENTI ?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-5900677770781879598</id><published>2008-01-22T05:56:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:25.903-08:00</updated><title type='text'>MASTELLA E IL DRAMMA DEL CARCERE PREVENTIVO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X2ewsVDII/AAAAAAAAACs/kXM1mP6N06M/s1600-h/Palazzo+di+giustizia+di+Palermo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X2ewsVDII/AAAAAAAAACs/kXM1mP6N06M/s400/Palazzo+di+giustizia+di+Palermo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158299956550110338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della bufera abbattutasi su Clemente Mastella e sullo stato maggiore dell'Udeur campano colpisce, oltre alla gravità dei presunti reati ipotizzati dal Gip, anche l'elevato numero delle persone finite in carcere o agli arresti domiciliari. Non so, forse la mala amministrazione ci ha abituate alle denunce, anche clamorose come in questo caso, per cui ci meravigliamo, ci indigniamo, certo,  per il disgusto delle malefatte scoperte, non sempre penalmente rilevanti, ma non ci scomponiamo più di tanto; fa senso, invece, vedere in galera o agli arresti domiciliari i protagonisti di queste stesse vicende giudiziarie. Non si tratta solo di un dramma personale: levare la libertà ad una persona è come privarla dell'anima; immagino sarà un trauma sconvolgente, di quelli che portano alla disperazione e, qualche volta, alla depressione patologica e al suicidio; è anche una ferita profonda per una comunità, che turba gli animi e fa sorgere contrasti incontrollabili di sentimenti, a meno che la vicenda non riguardi individui palesemente dediti al crimine. Credo che la potestà di privare della libertà una persona sia la più alta responsabilità che la legge assegna al giudice. Ecco il punto. Io non sono garantista in ogni caso e ad ogni costo. Ci sono atti di evidente delinquenza perpetrati da criminali incalliti che non possono essere valutati alla stregua di tanti altri di minore pericolosità sociale. Il compito del giudice è fondamentale; professionalità, indipendenza, equilibrio, onestà mentale non gli devono mancare. Non dubito che la stragrande maggioranza dei Pm e dei Gip possiedano questi requisiti. Anzi posso dire che essi rappresentano la punta più avanzata del complesso degli organi istituzionali schierati nella difesa della legalità e della sicurezza. Ma le persone assegnate a queste delicatissime funzioni sono tutte attrezzate per il rigoroso svolgimento dei loro compiti? Qualche volta mi viene da pensarci. Sono troppi gli indagati sottoposti per mesi a custodia preventiva e poi assolti perché il fatto non sussiste o non costituisce reato o perché l'imputato non l'ha commesso. Entrano in carcere, spesso, fiorenti personalità ed escono larve umane, uomini o donne distrutti nello spirito e nel corpo. Sono due le formule che non di rado sembra che trasformino lo Stato di diritto in Stato di polizia: il pericolo di fuga e l'inquinamento delle prove. Lasciando da parte il pericolo di fuga, per il quale spesso non c'è motivo di applicazione, la spada di Damocle sul capo di ogni indagato sono le manette inflitte per evitare la possibilità di inquinamento delle prove. Qui l'attuale estesa discrezionalità del giudice desta molte preoccupazioni. A mio parere su questo questione occorre la mobilitazione della migliore scienza giuridica e della sensibilità politica del legislatore, oltre che la costante vigilanza del Csm e dei vertici della stessa magistratura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-5900677770781879598?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/5900677770781879598/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=5900677770781879598' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5900677770781879598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5900677770781879598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/01/mastella-e-il-dramma-del-carcere.html' title='MASTELLA E IL DRAMMA DEL CARCERE PREVENTIVO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X2ewsVDII/AAAAAAAAACs/kXM1mP6N06M/s72-c/Palazzo+di+giustizia+di+Palermo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7240681967222190063</id><published>2008-01-22T05:46:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:26.213-08:00</updated><title type='text'>LA SICILIA DEI CANNOLI  DI TOTO' CUFFARO?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X0gwsVDHI/AAAAAAAAACk/bI9EB17EYLk/s1600-h/Cuffaro+Salvatore.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X0gwsVDHI/AAAAAAAAACk/bI9EB17EYLk/s400/Cuffaro+Salvatore.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158297791886593138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X0MQsVDGI/AAAAAAAAACc/Lc3Lb2eHUpo/s1600-h/Cuffaro+con+i+cannoli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X0MQsVDGI/AAAAAAAAACc/Lc3Lb2eHUpo/s400/Cuffaro+con+i+cannoli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158297439699274850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA SICILIA DEI CANNOLI  DI TOTO' CUFFARO?&lt;br /&gt;Ha fatto il giro dei maggiori quotidiani la foto di Totò Cuffaro che dopo una condanna a cinque anni di reclusione festeggia felice al Palazzo D'Orleans offrendo cannoli agli amici. Sicilia, che ne sarà di te? Che te ne fai degli abilissimi procacciatori di voti se tutto si risolve poi nella perversa costruzione e nel mantenimento di un potere basato sulla più certosina distribuzione e occupazione dei posti chiave e sulla gestione di clientele, senza un minimo di strategia per farti uscire dal sottosviluppo. Vedi? è tutto fermo. Il sistema dei trasporti pubblici è quello dell'Ottocento. Se voglio andare da Palermo a Siracusa impiego una giornata. Se mi ammalo, Dio ce ne scampi. La ASL sono centri di potere, di sprechi e di inefficienze, oltre che di malasanità. Anche le strutture indispensabili (ad esempio i centri di dialisi) sono appaltati lautamente ai privati. La cementificazione selvaggia sta distruggendo i più bei paesaggi del mondo. Vieni a vedere cosa succede lungo la tua fascia costiera: le maestose mitiche bellezze naturali della Sicilia sono deturpate a gara dai più biechi speculatori e da privati accecati dal proprio interesse. Le attività economiche languono per lo strapotere della malavita organizzata. Liberati dal cancro della mafia! Crea cento, mille associazioni come quella di “Addiopizzo”; buttati con passione in azioni di contrasto e di resistenza come quella iniziata dalla Confindustria siciliana. Non basta l'opera della magistratura  e delle forze dell'ordine. Educa il tuo corpo insegnante ad educare i propri allievi nel culto della piena libertà, senza alcun vincolo di sudditanza o timore. Cara Sicilia, fai un passo in avanti, esci dalle misere, furbastre e strapaesane logiche da prima repubblica. Non permettere che sia ancora offesa la tua dignità!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7240681967222190063?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7240681967222190063/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7240681967222190063' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7240681967222190063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7240681967222190063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/01/la-sicilia-dei-cannoli-di-toto-cuffaro.html' title='LA SICILIA DEI CANNOLI  DI TOTO&apos; CUFFARO?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R5X0gwsVDHI/AAAAAAAAACk/bI9EB17EYLk/s72-c/Cuffaro+Salvatore.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-5782699448025531759</id><published>2008-01-16T15:25:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:26.616-08:00</updated><title type='text'>MASTELLA E LE TENSIONI TRA I POTERI DELLO STATO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R46TEAsVDFI/AAAAAAAAACU/Z9UZCJnLmRs/s1600-h/Clemente+Mastella+con+la+moglie.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R46TEAsVDFI/AAAAAAAAACU/Z9UZCJnLmRs/s400/Clemente+Mastella+con+la+moglie.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156220320500485202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R46S2gsVDEI/AAAAAAAAACM/yRageRW75iI/s1600-h/Sandra+Lonardo+Mastella.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R46S2gsVDEI/AAAAAAAAACM/yRageRW75iI/s400/Sandra+Lonardo+Mastella.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156220088572251202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ennesimo caso Mastella: la moglie, Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, viene chiusa agli arresti domiciliari per tentata concussione, il marito, Clemente Mastella, Ministro di Giustizia si dimette dalla sua carica. .Gli arresti domiciliari sono scattati per altri esponenti politici dell’Udeur. Dell’accusa, ad oggi, non si sa quasi nulla. Si parla di una sfuriata della Lonardo nei confronti di un direttore generale di ASL per motivi, fino a questo momento, poco chiari.. Mastella con le sue dimissioni fa esplodere clamorosamente il caso in pieno Parlamento accusando il magistrato autore del provvedimento e una parte della magistratura che, a suo dire, lo terrebbero nel mirino. Di fronte a un ministro che dice di aver paura, di essere perseguitato, di aver ricevuto negli ultimi mesi il triplo di avvisi di garanzia rispetto a quelli avuti nei precedenti trent’anni di vita politica, che dichiara, con la voce rotta dall'emozione, di scegliere l'amore per la famiglia tra quest'ultima e la politica, i nostri senatori insorgono all'unisono. Vibrano le corde della solidarietà: il Parlamento è con lui Il Capo del Governo respinge immediatamente le dimissioni da ministro per ragioni di umanità e per ovvie questioni di equilibri politici. Il Ministro non ha alcuna colpa si dice subito: è giusto che rimanga al suo posto (non si sa ancora che anche lui è stato colpito da un avviso di garanzia). Fioccano le dichiarazioni a suo favore e contro la magistratura. Non occorre informarsi sui fatti che stanno alla base del provvedimento del giudice: il complotto dei magistrati contro la politica è dato per scontato da buona parte dei nostri padri coscritti. Per fortuna i mass media non si sottrarranno al dovere di fornire un'informazione puntuale e completa sui fatti e i misfatti della cronaca. I cittadini verranno a sapere la verità, nonostante le restrizioni alla diffusione delle intercettazioni. Mi sembra sempre più difficile coprire col polverone delle accuse alla magistratura il peso e la verità dei fatti, se accertati dai giudici in modo incontrovertibile. Spero che Mastella, la moglie e i suoi amici di partito possano uscire indenni da questa bufera, per la salvaguardia del loro onore e per il decoro della classe politica e della stessa Repubblica, specie dopo la disastrosa caduta d'immagine a causa della tragedia dell'immondizia. La gente ha sete di imparzialità e di verità. Moderazione e rispetto dei ruoli devono improntare i rapporti tra politica e magistratura, tra inquirenti e indagati. Non va bene che i giudici esagerino nei provvedimenti di restrizione della libertà personale (da considerare sacra in democrazia), non va bene che i politici indagati rovescino sugli inquirenti tutto il loro potenziale d'influenza e d'intimidazione. Oltretutto è ingiusto e sleale nei confronti del comune cittadino che può affidarsi soltanto ai normali mezzi di difesa garantiti dalla legge. I politici si tolgano dalla mente che ogni atto giudiziario che li riguardi costituisca un attacco del potere giurisdizionale contro quello politico e amministrativo. Questa disinvolta e furbesca interpretazione non porta a nulla di buono. La tensione tra i poteri fondamentali dello Stato democratico genera confusione e rallentamenti nell'azione di governo, oltre che concreti pericoli di tenuta dello stesso ordinamento statuale. Non sarebbe accettabile una nuova campagna di delegittimazione della magistratura in un'Italia che è uscita da poco, provata ma più matura, dalla tremenda prova  di tangentopoli. Non sono più possibili i rovesciamenti di fronte per cui i malfattori sono le vittime e i giudici i persecutori, fatti salvi i casi di effettiva malafede su cui il CSM è chiamato a vigilare attivamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-5782699448025531759?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/5782699448025531759/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=5782699448025531759' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5782699448025531759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5782699448025531759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/01/mastella-e-le-tensioni-tra-i-poteri.html' title='MASTELLA E LE TENSIONI TRA I POTERI DELLO STATO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R46TEAsVDFI/AAAAAAAAACU/Z9UZCJnLmRs/s72-c/Clemente+Mastella+con+la+moglie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8126797080171837096</id><published>2008-01-01T13:19:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:26.740-08:00</updated><title type='text'>UN SOLO AUSPICIO PER IL 2008: PORTE APERTE ALLA PARTECIPAZIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3qvoAsVDDI/AAAAAAAAACE/tLdjjhdtYj4/s1600-h/Rebecca+Palagi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3qvoAsVDDI/AAAAAAAAACE/tLdjjhdtYj4/s400/Rebecca+Palagi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150622225767140402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che mi auguro per il 2008 per la Città di Viareggio può racchiudersi in una sola parola: partecipazione. Esistono 14 0 15 comitati cittadini. Essi si occupano dei più importanti problemi della Città come asse di penetrazione, difesa del patrimonio comunale, viabilità, Carnevale, edilizia, pianificazione urbanistica e salvaguardia dell'ambiente, eccetera. La Città è sveglia e vigile. Sente molto il pericolo dello stravolgimento delle sue caratteristiche edilizie da parte di certi potentati immobiliari e affaristici. E' consapevole che per il settore edilizio bastano il recupero delle vecchie case e la creazione di alloggi a misura di famiglia per mezzo dell'edilizia sovvenzionata e agevolata e dell'iniziativa di cooperative e di singoli privati. I cittadini vogliono che i figli possano abitare nella loro città e non essere costretti ad andare in 'esilio' in altre località per i prezzi stratosferici pretesi dagli speculatori. Gli appartamenti turistici, che rimangono vuoti quasi tutto l'anno, non servono a Viareggio: la deturpano e la svuotano. Impedire altri saccheggi edilizi significa difendere l'avvenire turistico di Viareggio e la giusta aspirazione di ogni nuova famiglia che si forma di acquistare l'alloggio a prezzi equi e di vivere nel proprio ambiente. I comitati e la cittadinanza sono sensibili verso questi problemi. Non gli si possono propinare soluzioni già confezionate. Vogliono partecipare alle decisioni, vogliono garanzie! Il 2008 è anno di elezioni comunali. Esse sicuramente premieranno le forze che s'impegneranno con serietà ad aprire le porte del palazzo. Consultazione, ascolto, partecipazione sono oggi strumenti indispensabili per la gestione della cosa pubblica. Gli Amministratori non potranno più chiudersi nelle loro segrete stanze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8126797080171837096?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8126797080171837096/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8126797080171837096' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8126797080171837096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8126797080171837096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2008/01/un-solo-auspicio-per-il-2008-porte.html' title='UN SOLO AUSPICIO PER IL 2008: PORTE APERTE ALLA PARTECIPAZIONE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3qvoAsVDDI/AAAAAAAAACE/tLdjjhdtYj4/s72-c/Rebecca+Palagi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2857953086365739425</id><published>2007-12-31T06:59:00.001-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:27.712-08:00</updated><title type='text'>IL CASTELLO DEI PRINCIPI LANZA DI TRABIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kFPQsVDCI/AAAAAAAAAB8/q9b9K5NPuKk/s1600-h/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kFPQsVDCI/AAAAAAAAAB8/q9b9K5NPuKk/s400/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150153408611945506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kE1gsVDBI/AAAAAAAAAB0/3x6eBvVdcJg/s1600-h/Castello+di+Trabia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kE1gsVDBI/AAAAAAAAAB0/3x6eBvVdcJg/s400/Castello+di+Trabia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150152966230314002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kEogsVDAI/AAAAAAAAABs/H4Qw2jnmTqc/s1600-h/Castello+dei+Principi+Lanza+di+Trabia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kEogsVDAI/AAAAAAAAABs/H4Qw2jnmTqc/s400/Castello+dei+Principi+Lanza+di+Trabia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150152742892014594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kEUQsVC_I/AAAAAAAAABk/BTbMk1SfdqM/s1600-h/Trabia+Torre+del+Castello.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kEUQsVC_I/AAAAAAAAABk/BTbMk1SfdqM/s400/Trabia+Torre+del+Castello.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150152394999663602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricchezza d'acqua delle terre di Trabia spinse su questi luoghi molte nobili famiglie; tra queste particolare rilievo assunse la prestigiosa dinastia normanno-sveva dei Lanza che dal XVI secolo dominò il paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il simbolo del loro potere fu l'imponente castello che nel 1517 fu raso al suolo dai ribelli durante una sommossa popolare. Blasco Lanza lo fece ricostruire e il figlio Cesare lo ampliò sensibilmente aumentandone anche le fortificazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1578 il maniero era controllato, giorno e notte, da un castellano, un portiere, tre guardiani e un soldato addetto alla difesa armata della costruzione. C'erano anche un cappellano, un muratore e un falegname. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto © Edizioni Leopardi  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo quanto riportato in antiche testimonianze scritte, il castello sembrava immerso in un vero paradiso terrestre, tra le imponenti rocce sorgeva una fresca e limpida fonte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tempo l'edificio fu poi affiancato da un'osteria e da alcune industrie di trasformazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il castello oggi mostra le grandi terrazze dalle quali è possibile raggiungere con lo sguardo il magnifico golfo di Termini, alcuni avanzi di strutture laterali, le mura corredate di una corona di torri e di elementi architettonici posti a intervalli regolari che servivano da ornamento e da difesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il centro del complesso è determinato dalla vecchia torre che si erge, dominandolo, sull'ampio cortile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul primo ingresso compaiono i resti del ponte levatoio mentre, all'interno delle mura, il secondo ingresso si inseriva nella dimora riservata del principe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.sicilia.in dettaglio.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2857953086365739425?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2857953086365739425/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2857953086365739425' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2857953086365739425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2857953086365739425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/12/il-castello-dei-principi-lanza-di.html' title='IL CASTELLO DEI PRINCIPI LANZA DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kFPQsVDCI/AAAAAAAAAB8/q9b9K5NPuKk/s72-c/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2747643744856212519</id><published>2007-12-31T06:48:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T14:59:28.143-08:00</updated><title type='text'>PARTECIPAZIONE E CAMBIAMENTO, RICETTE PER IL FUTURO DI TRABIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kBowsVC-I/AAAAAAAAABc/qqjGA2onUu4/s1600-h/Trabia+panoramica.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kBowsVC-I/AAAAAAAAABc/qqjGA2onUu4/s400/Trabia+panoramica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150149448652098530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho belle parole da porgere al mio paese. Sviolinature zucchero e miele avrebbero il sapore dell’ipocrisia. Non è facile rompere il senso di impotenza e di amarezza che mi prende quando penso all’inerzia della mia  comunità d’origine di fronte al dilagare degli interessi particolari di singoli e di gruppi a danno di quelli sacrosanti della collettività. Non è certo un sollievo sapere che questo è un mal comune della Sicilia e di tutto il Mezzogiorno, salve poche eccezioni. Mi vengono in mente le coste e le colline devastate dall’edilizia selvaggia, la presenza oppressiva di una malavita onnipotente, le collusioni o le paure di molti, le classi politiche spesso inadeguate.&lt;br /&gt;Ciononostante non dobbiamo chiudere le porte alla speranza. L'avvenire di una comunità sta nelle sue stesse mani. Nulla è impossibile se si esce dall'indifferenza e si prende coscienza dei veri problemi, che impediscono lo sviluppo, e dei rimedi a difesa degli interessi generali.&lt;br /&gt;Con questo spirito, da semplice figlio della stessa terra,  mi sento fare qualche augurio ai miei compaesani trabiesi, alle soglie del 2008. In particolare auguro che:&lt;br /&gt; - si formi a Trabia una opinione pubblica che, con interventi sulla stampa, alle televisioni locali, alle radio, nei blog, nei siti internet, ed eventualmente con la costituzione di comitati cittadini, con cortei, assemblee, volantinaggio, sia in grado di esercitare uno stretto controllo sociale su programmi e atti della pubblica amministrazione che interessano la generalità di cittadini;&lt;br /&gt; - si chieda all'Amministrazione comunale l'adozione di un regolamento per il possibile svolgimento di referendum sui problemi più importanti in discussione;&lt;br /&gt; - si crei un movimento d'opinione che pretenda di fermarne la selvaggia cementificazione in atto richiamando il Consiglio comunale ai suoi doveri di razionale programmazione del territorio per salvaguardarne le caratteristiche  paesaggistiche e le potenzialità di sviluppo turistico: si fermi l'iter burocratico dell'attuale piano regolatore e se ne adotti un altro con la più ampia partecipazione della cittadinanza; &lt;br /&gt; - si ponga sotto pressione la Regione Sicilia, la Provincia e il Comune per l'acquisizione al patrimonio pubblico del Castello dei Principi Lanza di Trabia e del Castello di San Nicola, per destinarli ad attività culturali, mostre, incontri, conferenze, convegni, spettacoli teatrali, concerti, ecc. capaci di far decollare turisticamente la nostra cittadina.&lt;br /&gt;Mi fermo qui. Ci sarebbero  tante altre cose da dire. Molte le ho già dette nel corso di quest'ultimo anno, ma non basta la voce di un singolo. Il lavoro di sensibilizzazione del pubblico è immenso. C'è da sviluppare, tra l'altro, la tendenza, che già esiste,  all'associazionismo e al volontariato. Sarebbe importante anche che i giovani rivitalizzassero i partiti, ormai ridotti a comitati elettorali, attivi solo al momento delle elezioni. L'argomento giovani è doloroso. La loro distanza dai problemi della società è impressionante. Sappiamo quali sono le cause. Il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti le ha analizzate da par suo nel libro “L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”. Sono d'accordo con lui quando dice il giovane deve investire sulle sue capacità, sulle sue abilità, sulla propria identità. E' difficile che il cambiamento venga dalle generazioni adulte: sono troppe e troppo profonde le radici dei loro egoismi, delle paure, dei condizionamenti, delle abitudini. La creazione  e la mobilitazione dell'opinione pubblica avrebbero bisogno dei giovani come dell'ossigeno. Ecco, questo è un tema che dovrebbe essere dibattuto molto. Ma da chi? solo dai vecchi parrucconi? .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2747643744856212519?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2747643744856212519/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2747643744856212519' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2747643744856212519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2747643744856212519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/12/partecipazione-e-cambiamento-ricette.html' title='PARTECIPAZIONE E CAMBIAMENTO, RICETTE PER IL FUTURO DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/R3kBowsVC-I/AAAAAAAAABc/qqjGA2onUu4/s72-c/Trabia+panoramica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3282570727363531261</id><published>2007-11-04T12:03:00.000-08:00</published><updated>2007-11-04T12:04:38.004-08:00</updated><title type='text'>TROPPI APPETITI SU VIAREGGIO</title><content type='html'>Viareggio è una città appetibile, si dice spesso. Si vogliono mettere in evidenza, così,  gli appetiti di sfruttamento, siano essi coperti da una patina farisaica di procurata legalità, come nella speculazione edilizia, o apertamente illeciti, come nel caso dell’assalto della microcriminalità. Per giunta da alcuni anni l’appetibilità del luogo favoloso chiamato Viareggio si è estesa alla massa degli immigrati.&lt;br /&gt; La città, come sappiamo, si è difesa male dalle conseguenze di questa specie di attrazione fatale. La  Città-giardino, la Lago-mare, la demolizione criminosa di tantissimo Liberty, la scomposta e devastante crescita edilizia di Torre del Lago, sono lì a dimostrare la veridicità di questo assunto. Negli ultimi tempi la tendenza a soddisfare questi appetiti perversi si è rifatta viva. Dovunque si scopre la possibilità di trasformare vecchi edifici, in gruppo o isolati, la speculazione ci si butta a pesce. Figuriamoci poi se si tratta di aree libere o semilibere, di periferia o di anse di terreni, tra un rione e l'altro, ancora vergini di divin cemento. L'acquisizione a suon di moneta tintinnante è immediata. Così abbiamo visto sorgere falansteri di appartamenti stile sacco di Palermo degli anni Sessanta. &lt;br /&gt;Vogliamo continuare così? Consentiamo la mega speculazione sulle aree attorno alla Cittadella del Carnevale?  Domani su altri siti? Per fortuna la Città vuol vederci chiaro. Uno strumento basilare per le sue sorti, come il regolamento urbanistico, va scandagliato in ogni sua parte. Se necessario va cambiata la filosofia che sta al fondo delle scelte che lo caratterizzano. Si vuole essere sicuri di non dare ulteriore spago alla speculazione e di innescare un equilibrato sviluppo, nell'uso del territorio, basato sul rispetto dell'ambiente e delle peculiarità di una città carica di storia e di prestigio. Questo non si può fare sotto l'incalzare di una campagna elettorale.&lt;br /&gt;Degli altri appetiti, riguardanti la microcriminalità, il fenomeno dell'immigrazione, e, quindi, la sicurezza dei cittadini, parleremo a parte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3282570727363531261?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3282570727363531261/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3282570727363531261' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3282570727363531261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3282570727363531261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/11/troppi-appetiti-su-viareggio.html' title='TROPPI APPETITI SU VIAREGGIO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8525227648494359761</id><published>2007-11-03T10:28:00.000-07:00</published><updated>2007-11-03T10:29:50.517-07:00</updated><title type='text'>VIAREGGIO, UNA POLITICA PER LA SICUREZZA</title><content type='html'>1° novembre, Ognissanti, giornata splendida, un fiume di gente in ‘Passeggiata’. Una cosa però colpisce sgradevolmente: al centro della sede stradale e sul marciapiede vi sono due file ininterrotte di teli su cui sono esposte le merci degli extracomunitari, soprattutto africani e cinesi. Tra verande che arrivano fino a metà strada e merci a terra è difficile persino camminare. Ricordo quanta cura ponevano, negli anni Settanta e Ottanta gli amministratori nel mantenere lontani dal salotto buono della città ambulanti, giocolieri vari, accattoni. Si tentò di far sloggiare una piccola pizzeria la cui folla di clienti sporcava e rendeva indecoroso l’ambiente intorno. Anche allora però gli interessi in gioco si facevano sentire; qualcuno remò contro e quel localino rimase aperto; ma era una mosca bianca. Adesso si naviga in mezzo all’illegalità. Nel 1981 il corpo dei vigili urbani contava 101 unità, oggi non si arriva a 90, dei quali operativi in servizi esterni solo una quarantina. A quel tempo l’ex Campo di Aviazione terminava a via Volpi; al Varignano vi erano poche case abitate prevalentemente da napoletani; la Migliarina era meno della metà; il Terminetto accennava a svilupparsi ma manteneva le sue caratteristiche agricole; il Bicchio e il Cotone quasi non esistevano, così pure la zona industriale; Torre del Lago non era quell’enorme massa di case che è oggi; il demanio marittimo, con i relativi compiti di controllo e di vigilanza, non era ancora passato alla competenza del Comune; ma la cosa più importante è che non esistevano i problemi derivanti dall'invasione degli immigrati, dall'aumento della microcriminalità e dell'insicurezza. Oggi il fabbisogno di vigili è stimato in circa 150 unità fisse e 50 in più nella stagione estiva. La lotta contro il commercio illegale, e contro ogni altra forma di illegalità, è estremamente dura. Lo so: non bastano le sole risorse del Comune. Ma si dia una svolta al modo di affrontare questi problemi. Si butti giù, tra l'altro, quel carrozzone incredibile della Società del Patrimonio, che sta prosciugando le casse del Comune per fare le sue stesse cose, e si trasferiscano le risorse extra ad essa assegnate al settore negletto della polizia municipale e della sicurezza dei cittadini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8525227648494359761?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8525227648494359761/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8525227648494359761' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8525227648494359761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8525227648494359761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/11/viareggio-una-politica-per-la-sicurezza.html' title='VIAREGGIO, UNA POLITICA PER LA SICUREZZA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-9144361403479813006</id><published>2007-11-02T08:34:00.000-07:00</published><updated>2007-11-02T08:35:52.110-07:00</updated><title type='text'>ESISTE UNA VERA POLITICA PER L'IMMIGRAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA?</title><content type='html'>Sappiamo tutti quanto è complessa e intricata la questione degli immigrati. Le critiche su qualsiasi provvedimento preso dal Governo, sia esso di centrosinistra che di centrodestra, sono immancabili. Lasciamo da parte, per carità, quelle palesemente faziose, strumentali e ipocrite, che i due schieramenti politici si scagliano l’uno contro l’altro in un nauseante teatrino delle parti che non incanta più nessuno. Si sa, in Italia il dibattito sull’immigrazione è soggetto all’influenza di una Chiesa molto sensibile sul versante dell’accoglienza. Le decisioni sono sempre sofferte, timide, non all’altezza della gravità di un fenomeno che è di portata planetaria. A complicare le cose ci si è messa anche l’Ue. Non solo non sa impiegare il suo peso politico (ce n’ha?) trattando con i paesi d’origine del fenomeno con concrete proposte di incentivazione dello sviluppo e dell’occupazione  in loco, ma aggrava anche la situazione annettendo altri Stati membri senza alcuna precauzione o misura per evitare il libero scorrimento di ampie fette di popolazione da zone sottosviluppate, già soggette  a dittature repressive, a quelle progredite dell’Europa occidentale e senza una efficace politica volta a favorire il riequilibrio economico e sociale tra i vecchi e i nuovi territori dell’Unione. L’emergenza rumeni non è un fatto improvviso e imprevedibile. I flussi migratori dalla Romania sono attivi da anni. Tutti i governi facenti parte dell’Ue erano perfettamente al corrente della disastrata economia rumena e di quella massa di disoccupati, nonché della presenza in quella nazione  di due milioni e mezzo di Rom.  Attenzione, si parla della Romania, ma il pericolo potrebbe provenire anche da altri nuovi Stati membri. Il pericolo di una migrazione massiccia era palpabile. Perché non si è opposto un freno? non si è stabilita  una certa gradualità nella libera circolazione delle persone. Sarebbe stato forse un provvedimento discriminante, incivile? E’ civile quel che sta avvenendo in Italia con un milione e mezzo di rumeni disperati, in cerca di lavoro, di alloggio, di cibo, con una criminalità, tra di loro, in forte crescita ? Abbiamo visto bene in tv in che razza di degrado, di sporcizia, di abbandono, di assenza di servizi essenziali, di abbrutimento vivono questi immigrati. L'espulsione per i criminali è un provvedimento necessario ma è anche un palliativo. A parte il fatto che chi è espulso ritorna clandestinamente, che si farà per il rimanente 95 per cento di questa gente? e per il resto della massa degli extracomunitari? Vogliamo capire, o no,  che il problema degli immigrati dovrebbe occupare il centro della politica nazionale e di quella dell'Unione Europea e non essere oggetto di interventi, parziali e discutibili, solo in occasione di fatti efferati come quello di questi giorni a Roma? Vogliamo continuare con le stragi in mare, con la criminalità dilagante, l'insicurezza dei cittadini, con il degrado delle città, gli stenti e la disperazione di tanta gente affamata e bisognosa di tutto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-9144361403479813006?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/9144361403479813006/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=9144361403479813006' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/9144361403479813006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/9144361403479813006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/11/esiste-una-vera-politica-per.html' title='ESISTE UNA VERA POLITICA PER L&apos;IMMIGRAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6072737988299713579</id><published>2007-11-01T07:01:00.000-07:00</published><updated>2007-11-01T07:03:18.942-07:00</updated><title type='text'>TRABIA, CORSO LA MASA, UNA CAMERA A GAS</title><content type='html'>A Trabia i problemi della vivibilità sembra non esistano. Eppure uno, molto grave ma di facile soluzione, è sotto gli occhi di tutti: l'inquinamento e il caos esistente in Corso La Masa, specie nel pomeriggio. La sosta, a tempo e a pagamento, è consentita da entrambi i lati. Tranquillamente nessuno paga e nessuno rispetta i limiti di sosta. Rimane uno stretto corridoio, eternamente intasato, per il passaggio dei veicoli. Le macchine e le moto, per le frequenti accelerazioni, emettono un alto volume di agenti inquinanti. Gli scarichi dei tubi di scappamento formano così un palpabile appannamento dell'aria, carico di veleni. L'inquinamento acustico poi rasenta il frastuono. Difficile fare un discorso sensato con un amico; difficile rimanere sul Corso per più di mezz'ora senza un incipiente preoccupante mal di testa. Più volte ho chiesto agli amministratori di intervenire. La risposta è stata sempre: i commercianti sono contrari. Ricordo che a Viareggio trentacinque anni fa  ci fu una specie di sollevazione dei commercianti all'atto di rendere pedonale via Battisti; ma l'assessore competente era un tipo tosto e il provvedimento ebbe attuazione. Da quel momento cominciò a lievitare il tasso di attrazione dei negozi nel gradimento della clientela. Adesso quella via è il maggiore centro commerciale della città e della Versilia, frequentatissima e alla moda. Così è successo nella quasi totalità delle altre città. La congestione automobilistica allontana la clientela; la strada sgombra di macchine, con gli spazi a completa disposizione dei pedoni, per lo svago e lo shopping, attira schiere di clienti. Possibile che solo a Trabia non si conosca questa semplice verità? Ci pensate, cari commercianti, cosa sarebbe Corso La Masa senza macchine? Il salotto della città, dove la gente amerebbe sostare, chiacchierare con gli amici, passeggiare, fare shopping, gustare un gelato o una bevanda. Un luogo di distensione e del vivere civile, con gente rilassata e ben disposta  a spendere qualche quattrino. &lt;br /&gt;Si creerebbero difficoltà alla viabilità? Non credo, specie dopo l'apertura del nuovo sottovia ferroviario nei pressi della stazione. La parte alta della città è perfettamente accessibile dalla circonvallazione e dalle vie perpendicolari intermedie, nord-sud. &lt;br /&gt;Occorrerebbero l'energia di un sindaco, il buon senso del consiglio comunale, un certo consenso della parte della popolazione che frequenta il Corso e, speriamo, la lungimiranza dei commercianti. A quest'ultimi vorrei anche domandare: come resistete a respirare per 8-10 ore quei terribili veleni? Conoscete l'incidenza delle porcherie respirate sull'insorgenza del cancro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6072737988299713579?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6072737988299713579/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6072737988299713579' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6072737988299713579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6072737988299713579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/11/trabia-corso-la-masa-una-camera-gas.html' title='TRABIA, CORSO LA MASA, UNA CAMERA A GAS'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-5955768326855521377</id><published>2007-11-01T06:56:00.000-07:00</published><updated>2007-11-01T06:57:58.134-07:00</updated><title type='text'>TRABIA, EMERGENZA SANITARIA. MAH.......</title><content type='html'>Trabia, cittadina di 9.000 abitanti, non dispone di un servizio sanitario di primo intervento, né di un’autoambulanza che assicuri un tempestivo e veloce trasporto degli infermi al pronto soccorso dell’Ospedale di Termini Imerese. Lo stesso Ospedale, che serve il distretto sanitario di Aliminusa, Caccamo, Caltavuturo, Cerda, Montemaggiore Belsito, Scillato, Sciara, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Trabia, ha a sua disposizione solo tre autoambulanze. Sembra incredibile ma è la realtà. Vi figurate, per il cittadino colpito da infarto o ictus o congestione o ischemie o ferito grave in un incidente (casi in cui i minuti sono preziosi), le conseguenze di un ritardo dell’autoambulanza? Cosa sono tre ambulanze per un comprensorio vasto quasi come una provincia? &lt;br /&gt;E' dell'altro ieri la notizia dalla Calabria della morte di un bambino dodicenne, affetto da ematoma cerebrale dovuto ad una caduta, per non essere stato assistito tempestivamente a causa dei ritardi frapposti nella reperibilità di un'autoambulanza. A Trabia esiste una guardia medica che non può considerarsi un punto di primo intervento, non ha attrezzature adeguare e non ha medici e infermieri pronti a saltare su un'autoambulanza al primo squillo di telefono. La chiamata al 118 quasi sempre si trasforma per cittadini disperati nell'inizio di un calvario. &lt;br /&gt;Intendiamoci, la colpa non è da imputarsi solo alle autorità sanitarie. Tra i partiti, i sindacati, le associazioni, la popolazione non si nota alcuna apparente preoccupazione per una così grave disfunzione nei servizi dell'emergenza sanitaria. Si tende ad accettare ancora la morte, ho questa sensazione, come un fatto ineluttabile anche nei casi in cui un intervento tempestivo avrebbe potuto scongiurarla. E' venuta la sua ora, si dice del defunto. Mi chiedo: possibile che la carenza di senso civico si spinga fino alla noncuranza verso un servizio tanto essenziale? fino a tollerare la perdita di vite umane? Manca in effetti una cultura diffusa dei diritti e dei doveri dei cittadini, degli obblighi e dei doveri della classe politico-amministrativa. Così non si pensa a dotare una comunità di 9.000 persone e a mantenere una o due autoambulanze, magari attraverso un organismo di volontariato, pur in presenza di apposite agevolazioni di legge; non si solleva alcuna protesta, con assemblee, cortei, pubblici esposti, ben inteso sempre nell'ambito della legalità,  con denunce all'autorità giudiziaria,  per un clamoroso disservizio che tocca la salute e la vita stessa dei componenti la comunità cittadina; gli amministratori pubblici, non incalzati dalle proteste popolari, si dedicano ai loro giochi di potere, immemori delle proprie responsabilità e delle vere esigenze degli amministrati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-5955768326855521377?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/5955768326855521377/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=5955768326855521377' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5955768326855521377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5955768326855521377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/11/trabia-emergenza-sanitaria-mah.html' title='TRABIA, EMERGENZA SANITARIA. MAH.......'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-9079447461642300474</id><published>2007-10-29T06:08:00.000-07:00</published><updated>2007-10-29T06:09:13.046-07:00</updated><title type='text'>VIAREGGIO INVIVIBILE?</title><content type='html'>Viareggio invivibile? Per strada, nei caffè, sui blog, sui giornali si sente dire e si legge di una Viareggio distrutta, sporca, degradata. Si spara a zero contro la gestione del carnevale, le torri del teatro pucciniano, contro la mancanza dei parcheggi, i cantieri nell'area dell'ex al Latino Americano, l’invasiva cementificazione ad opera di grossi gruppi immobiliari. Per molti la città è divenuta invivibile. E' veramente così? Ad una giovane, che parlava di una Viareggio disastrata e della sua voglia di andar via, ho risposto che a me bastano delle passeggiate in 'Passeggiata', in spiaggia, al molo, in pineta per sentirmi appagato e del tutto alieno da ogni desiderio di fuga. Ma il disagio esiste; non condivido il pessimismo esasperato: mi sembra si esageri; in qualche caso rasenta la smania patologica di infierire a tutti i costi. Sono per una critica realistica e costruttiva. contro tutto ciò che è trascuratezza, inefficienza, spreco. E' giusto dire che Viareggio necessita di un cambiamento nelle strategie amministrative. Il mandato amministrativo che scaturirà dalle elezioni amministrative del 2008 dovrebbe segnare una sospensiva della politica delle grandi opere, un ripensamento della galassia delle società pubbliche, una maggiore attenzione alle politiche della quotidianità cittadina, della difesa delle peculiarità edilizie storiche e dell'ambiente, del turismo, della cultura, dello sport. Fermo rimanendo che si dovrà risolvere il problema dei parcheggi e completare le opere avviate (asse di penetrazione, triangolino, palacongressi). A Viareggio c'è da fare: altro che piangersi addosso o accarezzare l'idea della fuga!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-9079447461642300474?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/9079447461642300474/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=9079447461642300474' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/9079447461642300474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/9079447461642300474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/10/viareggio-invivibile.html' title='VIAREGGIO INVIVIBILE?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-5976082843732530601</id><published>2007-10-22T16:01:00.000-07:00</published><updated>2007-10-22T16:02:32.338-07:00</updated><title type='text'>UNA VISITA AL SINDACO</title><content type='html'>Luglio 2007. Sono andato al municipio a fare una visitina al mio vecchio amico Totò Piazza. Mi ha ricevuto immediatamente interrompendo un colloquio di lavoro con un’impiegata. L’ufficio è grande, luminoso e arredato con una certa signorilità. C’ero stato nel 1993, ricevuto dall’altro amico sindaco Nicola Lo Bue, per discutere i preparativi di un’iniziativa culturale intitolata “Concerto di poesia”, che poi si tenne sul piazzale della scuola elementare con la partecipazione di sei valorosi poeti palermitani, due giovani attori e un chitarrista. Totò è stato, come al solito, molto affettuoso e comunicativo. Mi ha parlato dei problemi e delle difficoltà che un sindaco deve affrontare quotidianamente, delle pastoie burocratiche che si devono pazientemente superare per ottenere autorizzazioni, approvazioni, pareri, contributi, finanziamenti dalle autorità regionali e provinciali. L’ho trovato molto determinato e impegnato nel suo lavoro di sindaco, che svolge con orari da stacanovista. Com’è noto egli con la sua lista civica ha avuto il consenso trasversale dell’elettorato trabiese. Dopo un periodo burrascoso, contrassegnato da uno scioglimento del consiglio comunale per mafia, da arresti di personaggi eccellenti, da rinvii a giudizio, Trabia si è stretta attorno alla figura di Totò Piazza per riportare la barca su una rotta di decenza amministrativa e di possibile sviluppo della comunità. Ci sta riuscendo? Difficile dirlo. Due anni sono pochi per ritardi e manchevolezze che datano dal dopoguerra. Un fatto è certo: lui ce la mette tutta. Durante la visita si è affacciato nella stanza un suo giovane collaboratore, molto sveglio e interessato alle cose dell’amministrazione. Si trattava di un assessore. Ho pensato che compito di un sindaco, nello speciale ambiente politico trabiese,  dovrebbe essere anche quello di preparare dei giovani alla gestione libera e responsabile della cosa pubblica. Non è detto che Totò Piazza non lo faccia. Chissà... Certo,se penso alla famosa dichiarazione di incompatibilità del consiglio comunale col piano regolatore non è che ci scappa qualche salto di gioia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-5976082843732530601?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/5976082843732530601/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=5976082843732530601' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5976082843732530601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/5976082843732530601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/10/una-visita-al-sindaco.html' title='UNA VISITA AL SINDACO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4403955235960961356</id><published>2007-10-22T03:48:00.000-07:00</published><updated>2007-10-22T03:49:48.181-07:00</updated><title type='text'>PERCHE' RINVIARE IL REGOLAMENTO URBANISTICO</title><content type='html'>Non sembra azzardato dire che a Viareggio viviamo in un clima di democrazia avanzata. La miriade di comitati cittadini, la straordinaria affluenza alle urne in occasione delle tre primarie finora tenute, le frequenti prese di posizione su tanti problemi tra le formazioni sociali, in assemblee, con i cortei, dimostrano l'esistenza di una precisa volontà popolare di partecipazione. Altro che antipolitica! I tempi in cui il potere amministrativo si esercitava esclusivamente, e in modo unilaterale, qualche volta arbitrariamente, in forza della semplice e sola investitura scaturente dalle urne sono ormai tramontati. L'amministratore pubblico oggi è chiamato, diciamo così, a rendere conto di ogni suo atto giorno per giorno. Il controllo sociale si è fatto molto attento e penetrante. Non c'è dubbio che si tratti di un fenomeno di forte avanzamento democratico di cui troppi politici non sembrano essere consapevoli apparendo balbettanti o sgradevolmente protervi. Questa inadeguatezza si coglie nel caso del regolamento urbanistico. Quale migliore occasione per dare spazio alla partecipazione, agli apporti della società civile? Vediamo cosa invece  è successo. Si può cominciare con l'ammettere che la griglia degli incontri è stata ampia; a cominciare da febbraio le forze politiche, le circoscrizioni, le varie formazioni sociali, i singoli cittadini hanno avuto modo di conoscere, se non altro, i punti salienti del documento. Però informazione non significa consultazione. Si è presentato, non uno schema aperto, ma un regolamento già definito, per giunta difeso puntigliosamente. Questa rigidità d'impostazione ha scatenato una reazione trasversale al momento in cui ci si è resi conto di certe soluzioni, perlomeno discutibili, ritenute in contrasto con la vocazione turistica di Viareggio. Da qui le accuse, tra l'altro, non tanto velate, vertenti sui presunti ampi spazi lasciati alla speculazione edilizia di  gruppi immobiliari che già si sono distinti per i danni arrecati al corpo fisico e all'immagine della città. Sono fioccati pareri negativi, contestazioni, cortei, contrasti tra i consiglieri comunali di maggioranza. La questione non è di poco conto perché ormai investe la filosofia stessa che sta alla base del regolamento urbanistico. Serve, per così dire, una pausa di riflessione. Non si può discutere un simile provvedimento in un clima teso. Lasciamo passare le sfuriate della campagna elettorale che avrà inizio tra qualche settimana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4403955235960961356?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4403955235960961356/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4403955235960961356' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4403955235960961356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4403955235960961356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/10/perche-rinviare-il-regolamento.html' title='PERCHE&apos; RINVIARE IL REGOLAMENTO URBANISTICO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4772684886740485883</id><published>2007-10-18T13:26:00.000-07:00</published><updated>2007-10-18T13:27:23.089-07:00</updated><title type='text'>AMMINISTRAZIONE COMUNALE, IL DIALOGO CON I CITTADINI</title><content type='html'>“Voglio che gli amministratori ascoltino le ragioni dei cittadini e non facciano tutto da soli”. Questa frase, straordinaria per semplicità e per densità di significati, pronunciata dalla consigliera comunale Didala Ghilarducci (a proposito, sta emozionando tutta Viareggio col suo libro di memorie “Partigiana per amore”, edito da Del Bucchia) mi sembra che centri due dei problemi della politica viareggina degli ultimi anni: l'incomunicabilità tra cittadinanza e Amministrazione comunale, l'unilateralità delle decisioni. Esistono in città quattordici comitati cittadini. Questi raggruppamenti popolari non sono sorti per un capriccio o per il gusto di fare da bastian contrari contro l'operato del sindaco o di questo o di quello assessore. Si sono invece  spontaneamente formati per precisi e concreti disagi, per la contrarietà verso decisioni discutibili calate dall'alto, per l'inerzia in determinati casi da parte delle autorità e per la ricerca di soluzioni, le più condivise. Un'Amministrazione dotata di antenne sensibili verso gli umori ( e le esigenze) popolari si sarebbe  aperta alle proposte ed ai desiderata di questi cittadini che si son fatti attendere invece settimane per un incontro o si sono accusati di incompetenza e di improvvisazione.&lt;br /&gt;Ecco, un rapporto diverso con gli amministrati è uno dei paletti di discontinuità dal passato che il congresso comunale del Partito Democratico dovrà discutere se porre o meno tra gli indirizzi politici per la nuova Amministrazione in caso di vittoria della coalizione di cui farà parte lo stesso partito alle elezioni del 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4772684886740485883?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4772684886740485883/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4772684886740485883' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4772684886740485883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4772684886740485883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/10/amministrazione-comunale-il-dialogo-con.html' title='AMMINISTRAZIONE COMUNALE, IL DIALOGO CON I CITTADINI'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7872197081703537013</id><published>2007-10-16T15:05:00.000-07:00</published><updated>2007-10-16T15:07:30.463-07:00</updated><title type='text'>PRIMARIE PD E SITUAZIONE POLITICA A VIAREGGIO</title><content type='html'>I risultati delle primarie Pd fotografano la situazione politica dell'Ulivo di Viareggio. La lista, per così dire, istituzionale, “Democratici per Veltroni”, sostenuta dalla nuova maggioranza dei Ds, da una parte della Margherita, da Laboratorio e dal Sindaco, favorevoli ad una certa continuità nella gestione del Comune, è stata battuta dalla lista “A sinistra con Veltroni”, sponsorizzata dall'attuale minoranza Ds, favorevole al cambiamento; mentre consistenti quote di elettorato hanno convogliato i loro suffragi verso le liste di Rosy Bindi ed Enrico Letta. Come dire: la minoranza Ds, alla prova del fuoco del voto popolare, è divenuta maggioranza. La divisione tra le due parti dei Ds e le reali tendenze del consenso elettorale non potevano avere crisma più evidente. A questo punto il problema, già tanto dibattuto, della 'discontinuità' rispetto al modo d'agire dell'Amministrazione guidata da Marco Marcucci assume l'importanza di un vero e proprio snodo nella politica locale del centrosinistra. Credo che al primo congresso comunale del Partito Democratico, in programma a dicembre o a gennaio, sarà questo il tema dominante dell'intero dibattito. In quella sede non si potrà non tenere conto della chiara indicazione dell'elettorato delle primarie (i voti per Bindi e per Letta hanno una loro esplicita connotazione). Il piede giusto di partenza non potrà che essere quello dell'innovazione e del cambiamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;postato da: soprana alle ore 16:49 | link | commenti (2)&lt;br /&gt;categorie: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commenti  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; #1   16 Ottobre 2007 - 19:31 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Speriamo sia un cambiamento che coinvolga tutta la città! Ma un cambiamento vero, però: di persone, di idee, di metodi, di azioni. Credo che i viareggini più sensibili siano esausti da questi lunghi anni di brutta politica, di brutta città, di brutta gente! Un saluto. Riccardo&lt;br /&gt;       riccardomazzoni  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;#2   16 Ottobre 2007 - 22:32 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Riccardo, credo che tu interpreti il sentimento di tanta gente verso la politica viareggina. &lt;br /&gt;Beppe Grillo non ha tutti i torti quando chiede di limitare a due legislature il mandato parlamentare. Io aggiungerei: con le eccezioni dei dirigenti degli organismi di vertice dei partiti, per assicurare esperienza e competenza. Il sindaco è già vincolato a due mandati per l'evidente esigenza di evitare i pericoli di eccessi nell'esercizio del potere. Proprio per questo mi sembrerebbe scontato che, in occasione della successione di sindaci, specie in presenza di un qualche malcontento popolare in ordine ai risultati ed ai metodi dell'amministrazione uscente, le forze politiche abbiano tutto l'interesse di dare un segnale di rinnovamento in termini di indirizzi, programmi, funzionaltà e persone. Però la razionalità spesso si scontra con la cruda realtà fatta di ambizioni e di pretese di sapore ciecamente personalistico. &lt;br /&gt;Allora bisogna lottare per salvare dal disastro di una sconfitta il partito (o i partiti) che avrebbe tutti i numeri e le qualità per governare la città. &lt;br /&gt;Ciao, Antonio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7872197081703537013?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7872197081703537013/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7872197081703537013' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7872197081703537013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7872197081703537013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/10/primarie-pd-e-situazione-politica.html' title='PRIMARIE PD E SITUAZIONE POLITICA A VIAREGGIO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-685577872801881277</id><published>2007-10-16T05:54:00.000-07:00</published><updated>2007-10-16T05:55:30.309-07:00</updated><title type='text'>PRIMARIE PD, UNA BUON A RISPOSTA ALLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE</title><content type='html'>La massiccia affluenza alle primarie del PD dimostra la voglia di partecipazione della gente. Questo non significa che da questa consultazione la cosiddetta antipolitica esce sconfitta. Oggi i partiti devono fare i conti con una sensibilità politica, e quindi con una flessibilità, molto diffusa. In caso di ingiustizie, di sprechi, eccessi di faziosità, insufficienze, inefficienze, abusi, l’elettore, di destra, di sinistra, di centro, non esita a cavalcare la protesta organizzata, magari dal Grillo del momento, per tornare poi ad affollare i varchi di democrazia che si aprono nella stretta tessitura del sistema partitico. Credo che questo sia segno di un evidente avanzamento verso una democrazia consapevole, aperta e matura. La protesta costruttiva, bollata subito maldestramente come antipolitica, è parte integrante della dialettica democratica. La satira ne è il sale. Il Grillo che tuona contro ladri e corrotti che siedono in Parlamento, contro gli assurdi privilegi dei parlamentari, contro le trame occulte tra politici e poteri forti, compie un atto di notevole pregnanza politica, contribuendo così ad accelerare il lento processo verso una gestione della cosa pubblica più trasparente, più responsabile, più imparziale. Nel caso del PD l’idea di un partito costruito dal basso, attraverso una autentica competizione sancita dal voto popolare, mi sembra, tra le tante altre possibili, una buona risposta, parziale per quanto si vuole, alla domanda di pulizia e di partecipazione che monta nel Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-685577872801881277?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/685577872801881277/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=685577872801881277' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/685577872801881277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/685577872801881277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/10/primarie-pd-una-buon-risposta-alla.html' title='PRIMARIE PD, UNA BUON A RISPOSTA ALLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-1250282058861550416</id><published>2007-09-26T09:08:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:28.391-08:00</updated><title type='text'>ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU, PER L'ITALIA LA PRIORITA' E' LA MORATORIA PER LA PENA DI MORTE?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RvqErhWhIYI/AAAAAAAAABU/MjdEhvdZMbk/s1600-h/Prodi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RvqErhWhIYI/AAAAAAAAABU/MjdEhvdZMbk/s400/Prodi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114546210054676866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per Prodi la priorità in politica internazionale sembra essere la moratoria per la pena di morte. L’Italia non ha altri problemi da portare all’attenzione della sessantaduesima assemblea generale dell’Onu?  La pena di morte, tuttora in vigore in molti paesi, ossessiona gli italiani? Non li fa dormire la notte? Mah…. L’altro giorno per un pelo cadeva il Governo. Per che cosa? Per una questione di poltrone alla RAI.  Possibile tanta lontananza dai problemi veri della gente? L’assemblea generale dell’Onu è una ribalta mondiale di straordinario impatto comunicativo. Bisognerebbe non sprecarla in questo modo. L’Italia è afflitta da un male oscuro terribile. La mafia, con le variazioni della ndrangheta e della camorra, ha il dominio di due quinti dell’Italia. I guadagni stratosferici del traffico della droga hanno moltiplicato in maniera esponenziale le sue possibilità di espansione e di condizionamento nei settori più vitali dell’economia. La montagna di miliardi a disposizione le consente di espandere all’infinito le proprie attività criminose, ma anche quelle perfettamente legali derivanti dall’enorme industria del riciclaggio del denaro sporco. Nelle regioni dove regna la mafia si vive sotto una cappa di timore, di omertà, di soggezione, in un clima ove le libertà di parola, di espressione, di intrapresa sono una chimera, mentre aumentano i comportamenti improntati a mafiosità, a complicità, a tolleranza partecipe verso l’operato dei gruppi mafiosi. Si giunge perfino a difendere il sistema di potere economico imposto dalla prepotenza mafiosa, a ribellarsi ai deboli interventi polizieschi dello Stato. Il quaranta per cento del territorio nazionale è sotto un regime di sopraffazione e illegalità. Questo quadro è presente al governo italiano, compresi quelli che lo hanno preceduto? Esiste nell’agenda del governo il problema del Mezzogiorno? Sembrerebbe di no, a giudicare dall’assenza di una qualsiasi vera, efficace, permanente iniziativa. In occasione di fatti clamorosi, come le guerre di mafia con centinaia di vittime, l’assassinio di politici, magistrati, poliziotti, avviene la solita mobilitazione generale con lo scatenamento di fiumi di retorica e di promesse, con l’adozione di misure repressive, talvolta efficaci, ma di corto respiro. Dopo qualche mese ritorna la normalità, che significa devastazione edilizia degli ambienti e dei paesaggi, racket, spaccio intensivo di droga, appalti truccati, commerci illeciti di ogni tipo, condizionamenti della politica, voto di scambio, ecc.&lt;br /&gt;La ribalta dell’Onu sarebbe stata ideale per porre nel mirino gli intrecci internazionali delle mafie, per buttare le basi di nuovi e più utili accordi nella lotta contro il narcotraffico internazionale che impazza sotto la copertura indiretta e segreta di parte delle nomenclature di diverse nazioni produttrici della materia prima. Il problema del Mezzogiorno è enorme e complesso. Richiede studi e misure su diversi piani, culturale, sociale, repressivo, richiede un'attenzione permanente da parte dei massimi vertici della politica e delle istituzioni. A parer mio un quarto delle energie e delle risorse dei governi dovrebbe essere dedicato al Mezzogiorno, per più di una generazione. Utopia? Sì, in questo momento storico è utopia. Toccherà alle prossime generazioni costruire una vera nazione, paritaria e unita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-1250282058861550416?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/1250282058861550416/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=1250282058861550416' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1250282058861550416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1250282058861550416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/09/assemblea-generale-dellonu-per-litalia.html' title='ASSEMBLEA GENERALE DELL&apos;ONU, PER L&apos;ITALIA LA PRIORITA&apos; E&apos; LA MORATORIA PER LA PENA DI MORTE?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RvqErhWhIYI/AAAAAAAAABU/MjdEhvdZMbk/s72-c/Prodi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2057096452084817665</id><published>2007-09-13T02:54:00.000-07:00</published><updated>2007-09-13T02:55:30.643-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>AGGRESSIONI PUBBLICHE E SCIPPI, SUPERFICIALITA’ E IPOCRISIE NEI GIUDIZI SULLA PASSIVITA’ DEI PASSANTI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indifferenza di passanti che assistono passivamente ad episodi di aggressione e di scippo contro persone incapaci di difendersi, diffusa soprattutto nei paesi del mondo occidentale, è questione complessa che non può liquidarsi con generici inviti alla solidarietà verso le vittime e con accuse intrise di scandalizzato moralismo. E’ curioso che qualcuno pensi di ergersi ad accusatore e giudice di comportamenti  controversi della popolazione senza essersi mai posto l’interrogativo sulle motivazioni e le cause più profonde di una passività che non ho remore a definire imbarazzante. E’  paradossale che un’intera città venga messa sotto accusa per atti omissivi dettati da egoismo quando, continuamente e nelle forme più diverse, dimostra coi fatti la propria solidarietà verso i più deboli e il suo slancio verso la partecipazione attiva. Si dimenticano la vasta adesione dei viareggini al volontariato sociale e culturale, la fittissima rete delle associazioni, la disponibilità fattiva nelle emergenze cittadine, regionali e nazionali, ed anche internazionali, storicamente registrata, i comitati cittadini costituiti non per perseguire obiettivi  di interesse particolare, come qualche politico sospetta, ma per contribuire all’equa soluzione di  problemi importanti della città. E’ egoista e poco solidale il passante che non si è gettato all’inseguimento e non ha partecipato alla furiosa scazzottata con lo scippatore? Rispetto la garbata opinione di Stefano Baccelli, il giovane amministratore che a capo della provincia sta dimostrando il suo serio impegno per una comunità provinciale più coesa e più moderna. Non sopporto le superficialità e le ipocrisie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2057096452084817665?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2057096452084817665/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2057096452084817665' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2057096452084817665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2057096452084817665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/09/aggressioni-pubbliche-e-scippi.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3213773651033125503</id><published>2007-07-29T09:39:00.000-07:00</published><updated>2007-07-29T09:40:34.934-07:00</updated><title type='text'>Dalla Sicilia</title><content type='html'>Nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quasi un mese ho disertato il mio blog e i Website con cui collaboro. Devo qualche spiegazione ai lettori. C'è qualche ragione. Sono in villeggiatura in Sicilia; le mie giornate sono completamente cambiate. L'impatto, dopo due anni, con i miei luoghi natii non è stato da poco. Oltre al turbinio degli incontri con parenti e amici (qualcuno venuto dalla California), c'è da aggiungere la bassa tensione, per il computer, della corrente elettrica e la mancanza in casa di una linea telefonica. Adesso sembra che, almeno di mattina, possa riprendere il mio lavoro di scrittura. Effettuerò le trasmissioni attraverso un Internet point che spero di trovare a Trabia o a Termini Imerese. Conto di portare a termine “Una giornata al Cozzo Corvo” e di scrivere qualche altra cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appunti da un posto di villeggiatura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mare è caldo e trasparente. Faccio il bagno sulla spiaggia che mi vide bambino. In queste acque si bagnarono i miei nonni e i genitori. Se alzo lo sguardo vedo sullo sfondo ad est la maestosa sagoma del Monte San Calogero; la linea del suo profilo nasce dalle acque di Bonfornello (la greca Imera riconoscibile dagli interessanti scavi archeologici), sale decisa, con brevi tregue, verso la larga cima, divisa da una scriminatura, per scendere dolcemente fino alle alture di Caccamo. La perfezione del disegno è assoluta. Il corpo possente alla base e via via leggero e gentile del San Calogero è visibile dalle spiagge, dalla pianura e dalle colline di Trabia e San Nicola, dai monti di Pizzo Cane e di Pizzo Trigna, ma anche dai territori di Altavilla Milicia, Casteldaccia e Bagheria. Superato il lieve pendio autostradale che da Villabate porta a Bagheria la sua visione non ti abbandona più fino allo scollinamento verso Campofelice e Cefalù. Al Belvedere di Termini Imerese si mostra in tutta la sua inconfondibile e pura bellezza. I miseri tentativi dell'uomo di intaccare questa purezza sono sovrastati dalla grandiosità estetica, da vero monumento della natura, del San Calogero. Le case sparse  fino ad una certa quota e gli incendi dolosi dei boschi sulle pendici non possono cancellare il lavoro di cesello dei millenni.&lt;br /&gt;Fino a qualche giorno fa sono stato in compagnia di un mio amico d'infanzia, Giacomino Teresi, tornato da San Jose, California. Lo ricordo come centauro spericolato su una velocissima motocicletta Benelli e poi di una Fiat  1000 Abarth. Faceva coppia con un altro ragazzo più pazzo di lui per i motori, Mommu Curtisi. Figurarsi, erano gli anni Cinquanta; in paese esistevano solo due o tre automobili; quelle esibizioni erano una novità da  brivido, suscitavano invidiosa ammirazione. Giacomino si è molto irrobustito. Le spalle sono possenti; al contrario ha poca pancia. Il volto è roseo, ma è alquanto parco con gli alcolici. Sta bene ed è capace di fare interminabili camminate durante le sue numerose peregrinazioni turistiche. L'espressione della bocca, il sorriso, ricordano immediatamente la dolcezza degli antichi anni della giovinezza. Era un ragazzo biondo, socievole e affettuoso, con gli occhi celesti, 1,71 di altezza, sui 65 chili. Ci somigliavamo. Spessissimo ci scambiavano: lui per il figlio di Ninu Carollo e me per il figlio di Florio. Da bambini, sulla polverosa Via Vaianisi, avevamo condiviso i giochi in un gruppetto  di cui facevano parte anche i miei cugini Franco e Mario, Pina e Terina. A nove anni scomparve dalla circolazione: il padre  lo iscrisse al Seminario Vescovile di Caltanissetta per fargli fare le scuole superiori; era il primo figlio maschio e su di lui nutriva grosse ambizioni. Non conosco i motivi dell'internamento in quell'Istituto; posso soltanto supporli. Si era nel 1943, gli americani avevano appena invaso la Sicilia; le scuole, sotto l'effetto del ciclone guerra, erano un disastro; inoltre il bambino era vivace e un po' ribelle; la disciplina lo avrebbe raddrizzato, come si suol dire. Giacomino passò tre anni d'inferno nel seminario. Nei brevi intervalli trascorsi in famiglia supplicava la mamma di non rimandarlo a Caltanissetta. Gli ultimi giorni di permanenza in casa per la povera donna erano un calvario. Il bimbo si agitava, la implorava in lacrime. Nel seminario la disciplina era implacabile. Le punizioni, anche per lievi infrazioni, rasentavano il disumano. Le ore passate in ginocchio non si contavano. Ogni momento della giornata era programmato. Gli assistenti controllavano persino il modo di giacere a letto: non si doveva dormire sul fianco sinistro perché era la parte del cuore. Patì anche il freddo e la fame. Le ristrettezze della guerra  si facevano sentire. D'inverno l'enorme edificio era gelido; spesso i bambini cenavano con qualche patata o poco più. Una volta riuscì a fuggire; lo ripresero quasi subito. Nel 1945 il padre lo trasferì in un Istituto privato a Palermo ove rimase altri tre anni. Dopo qualche altro anno trascorso sempre a Palermo per la frequenza ad un liceo statale riemerse in paese in piena adolescenza. Sembrava volersi rifare, ossessivamente, con la foga e la spericolatezza, mostrate alla guida di quelle macchine, sulla dolorosa sottrazione d'infanzia subita. Economicamente se lo poteva permettere. Suo padre possedeva un cospicuo patrimonio in frutteti, oliveti e case: oltre alla sua parte di quello paterno aveva ereditato l'intero patrimonio di uno zio che aveva fatto fortuna in America e che, dopo qualche decennio, era ritornato in patria con un bel gruzzolo da investire.&lt;br /&gt;Ho accompagnato Giacomino, con la moglie Lia e la deliziosa nipotina di undici anni, Bryana, a Caltanissetta in visita a quel Seminario che segnò la sua fanciullezza. Il portone era chiuso. Dal citofono una voce ci invitò a passare nel pomeriggio. A questo punto si doveva decidere se aspettare o andare a visitare la Valle dei Templi di Agrigento, seconda meta del nostro breve viaggio. Giacomino ci pensò un po'. Gli dispiaceva far soffrire la moglie in un'attesa di quattro ore con quel caldo. D'altra parte  per lui ritornare al vecchio seminario era il solo scopo della gita. Erano trascorsi 64 anni ma la memoria di quei tre anni di vita nel chiuso di quel palazzo sono in lui viva. E' inutile elucubrare sul passato. Grandi filosofi dicono che esso non esiste, è il nulla, esiste solo il presente. Per essere felici bisogna vivere pienamente il presente. Sarà... Credo che pochi saggi siano in grado di raggiungere queste altezze di astrazione e di autocontrollo. Giacomino, certo,  non appartiene a questa esigua schiera. In lui mi ha sempre impressionato la capacità, e il calore, di ricordare particolari anche minimi della fanciullezza e dell'adolescenza. Vive in California da 45 anni: E' passato dalla lotta per la sopravvivenza in un mondo sconosciuto all'attuale grande agiatezza. Intelligenza, costanza e coraggio, oltre ad una infinita dedizione alla propria famiglia, hanno contrassegnato la vita di quest'uomo che ancora oggi è immerso nel lavoro e parla di progetti per l'avvenire. In un certo senso invidia i figli e i nipoti: loro sono nati negli States, non hanno alcun problema, sono felici, sono americani. Egli, invece, ha lasciato il cuore in Sicilia. E' un uomo diviso. Quattro anni fa, durante un analoga gita che facemmo a Caltanissetta e ad Agrigento, mentre percorrevamo la statale verso Agrigento, lo sentii esclamare:”Ah, la mia Sicilia, perché me ne sono andato?”. Adesso non vorrebbe lasciare Caltanissetta senza aver visitato minuziosamente i luoghi del suo pezzetto di fanciullezza. Glielo leggevo negli occhi e nelle pieghe degli angoli della bocca, mentre parlava; allora iniziai un complicato discorso, rivolto principalmente a Lia, dicendo che era impossibile visitare i templi di Agrigento nelle ore più calde della giornata; tanto più che Lia soffriva terribilmente il caldo ed aveva problemi alle gambe; ad Agrigento c'era da scarpinare altrimenti non si sarebbe visto nulla; per i templi potevamo fare comodamente una gita a parte. Lia disse: “Restiamo qui”. &lt;br /&gt;Con il sole a picco passammo quattro ore tra la piazza del Duomo, Corso Umberto I, le vie adiacenti (scattando foto), una rosticceria pizzeria e un caffè pasticceria. Le Chiese eran chiuse. Potevamo ammirare i monumenti nelle due piazze principali e le linee classiche del bel edificio ad angolo del municipio. Lia era tormentata dal caldo. In pizzeria non mangiò quasi nulla; non volle la pasta al forno né l'insalata di riso; si fece scaldare una pizza ma la lasciò sul piatto quasi intera. Bryana consumò solo un'arancina. Giacomino ed io mangiammo alla meglio. Al Caffè prendemmo un cannolo e un altro dolce (deliziosi) e qualche bibita. Alle sedici fummo dietro il portone del Seminario. Ci aprì un giovane sulla trentina, snello, quasi del tutto calvo, la barba di un giorno, un paio di pantaloni, una camicia e dei mocassini. Poco dopo sapemmo che era un prete. Giacomo era impaziente: in quel palazzo era racchiuso un bel tratto della sua fanciullezza. Mi consegnò la sua fotocamera dicendomi: “Fai tu le foto”. Dall'ingresso salimmo attraverso un'ampia scalinata al piano rialzato. Un largo corridoio partiva da quel punto da un lato e dall'altro. Lia si sentiva soffocare: aveva caldo. Disse che non poteva rimanere dentro, aveva bisogno di aria. Uscì e si mise ad aspettare sul marciapiede all'ombra del palazzo. Le pareti del corridoio erano zeppe di quadri antichi. Il pretino ci introdusse nella Cappella. Giacomino per tutto il tempo della visita parlò  fitto fitto col prete. Gli raccontava per filo e per segno la vita trascorsa in quelle sale. Domandava di vecchi insegnanti, chiedeva informazioni sull'attuale gestione dell'Istituto. I convittori da qualche centinaio degli anni Quaranta erano ridotti a quattordici. La Cura di tanto in tanto concedeva delle sale per convegni, ritiri, incontri, manifestazioni culturali della Città. Il pretino era occupato nel pomeriggio in un lavoro d'archivio. Disponeva di uno studio immenso; la sua scrivania nei pressi di un angolo scompariva in un ambiente così grande. La Cappella, molto ampia, a forma rettangolare, mostrava un prezioso altare di marmo scolpito; ai due fianchi pannelli in legno dipinti con figure di santi, in fondo un grande organo con tutte le canne a vista, posto su un palco di legno che prendeva tutta la parete.  Accostate alle pareti delle armature complete di antichi santi guerrieri. Il soffitto era affrescato con scene tratte dal Vangelo. Bryana era ammirata e stupita: curiosava dappertutto, osservava i quadri, le sculture, le incisioni; ogni tanto si avvicinava al nonno chiedendo spiegazioni, in inglese, purtroppo per me. Io ero il fotografo ufficiale: avrò scattato un centinaio di foto. Dimenticai di farne qualcuna per me con la mia macchinetta. Il pretino ci condusse nel museo. Le pareti erano occupate da grandi quadri del Sei-Settecento, opere di illustri pittori siciliani. Al piano superiore Giacomino visitò le camerate, il refettorio, le aule, le sale studio. Raccontava ogni particolare delle giornate. Il suo volto era acceso. Parlava del padre che caparbiamente l'aveva rinchiuso nell'Istituto privandolo della libertà, dei giochi, dei compagni, della felicità di vivere la sua infanzia. Non c'era astio nelle sue parole. “Mio padre commise un errore grave; per me stare in Istituto era una tortura; non mi rassegnai mai. Ma il padre, si sa, pensa sempre di fare il bene dei figli”.Se private un bambino degli affetti familiari e del mondo che lo circonda,  lo ammazzate. A nulla valsero le sue lacrime disperate, quelle della madre, il babbo fu inflessibile. Togliere dalla strada il figlio, avviarlo a studi seri, prepararlo ad un futuro diverso dalla vita di campagna per il padre, che disponeva di discrete risorse economiche, era un dovere e un impegno, specie in tempi di guerra quando non funzionava niente e le scuole erano paralizzate. “Questo Istituto e quello di Palermo mi hanno tolto sei anni d'infanzia, ma non dimentico, qui c'è la mia vita”.Mi capita di dire che l'infanzia e l'adolescenza sono l'unico patrimonio dell'uomo. Credo che ciò valga anche in caso di esperienze negative. Per Giacomino la prova fu dura, ma in lui non c'è rimozione perché quella specie di carcere non ne fece una vittima. Egli riuscì a crearsi un minimo di condizioni per una vita di comunità; in questo lo aiutarono le sue doti di naturale comunicativa e l'innata disponibilità verso il prossimo. In qualche modo il carattere ne uscì rafforzato. Nelle personali vicissitudini, tra le quali spicca il forte stress dell'emigrazione in America, ha dimostrato di possedere tenacia e coraggio. &lt;br /&gt;Ritrovammo Lia sul marciapiede. Per lei, parecchio in carne, vissuta in Toscana e in California, il sole e il caldo della Sicilia sono proibitivi. Su quel viale alberato aveva trovato un po' di refrigerio per una lieve brezza proveniente da nord. Giacomino con gli occhi abbracciò l'intero palazzo. Sono convinto che tornerà ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3213773651033125503?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3213773651033125503/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3213773651033125503' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3213773651033125503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3213773651033125503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/07/dalla-sicilia.html' title='Dalla Sicilia'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6905507966209227012</id><published>2007-06-21T01:01:00.000-07:00</published><updated>2007-06-21T01:04:37.680-07:00</updated><title type='text'>PER IL PD E PER LO SVILUPPO DI VIAREGGIO</title><content type='html'>Paolo Casini è il giovane presidente della convenzione comunale della Margherita di Viareggio, eletto a larga maggioranza dal congresso cittadino del gennaio scorso. Nei pochi mesi della sua direzione Casini ha impresso al Partito una forte connotazione di collegialità dando spazio  alle sue componenti istituzionali, circoli, consiglio di presidenza, assemblee degli iscritti e  simpatizzanti. Ha altresì valorizzato le specifiche competenze dei membri del direttivo responsabilizzandoli  negli incontri di carattere politico-amministrativi. Le delegazioni in consiglio e in giunta al Comune di Viareggio hanno ricevuto da lui un sostegno costante per il rafforzamento e una maggiore incisività dell'azione di governo dell'Amministrazione comunale di centrosinistra. Con  il suo impulso la Margherita è elemento attivo del processo di formazione del Partito Democratico, mentre sui problemi controversi di grande impatto sull'opinione pubblica la Margherita ha espresso sempre con chiarezza, e con sensibilità verso le istanze dei cittadini, il proprio orientamento per soluzioni concrete scevre da interessi di parte. La linea politica della Margherita è stata delineata nitidamente con un accento sulle esigenze della salvaguardia ambientale del tessuto urbano e del patrimonio paesaggistico legato alle spiagge, alle pinete e alle zone agricole; della vivibilità, della mobilità, del traffico, dei servizi pubblici; dell'estetica e dell'igiene pubblica; di sviluppo delle risorse turistiche, culturali e delle altre attività produttive;di tutela delle fasce popolari più deboli. Con relazioni, interventi, contatti con le altre forze politiche di maggioranza, la Margherita, tramite i media locali,  ha così ottenuto un'ottima visibilità nei confronti dell'elettorato e  un'apprezzabile ripresa di immagine.&lt;br /&gt;Paolo, quali sono gli obiettivi del Partito a breve termine?&lt;br /&gt;Ampliare ulteriormente la base degli iscritti coinvolgendoli nella fase costituente del Partito Democratico; far recuperare alla Margherita quel peso politico che negli ultimi tempi si era perduto cercando di trasformare anche i simpatizzanti in iscritti del PD.&lt;br /&gt;Che tipo di contributo intende portare la Margherita di Viareggio in seno al PD?&lt;br /&gt;Dobbiamo diventare il motore di quella complessa politica di riformismo che la città e gli italiani chiedono alla politica. Noi rappresentiamo le istanze della maggior parte degli italiani, istanze di cambiamento e di innovazione nei meccanismi democratici, nel funzionamento delle istituzioni, nell'ambito sociale e oltre. Il riformismo è la nostra bandiera ma non dimentichiamo da dove veniamo e quali sono i pilastri sui quali la nostra società si è basata ed è prosperata fino ad ora. Siamo per una società sicuramente laica che si rapporta con la sua forte caratterizzazione cattolica.&lt;br /&gt;Esistono difficoltà nel lavoro in atto di ricostituzione dell'Unione a Viareggio?&lt;br /&gt;Attualmente a Viareggio è presente uno schieramento politico anomalo perché della maggioranza che governa la città non fanno parte né il Prc né l'Udeur. Questo ha imposto un grande sforzo che è adesso  ripagato dall'imminente ufficiale costituzione dell'Unione anche a Viareggio. Un salto di qualità compiuto da tutte le singole forze politiche del centrosinistra che porta oltre le attuali contrapposizioni. L'anomalia di Viareggio così rientra restituendo ai partiti il loro storico ruolo di centralità nella politica della città.&lt;br /&gt;Quali sono le priorità amministrative di Viareggio in questo scorcio di mandato e per il dopo delle amministrative del 2008?&lt;br /&gt;Due sono gli ordini di priorità a cui la Margherita tiene in modo particolare.&lt;br /&gt;Il primo è quello relativo al recupero di credibilità della politica presso i cittadini. Occorre ridurre drasticamente, se non eliminare, ogni forma di spreco o di sovracosto che la politica negli anni ha generato. Mi riferisco principalmente a quella galassia di vantaggi e prebende scaturite dalla moltiplicazione delle società pubbliche partecipate. &lt;br /&gt;Il secondo si riferisce all'interruzione e al recupero del degrado urbanistico e sociale che si è sviluppato negli ultimi anni. Occorre rendere la città  vivibile e gradevole quanto una località turistica rinomata come Viareggio dovrebbe essere. Infine bisogna sviluppare politiche volte alla riattivazione di quei circuiti economici virtuosi, quale l'incremento dei flussi turistici, che hanno portato nella nostra città sviluppo, prosperità e benessere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6905507966209227012?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6905507966209227012/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6905507966209227012' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6905507966209227012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6905507966209227012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/06/per-il-pd-e-per-lo-sviluppo-di.html' title='PER IL PD E PER LO SVILUPPO DI VIAREGGIO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2465798098481722574</id><published>2007-06-13T07:10:00.000-07:00</published><updated>2007-06-13T07:12:19.716-07:00</updated><title type='text'>CARNEVALE, LA CRISI E L'ANTICAMERA DEL LIBERO COMITATO CITTADINO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Da oltre due mesi il Libero Comitato Cittadino attende di essere ricevuto dal Sindaco per presentargli, in rappresentanza di 1115 cittadini firmatari di un’apposita  petizione, idee e proposte di riforma dell’attuale organizzazione del Carnevale e per chiedere un consiglio comunale aperto. Entrambi le richieste sono state verbalmente accolte a mezzo stampa, ma non se n'è fatto nulla nonostante sollecitazioni e proteste. Nel frattempo la crisi della Fondazione si è acuita: il Coordinatore amministrativo è uscito di scena con accuse  clamorose che hanno segnato un alto indice di sgradevolezza nei confronti, sì del vertice dell’ente e dei responsabili politici, ma anche dello stesso denunciante; infatti per due anni egli ha goduto di laute indennità senza visibili vantaggi per il Carnevale; ha contribuito, altresì, a portare ai minimi storici  i rapporti dello stesso col volontariato culturale, col mondo degli appassionati e con la cittadinanza. Durante questa tempesta il povero Libero Comitato è rimasto nell'anticamera del Sindaco su scomode e dure panche di legno; tanta gente entra ed esce dalla fatidica stanza, ma nessuno si ricorda di questi cittadini in attesa. Viene da pensare che il primo cittadino, colpito dalle bordate dell'ingrato suo ex amico,  non riesca a trovare il bandolo della matassa, lontano mille miglia, com'è, dall'immaginare una risoluzione di tutti i problemi del Carnevale ascoltando quanto quel Comitato ha da dirgli in nome della Città.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2465798098481722574?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2465798098481722574/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2465798098481722574' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2465798098481722574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2465798098481722574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/06/carnevale-la-crisi-e-lanticamera-del.html' title='CARNEVALE, LA CRISI E L&apos;ANTICAMERA DEL LIBERO COMITATO CITTADINO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8043490897769248404</id><published>2007-06-02T07:34:00.000-07:00</published><updated>2007-06-02T07:36:13.437-07:00</updated><title type='text'>TRABIA, I GIOVANI E LA POLITICA</title><content type='html'>I giovani trabiesi mi sembrano piuttosto defilati rispetto ai problemi della politica in generale e di quelli di Trabia, in particolare, come avviene, del resto, in gran parte d'Italia. Spesso le sezioni locali dei partiti sono rette da vecchie cariatidi che non riescono a liberarsi dall'antico vizio di ridurre l'attività politica alla semplice (ma feroce, a volte) ricerca di vantaggi per sé e per i propri parenti e amici. Questo dato, però, non va generalizzato. C'è sempre una minoranza, anche se esigua, che sente e soffre i problemi non risolti, incancreniti, della comunità. A queste persone, quasi sempre emarginate, si devono aggiungere quelle che stanno fuori dai partiti perché disgustate da un andazzo che appare loro immodificabile; essi sfogano la loro rabbia in mugugni o in animate discussioni con gli amici e, magari, astenendosi dal voto. Si tratta di un atteggiamento sterile che non porta da nessuna parte, che lascia le cose come stanno. I giovani rimangono lontani, sullo sfondo di un mondo che sembra appartenere solo a gente matura o proprio anziana. A mio parere questa situazione è la principale causa del progressivo distacco della politica dalla società. I politici, sempre più autoreferenziali, tendono a chiudersi in casta, perdendo i collegamenti con i problemi veri della società. Questi problemi, guarda caso, riguardano in gran parte i giovani. In una società in cui si moltiplicano in maniera esponenziale proprio i problemi dei giovani, l'educazione, la scuola, la formazione professionale, l'occupazione, lo sviluppo economico, l'imprenditorialità giovanile, la droga, il tempo libero, la violenza, il pericolo di affiliazione a mafia, ndrangheta e camorra, la microcriminalità giovanile, la classe politica appare distratta, immersa nei giochi di potere e nella ricerca del consenso attraverso i vecchi e ormai logori metodi delle clientele e dello scambio, mentre i giovani brillano per la loro assenza.  Ecco la frattura, il muro tra politica e società, tra politica e giovani, l'indifferenza, la mancanza di una ricerca delle cause vere del disastroso stato di sottosviluppo in cui versano comunità come quella di Trabia. In qualche mio scritto ho provato ad individuare l'origine dei mali di Trabia, la sua decadenza economica dagli anni '50 ad oggi, le possibili vie di riscatto da una situazione quasi disperata, specie per i giovani che non vedono davanti a sé un decoroso futuro nella terra dei propri avi: Ho evidenziato l'insufficienza di una classe politica che non ha saputo salvaguardare le cospicue risorse del paese, quali le strutture economiche ereditate e le straordinarie bellezze monumentali e paesaggistiche; che non ha saputo valorizzare le attività produttive esistenti e crearne altre congeniali. Tra queste poteva e potrebbe spiccare le ali il turismo, a patto che si ponga fine allo scempio edilizio del territorio. La mia non vuole essere un'accusa tout court . So che ci sono state e ci sono, tra gli amministratori, persone desiderose di svolgere bene il proprio compito, ma l'ambiente assurdamente chiuso ha impedito e impedisce loro di far valere una linea di cambiamento, efficace e liberatoria. In una situazione di questo genere i giovani che fanno? E' giusto che si dedichino alla loro formazione, ai giochi, agli sport, ai divertimenti, agli amori della loro età; ma la gravità dei problemi incalza. Non è possibile, per i giovani, in una situazione di assenza di prospettive, rimanere estranei e delegare ad altri, totalmente e acriticamente, la gestione della cosa pubblica. In una società pesantemente penalizzata dai condizionamenti del prepotente ed egoistico parassitismo affaristico, c'è bisogno della freschezza di forze nuove, dell'entusiasmo e dello slancio, della purezza d'intenti, di una nuova generazione, non rassegnata e ribelle ad ogni costrizione psicologica e ambientale. L'ingresso di  una ventata di gioventù nello stanco agone politico cittadino, la sua forza d'urto, unita all'esperienza  degli elementi sani delle precedenti generazioni, possono fare il miracolo di uno scarto decisivo dell'azione amministrativa verso ambiziosi approdi di emancipazione e di sviluppo. La via diretta per giungere a questi risultati è la partecipazione alla vita dei partiti. Non vedo altra strada. Lo so, qualche volta c'è da turarsi il naso. I gruppi dominanti sono difficili da scalzare, ma la forza dei numeri può sovvertire qualsiasi situazione. Nelle moderne democrazie i partiti sono strumenti insostituibili dell'azione politica. I movimenti, l'associazionismo, le mobilitazioni, le pressioni delle piazze, la forza dell'opinione pubblica, la libertà della comunicazione, sono altrettanti strumenti di democrazia (guai se non ci fossero); ma sono i partiti i veicoli del consenso democratico, della partecipazione, i portatori degli orientamenti politici, gli ispiratori degli indirizzi e dei programmi. Al loro interno, in maniera più o meno estesa, si attuano i primi conflitti di interessi o di opinioni, si realizza l'addestramento alla dialettica democratica, si svolge il faticoso lavoro di cucitura e di mediazione delle varie posizioni emerse, si imbastiscono le conclusioni che daranno voce al partito nell'arena della competizione politica, nella quale hanno luogo, a loro volta,  gli scontri e gli incontri necessari per la formazione delle maggioranze che governeranno le istituzioni democratiche. Senza conflitto (ovviamente non violento) e senza libertà non c'è democrazia. Le campagne elettorali sono il momento clou delle dialettiche democratiche, la visione plastica di una società viva e responsabile del proprio destino. Purtroppo non tutto si svolge alla luce di questi canoni classici di democrazia. Nelle ultime campagne elettorali abbiamo avuto notizia di vergognosi mercimoni, di contrattazioni e di acquisizione di voti mediante scambio che testimoniano l'estrema debolezza delle classi disagiate e lo spirito di cinica sopraffazione di gruppi più o meno legati o legittimati da qualche partito. In certe città, specie del Sud, intere maggioranze si reggono su voti praticamente estorti alla buona fede e al bisogno delle fasce più sfortunate della popolazione. Gli eletti con questi metodi degradanti si sentono sciolti da ogni dovere di rappresentanza, non pensano minimamente a promuovere concrete politiche di emancipazione dei loro elettori, si reputano liberi di dedicarsi esclusivamente ai propri egoistici interessi, lasciando al loro destino di miseria materiale e morale  coloro che li hanno votato. Anche su questo versante i giovani sono la parte più legittimata a portare pulizia ed onestà di comportamenti. La democrazia, col suo libero sistema dei partiti, è un'immensa palestra dove ogni giovane può esercitare le proprie qualità, conseguire le proprie aspirazioni e ambizioni, contribuire alla elevazione materiale e culturale di tutti i membri della società, allargare gli spazi di espressione, di  comunicazione e di libertà.&lt;br /&gt;A.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8043490897769248404?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8043490897769248404/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8043490897769248404' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8043490897769248404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8043490897769248404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/06/trabia-i-giovani-e-la-politica.html' title='TRABIA, I GIOVANI E LA POLITICA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6591775171691450717</id><published>2007-05-29T02:46:00.000-07:00</published><updated>2007-05-29T02:47:47.627-07:00</updated><title type='text'>LA VIA PER L'EMANCIPAZIONE DALL'OPPRESSIONE MAFIOSA</title><content type='html'>Il sindaco di Trabia Salvatore Piazza, in risposta a due giovani che discutevano sul fenomeno mafioso, ha pubblicato una specie di 'lectio magistralis' per coloro che hanno a cuore le sorti di quel paese. Nel momento drammatico in cui dovranno prendersi decisioni che, nel bene o nel male, incideranno sull'avvenire di Trabia per i prossimi trent'anni (il piano regolatore è lì, sul tavolo delle emergenze, iscritto all'ordine del giorno della vita civile e politica del paese) le parole del sindaco assumono un enorme valore morale e politico; esse indicano una via di libertà e di coraggio nell'oscuro groviglio di interessi in conflitto con le esigenze di emancipazione della comunità. Sappiamo che non bastano; non vengono assorbite, rimbalzano sul freddo marmo della inconsapevolezza e dell'indifferenza. Eppure sono un segno di cambiamento, non si potranno ignorare.  Avranno eco nelle coscienze delle nuove generazioni? Ecco la lettera:"“”La formula coniata da G. Battista Vico dei “corsi e ricorsi storici”, credo, che ritorni di attualità anche oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo affermazioni pronunziate da giovani di questo tempo che “la mafia a Trabia non esiste”, mi riporta alla memoria l’analogo episodio e la identica affermazione pronunciata nel giugno 1987, in occasione delle elezioni politiche, nel salone dell’Hotel delle Terme di Termini Imerese di fronte ad una platea di elettori ed alla presenza del Ministro degli Interni dell’epoca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un illustre senatore della Repubblica, rivolgendo il suo saluto al Ministro diceva testualmente “Signor Ministro sappi che in questo territorio la mafia non esiste”, provocando fra i presenti un silenzio assoluto e facilmente comprensibile per la “mostruosità” della dichiarazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti gli avvenimenti successivi a quell’evento smentivano categoricamente tale infausta affermazione e, di lì a poco, determinarono riflessi negativi sull’intero territorio termitano e madonita e persino nel nostro stesso paese. Il tentativo – ancor più grave se viene compiuto da giovani – di voler negare l’esistenza del fenomeno mafioso, riducendolo a semplice “demagogia”, o ad “affariceddi”di una parte politica è abbastanza ridicolo, facendoci dubitare sulla intelligenza e sulla buona fede degli autori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’annosa verità, purtroppo, è che “la mafia a Trabia esiste ancora”. Non è più la mafia che affermava il suo potere con la forza delle armi; è cambiata, si è aggiornata nei modi e nella sostanza, utilizzando metodologie diverse, più sofisticate che, talvolta, eludono la stessa legge, ma quasi sempre, prima o poi, finiscono per incappare nelle maglie della giustizia. Và, certamente, dato atto alle forze dell’ordine ed alla magistratura di avere intensificato l’opera di bonifica del territorio e la cattura dei boss di maggior calibro, ma è indubbio che in circolazione sono rimasti i cosiddetti “Bossolotti”, figli ed eredi di quella razza pericolosa e prepotente. Nella realtà trabiese e più in generale in quella siciliana, purtroppo, la mafia prospera tuttora. Spesso anche noi, forse inconsapevolmente con i nostri comportamenti ne diventiamo complici: ora con il silenzio, ora alzando il tono della voce al di sopra della tolleranza, talvolta, anche, “alzando le mani” per affermare le nostre opinioni, violando in tal modo le regole del vivere civile, del dialogo e del confronto rispettoso verso il nostro interlocutore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo anche questi comportamenti sono assimilabili alla cultura mafiosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giovani, se vogliono diversificarsi dal passato ed essere costruttori di un mondo nuovo e diverso, devono assumere comportamenti coerenti per dimostrare la loro correttezza sul piano legale e morale, condannare ogni forma di arroganza e di prepotenza che si annida nel corpo sociale, conquistare la piena libertà di espressione per manifestare le proprie idee, ma nel rispetto dei diritti di ciascuno, secondo le regole legali che disciplinano l’organizzazione di una civile convivenza democratica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvatore Piazza"""&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.trabiaplanet.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6591775171691450717?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6591775171691450717/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6591775171691450717' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6591775171691450717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6591775171691450717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/la-via-per-lemancipazione.html' title='LA VIA PER L&apos;EMANCIPAZIONE DALL&apos;OPPRESSIONE MAFIOSA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8660830095160077913</id><published>2007-05-28T11:54:00.000-07:00</published><updated>2007-05-28T11:56:31.541-07:00</updated><title type='text'>I CARRISTI DEL CARNEVALE, UNA CASTA DI INTOCCABILI?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Non posso credere che il direttivo dei carristi, scrivendo la lettera pubblicata su viareggiok.it, rappresenti lo stato d’animo della totalità degli iscritti. Non mi sembra possibile. Un vero artista non può trasudare iattanza da ogni parola che scrive, anche se stimolato da una spirito polemico fuori misura. A parte il facile giudizio che può pronunciarsi su una esternazione di questo tenore, c’è da riflettere se la politica e la Città debbano continuare per l’eternità a favorire la formazione e la perpetuazione di una vera e propria casta di intoccabili, nella convinzione dell’inesistenza di ogni possibile ricambio. Se c’è un mondo dove la libertà ha vero diritto di cittadinanza si può dire con tranquillità che quello dell’arte sta al primo posto. Nel Carnevale di Viareggio non esiste alcuno spazio per il libero dispiegarsi dei talenti e delle genialità inerenti alle creatività carnevalesche. Gli ingressi sono spietatamente sbarrati. Bisogna finalmente entrare nell’ordine di idee di creare, con lungimiranza, le condizioni che permettano una selezione rigorosa del personale artistico deputato alle costruzione di carri all’altezza della grande tradizione viareggina. Per far ciò si pone la necessità della creazione di una scuola, da affidare ad insegnanti indipendenti dotati di grande esperienza e creativività, e dell’istituzione di un meccanismo di valutazone e di selezione degli artisti costruttori di carri per il quale nessuno possa arrogarsi il diritto di sbeffeggiare i critici e ostentare sicumera e strombazzare sferzanti giudizi su osservazioni e obiezioni provenienti dal popolo degli appassionati del Carnevale o da un qualsiasi cittadino.&lt;br /&gt;Antonio Carollo &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8660830095160077913?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8660830095160077913/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8660830095160077913' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8660830095160077913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8660830095160077913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/i-carristi-del-carnevale-una-casta-di.html' title='I CARRISTI DEL CARNEVALE, UNA CASTA DI INTOCCABILI?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2541629206062287807</id><published>2007-05-26T11:20:00.000-07:00</published><updated>2007-05-26T11:22:05.914-07:00</updated><title type='text'>23 MAGGIO, IL SACRIFICIO DI GIOVANNI FALCONE. LA LETTERA DI UN RAGAZZO DI TRABIA</title><content type='html'>Mi permetto di pubblicare una lettera di un altro giovane trabiese indirizzata a me e a certi suoi amici. Il giovane prende spunto dall'incontro a Palermo dei giovani di tutta Italia con le autorità nazionali, in particolare dallo scambio di battute tra il diciannovenne Francesco Cipriano e il ministro Amato, il 23 maggio, anniversario del barbaro assassinio di Giovanni Falcone e dalle celebrazioni fatte da tanti consigli comunali dell'Isola. Abbiamo letto con quale supponenza, (offendendo, anche) Giuliano Amato abbia risposto a Francesco che con forza rilevava l'insufficienza dell'azione della politica nei confronti della mafia. Questo episodio riveste un grande significato civile perché testimonia l'assoluta libertà di pensiero e di espressione di un giovane in un ambiente di cupo condizionamento psicologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando al ragazzo di Trabia sono convinto che se glielo avessi chiesto mi avrebbe autorizzato a pubblicare anche il suo nome. Una tale richiesta però sarebbe stata ingiusta. In una terra di antiche dipendenze e coercizioni il processo di liberazione della piena libertà di espressione ho la sensazione che sia ancora faticosamente in marcia. Credo che il meccanismo dell'autocensura funzioni ancora molto tra gli adulti e le persone già mature: è un retaggio di sottomissioni (nessuno di noi ne è del tutto esente) che alla fine si traduce nella perpetuazione di un miserevole stato di latente illegalità e sopraffazione. A fare da contrappeso a questa deficienza di espressione spesso viene fuori il fiume, o il ruscelletto, della retorica più o meno camuffata da accenti forti di sicuro effetto emotivo, accompagnato dall'atavico vezzo di spaccare il capello in quattro. In occasioni come questa del 23 maggio si ha la visione plastica della verità di questa antica contraddizione che, vuoi o non vuoi, ci portiamo dietro ed inevitabilmente trasmettiamo alle nuove generazioni. Schiere di consiglieri declamano e si commuovono fino alle lacrime nel rievocare l'orribile assassinio di un uomo divenuto eroe perché pretendeva di fare bene il suo lavoro. Se occorre muovere un dito per cercare di costruire una società più giusta e solidale, senza mafia e senza marciume politico, come voluta da Falcone, si crea immediatamente un vuoto pneumatico che inghiotte tutte le belle intenzioni e le maliose bellezze delle frasi ad effetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco la lettera del ragazzo di Trabia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sicuramente è bello che per ogni 23 maggio si ricordi Falcone, ma è molto triste pensare che serve un 23 maggio, e tante altre simili ricorrenze, per ricordare i caduti per mano mafiosa; che serve un 23 maggio per dare luce alla Sicilia; associando il suo nome con quello di mafia; che serve un 23 maggio per assistere attoniti ed impotenti all'ipocrisia della politica, che si ricorda di commemorare, ma soprattutto non dimentica il suo bacino elettorale mafioso, dal quale attinge per i vari eventi elettorali, a suo piacimento; che serve un 23 maggio per ricordarsi del degrado della sanità siciliana, della situazione rifiuti, della precarietà e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso il popolo siciliano si indigna di cose molto futili, come i pettegolezzi da cortile o da bar, ma non riesce ad indignarsi davanti ad una politica collusa, un clientelismo diffuso (direi istituzionalizzato), una burocrazia che fa tutto tranne che un sevizio pubblico, e tante altre cose che in una comunità civile, quale è uno Stato di diritto, l'indignazione sarebbe una reazione minima a tutto ciò. Che Guevara diceva : "Il miglior modo per dire é fare".Mi sorge d'istinto una domanda, ma se da noi manca anche il dire? A te la risposta... A te cosa indigna? A me l'indifferenza..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indifferenza con cui vengono dimenticate e calpestate le idee di quei due magistrati, non dalla politica, ma dalla classe media, intellettuale e borghese, che ormai convive e lucra con la mafia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da "Lo Scrittoio" di www.trabiaonline.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2541629206062287807?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2541629206062287807/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2541629206062287807' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2541629206062287807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2541629206062287807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/23-maggio-il-sacrificio-di-giovanni_26.html' title='23 MAGGIO, IL SACRIFICIO DI GIOVANNI FALCONE. LA LETTERA DI UN RAGAZZO DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-971002575622347614</id><published>2007-05-24T05:15:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:28.857-08:00</updated><title type='text'>23 MAGGIO, IL SACRIFICIO DI GIOVANNI FALCONE. "SI DEVE FARE DI PIU' CONTRO LA MAFIA"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RlWDJFULzGI/AAAAAAAAABM/ZW6TzGY9tOw/s1600-h/Francesco+Cipriano.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RlWDJFULzGI/AAAAAAAAABM/ZW6TzGY9tOw/s400/Francesco+Cipriano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068101147744259170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RlWC21ULzFI/AAAAAAAAABE/HPhwMEqKhwY/s1600-h/Giovanni+Falcone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RlWC21ULzFI/AAAAAAAAABE/HPhwMEqKhwY/s400/Giovanni+Falcone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068100834211646546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesco Cipriano, studente di 19 anni, è il piccolo eroe della giornata del 23 maggio 2007  celebrata a Palermo da quindicimila giovani di tutta Italia in onore di Giovanni Falcone. Ha detto senza fronzoli ai vertici istituzionali, accorsi in pompa magna, che la politica deve fare molto di più. “Ogni 23 maggio - dice - voi politici venite qui e vi riempite la bocca di antimafia, ma in Parlamento ci sono 25 condannati in via definitiva , criminali che fanno le leggi”. Poi indicando lo striscione con i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino aggiunge: “La vera antimafia l'hanno fatta loro con il sangue...”. Parole pesanti ed efficaci che meritano di essere ricordate. Il 'Professorino' Giuliano Amato non è che le ha gradite molto se dopo qualche minuto dà del 'piccolo capo populista' a Francesco. In poche battute, dette in un luogo fortemente simbolico, l'aula bunker dell'Ucciardone, un giovane intelligente e libero intellettualmente, ha saputo sintetizzare l'atteggiamento della politica di oggi nei confronti della mafia e, nel medesimo tempo, il sentimento di scetticismo della popolazione verso i politici. &lt;br /&gt;Nulla da aggiungere. Solo un piccolo codicillo con riferimento a situazioni politico-amministrative concrete. Premetto che l'amministratore pubblico si esprime prevalentemente con il suo agire, non con le parole. Il giudizio su di lui è basato sui fatti. Forse, per il carattere degli italiani, un certo tasso di retorica è inevitabile, ma questo non arriva ad offuscare la limpidezza della valutazione. La gente si domanda drasticamente: “Che ha fatto?”. Nelle aree geografiche interessate dal fenomeno mafioso ci si pone questa domanda? Ne dubito. Mi sembra che proprio in queste due parole sia racchiusa la forza della mafia, lo stravolgimento di ogni corretto rapporto tra politici ed elettorato. Celebrare solennemente in consiglio comunale la figura di un eroe della lotta contro la mafia, a parte qualche eccesso di patetica retorica,  è un fatto positivo. Fermarsi alle parole, senza minimamente scalfire una realtà fortemente compromessa, significa dare alle stesse l'amaro e beffardo sapore dell'ipocrisia e della pretesa fatalità. La coscienza civica cittadina può sopportare lo spettacolo al contempo di un consesso cittadino giustamente tutto in piedi per onorare un grande e la medesima aula vuota al momento delle decisioni per l'emancipazione e il progresso della popolazione, che Giovanni Falcone sognava per tutta la Sicilia?&lt;br /&gt;Antonio Carollo &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-971002575622347614?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/971002575622347614/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=971002575622347614' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/971002575622347614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/971002575622347614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/23-maggio-il-sacrificio-di-giovanni.html' title='23 MAGGIO, IL SACRIFICIO DI GIOVANNI FALCONE. &quot;SI DEVE FARE DI PIU&apos; CONTRO LA MAFIA&quot;'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RlWDJFULzGI/AAAAAAAAABM/ZW6TzGY9tOw/s72-c/Francesco+Cipriano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3279503180933048048</id><published>2007-05-24T05:09:00.000-07:00</published><updated>2007-05-24T05:12:12.338-07:00</updated><title type='text'>UNA VIA DI FUGA DALLE RESPONSABILITA'</title><content type='html'>Impotenza e disagio sono sentimenti che un amministratore distaccato, intelligente e lungimirante sicuramente prova, a mio avviso, in una situazione politico-amministrativa come quella di Trabia, nella quale gran parte degli spazi decisionali che riguardano il futuro, da qui a trent’anni, della comunità, sono sottratti al libero dispiegarsi del dibattito cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che altra lettura può darsi a vicende amministrative che vedono sul filo del rasoio l’esistenza stessa di maggioranze consiliari al solo sentore di un cambiamento nel settore strategico dell’assetto del territorio. Abbiamo avuto quasi delle sollevazioni, veementi discussioni, ricorsi di singoli e di categorie, al profilarsi dell’adozione di un nuovo piano regolatore, con conseguenti paralisi di amministrazioni, peraltro benemerite per altri aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono avuti girotondi di sindaci che animati dalle migliori intenzioni si sono trovati di fronte a muri invalicabili di interessi e metodi inamovibili. Trabia ha subito l’onta vergognosa di uno scioglimento del consiglio comunale per collegamenti con elementi della mafia. Di quel consiglio conosco diverse persone di specchiata moralità che hanno sofferto sulla propria pelle il disonore di un tale trattamento da parte degli organi preposti dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che molte cose in seguito si siano chiarite e in parte attenuate. Quel marchio d’infamia brucia ancora. Ho patito anch’io questa macchia nella storia del nostro paese. Non è piacevole sentirsi dire ironicamente da qualche amico di appartenere per nascita ad un certo tristemente famoso triangolo della criminalità organizzata. Trabia ha conosciuto lunghi periodi oscuri. Il tabù del piano regolatore ha funzionato benissimo per gli speculatori. La devastazione edilizia del territorio è proseguita alacremente in assenza di un piano che fosse degno di questo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio il provvedimento punitivo, anziché funzionare da deterrente contro la prepotenza affaristica, ha paralizzato ogni proposito di recupero di un minimo di dignità pianificatrice del territorio. Si è arrivati, qualche anno fa, alla felice invenzione di una pretesa impossibilità da parte del consiglio comunale, di occuparsi dell’argomento piano regolatore in quanto incompatibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, tutti i consiglieri comunali saranno incompatibili fino a quando non ci sarà più un metro di terreno da edificare. A Trabia è raro che un cittadino non possieda un appezzamento di terreno. Pensiamo di affidare il nostro destino al gruzzolo di denaro ricavato dall’area prepotentemente edificabile? Questa cecità, questa assoluta incapacità di guardare oltre un palmo dal proprio naso è la ragione del disastro in cui è precipitato il paese di Trabia.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3279503180933048048?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3279503180933048048/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3279503180933048048' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3279503180933048048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3279503180933048048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/una-via-di-fuga-dalle-responsabilita.html' title='UNA VIA DI FUGA DALLE RESPONSABILITA&apos;'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2374677246396845842</id><published>2007-05-16T08:26:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:29.032-08:00</updated><title type='text'>IL TABU' DEL PIANO REGOLATORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RksjUVULzEI/AAAAAAAAAA8/jwEZcJzp72o/s1600-h/Porta+Palermo+di+Trabia.+Bozzetto+di+V.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RksjUVULzEI/AAAAAAAAAA8/jwEZcJzp72o/s400/Porta+Palermo+di+Trabia.+Bozzetto+di+V.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065181038134414402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Amarezza, frustrazione, disagio. sono sentimenti che un amministratore distaccato, intelligente e lungimirante sicuramente prova, a mio avviso, in una situazione politico-amministrativa come quella di Trabia, nella quale gran parte degli spazi decisionali che riguardano  il futuro, da qui a trent'anni, della comunità, sono sottratti al libero dispiegarsi del dibattito cittadino. Che altra lettura  può darsi a vicende amministrative che vedono sul filo del rasoio l'esistenza stessa di maggioranze consiliari al solo sentore di un cambiamento nel settore strategico dell'assetto del territorio. Abbiamo avuto quasi delle sollevazioni, veementi discussioni, ricorsi di singoli e di categorie, al profilarsi dell'adozione di un nuovo piano regolatore, con conseguenti paralisi di amministrazioni, peraltro benemerite per altri aspetti. Si sono avuti girotondi di sindaci che animati dalle migliori intenzioni si sono trovati di fronte a muri invalicabili di interessi e metodi inamovibili. Trabia ha subito l'onta vergognosa di uno scioglimento del consiglio comunale per collegamenti con elementi della mafia. Di quel consiglio conosco diverse persone di specchiata moralità che hanno sofferto sulla propria pelle il disonore di un tale trattamento da parte degli organi preposti dello Stato. Credo che molte cose in seguito si siano chiarite e in parte attenuate. Quel marchio d'infamia brucia ancora. Ho patito anch'io questa macchia nella storia del nostro paese. Non è piacevole sentirsi dire ironicamente da qualche amico di appartenere per nascita ad un certo tristemente famoso triangolo della criminalità organizzata. Trabia ha conosciuto lunghi periodi oscuri. Il tabù del piano regolatore ha funzionato benissimo per gli speculatori. La devastazione edilizia del territorio è proseguita alacremente in assenza di un piano che fosse degno di questo nome. Proprio il provvedimento punitivo, anziché funzionare da deterrente contro la prepotenza affaristica, ha paralizzato ogni proposito di recupero di un minimo di dignità pianificatrice del territorio. Si è arrivati, qualche anno fa, alla felice invenzione di una pretesa impossibilità da parte del consiglio comunale, di occuparsi dell'argomento piano regolatore in quanto incompatibile. Certo, tutti i consiglieri comunali saranno incompatibili fino a  quando non ci sarà più un metro di terreno da edificare. A Trabia è raro che un cittadino  non possieda un appezzamento di terreno. Pensiamo di affidare il nostro destino al gruzzolo di denaro ricavato dall'area prepotentemente edificabile? Questa cecità, questa assoluta incapacità di guardare oltre un palmo dal proprio naso è la ragione del disastro in cui è precipitato il paese di Trabia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2374677246396845842?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2374677246396845842/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2374677246396845842' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2374677246396845842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2374677246396845842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/il-tabu-del-piano-regolatore.html' title='IL TABU&apos; DEL PIANO REGOLATORE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RksjUVULzEI/AAAAAAAAAA8/jwEZcJzp72o/s72-c/Porta+Palermo+di+Trabia.+Bozzetto+di+V.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8187728287409127577</id><published>2007-05-12T14:29:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:29.207-08:00</updated><title type='text'>L'AMAREZZA DI NON RIUSCIRE A CAMBIARE LE COSE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RkYzKrs95vI/AAAAAAAAAA0/EDuQq6Zgj8U/s1600-h/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RkYzKrs95vI/AAAAAAAAAA0/EDuQq6Zgj8U/s400/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063791089647740658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo post è dedicato alla lettera indirizzatami dal sindaco Salvatore Piazza dal sito trabiaplanet.it.&lt;br /&gt;Salvatore è molto gentile; lo ringrazio per gli apprezzamenti e la stima, che sinceramente ricambio.  Qualche senso di colpa ce l'ho: ho lasciata Trabia a ventiquattro anni, subito dopo la laurea, per andarmi a guadagnare la vita altrove. Ho tentato diverse volte di ritornare ma non si sono realizzate mai le giuste condizioni per un mio rientro in Sicilia. Col passare degli anni, col crescere delle esigenze familiari, questa prospettiva si è allontanata viepiù. Però non ho mai tagliato i ponti con la mia piccola patria. I soggiorni e le visite sono stati sempre frequenti. I contatti con parenti e amici non l'ho mai tralasciati; tuttora vive a Trabia una parte della mia famiglia d'origine, mia sorella e i miei carissimi nipoti e bisnipoti con cui comunico continuamente, oltre a tanti altri consanguinei e a tanti cari amici. Sbaglia chi pensa che io non sia al corrente dei problemi di Trabia. Me ne sono sempre informato, fino a partecipare, quando possibile, alle sedute del consiglio comunale. Certo, non sarò al corrente degli affari minuti di ogni giorno; forse proprio per questo ritengo di avere una visione d'insieme molto nitida. Qualche volta ne ho parlato con lo stesso Salvatore lungo 'u stratuni, conoscendo la sua passione per le cose del nostro paese. La 'vera realtà'  mi è ben nota, anche perché, come dice lui, Trabia conserva molti 'vizi' del passato. Aggiungo che il paese presenta un percorso piuttosto chiaro (qualcuno direbbe un'immobilità o un'involuzione), evidente anche per una frettolosa intelligenza. Chi ha letto gli articoli su Trabia apparsi su 'Lo Scrittoio' spero non disconosca il carattere pragmatico del loro approccio ai problemi. Nessuna teorizzazione o idealizzazione. D'altra parte il mio lavoro è stato tutta una collaborazione con organi istituzionali dediti a programmare e a fare. Molte volte, in materia di cultura, ho avuto responsabilità dirette, come si può cogliere dalla nota biobibliografica ( http://www.trabia.splinder.com/). Non sogno una Trabia ideale o utopistica ma un paese normale che piano piano vada prendendo consapevolezza della propria situazione di profondo sottosviluppo, ne ricerchi e ne individui le cause, e , sia pure tra lentezze, contrasti, crisi, resistenze, cerchi di tirarsi su dalle secche di una condizione economico-sociale disastrata. So bene che Trabia soffre di mali storici cronicizzati, come gran parte del Mezzogiorno; in aggiunta ha la terribile aggravante di essere stata essa stessa l'artefice diretta della distruzione della propria economia avendo sottratto alle produzioni, al lavoro e allo sviluppo turistico le terre più belle del Golfo Termini Imerese-Cefalù. Questi mali sono difficili (non impossibili) da estirpare; i trabiesi vivono come in un dormitorio, sono d'accordo, ignari dei propri diritti di cittadini, indifferenti alle ignominie del malaffare, alle feroci speculazioni edilizie,  agli interessi personali perpetrati in dispregio di quelli generali della collettività. Comprendo l'amarezza di Salvatore. La frustrazione di non riuscire a cambiare le cose, il disagio di  sperimentare situazioni paradossali, quale quella di una assise cittadina che, anziché cogliere l'occasione di mettere le mani su un piano regolatore probabilmente in linea ed erede  di quello tristemente noto del 1979, abdica dal suo diritto-dovere di amministrare, dando uno spettacolo di inconscio ma ben orchestrato surrealismo. Si deve   assistere in silenzio all'inaudito continuato scempio di un territorio e di uno dei più bei paesaggi siciliani, e, con esso,  alla distruzione di buona parte delle residue risorse naturali indispensabili per un possibile futuro per Trabia?  Io credo che Salvatore non voglia questo. Credo che vorrebbe essere sostenuto non da una voce isolata ma da un vasto movimento d'opinione, capace di dargli la forza  necessaria  per sciogliere l'intrico oscuro degli interessi particolari. Per un simile risveglio, non ho dubbi, egli sarebbe la persona giusta. Ma la realtà è quella che è. Non rimane che continuare a servire, con l'arma dell'umile parola, questa mia sfortunata patria.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;br /&gt;(6-continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8187728287409127577?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8187728287409127577/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8187728287409127577' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8187728287409127577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8187728287409127577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/lamarezza-di-non-riuscire-cambiare-le.html' title='L&apos;AMAREZZA DI NON RIUSCIRE A CAMBIARE LE COSE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RkYzKrs95vI/AAAAAAAAAA0/EDuQq6Zgj8U/s72-c/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8853503977216452438</id><published>2007-05-01T12:04:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:29.357-08:00</updated><title type='text'>VIVIBILITA', SICUREZZA, AMBIENTE, LE PAROLE CHIAVI PER LE PROSSIME AMMINISTRATIVE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/Rjsirrs95tI/AAAAAAAAAAk/forKIB-9hK8/s1600-h/Viareggio.+Piazza+Puccini+e+pineta.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/Rjsirrs95tI/AAAAAAAAAAk/forKIB-9hK8/s400/Viareggio.+Piazza+Puccini+e+pineta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060676740141934290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho una certa allergia alle grandi opere. La mia esperienza in seno alle pubbliche amministrazioni locali (comuni e province) mi fa rizzare le antenne a sentirle menzionare. Per Viareggio questo non è il primo periodo storico che segna una pronunciata tendenza alla realizzazione di opere mastodontiche e miliardarie, sia pubbliche che private. Ce n’è stato un altro, qualche decennio fa, quando, addirittura, si favoleggiava di una grande darsena all’altezza del bagno Nettuno, di un aeroporto e d'altro. Poteri forti scatenati? Mah… Non nego: il tribunale, la Cittadella, i due cavalcaferrovia, l’asse di penetrazione, il teatro pucciniano, il palacongressi, sono opere indispensabili; certo, non è indispensabile offrire intere aree all’avida grande speculazione edilizia privata. Gli umori della città emergono giorno per giorno: la priorità assoluta viene data alla vivibilità, alla sicurezza, alla salvaguardia dell'ambiente architettonico della città e di quello naturalistico. Serve una tregua. Niente grandi strategie, grandi realizzazioni infrastrutturali, alienazioni del patrimonio comunale, appetitosi (per gli speculatori) insediamenti abitativi. Il regolamento urbanistico, che è all'attenzione della città, dovrebbe essere sottratto alle grandiosità avveniristiche degli architetti di oggi e pensato in un'ottica di maggiore attenzione per un uso degli spazi mirato al miglioramento delle condizioni di vivibilità del cittadino. Niente grandi e pomposi poli di sviluppo, niente porte nord, sud, est, ovest, e magari sud-ovest,  niente sistemazione di grandi aree (vedi intorno alla Cittadella) che si risolvono in grandi speculazioni. A mio parere  lo schieramento politico che s’impegnerà seriamente a togliere dai propri programmi per cinque anni le grandi realizzazioni, eccetto i parcheggi, già in ritardo di decenni, a dedicarsi all’igiene pubblica, alle manutenzioni dei manufatti pubblici, all’arredo urbano, alla cura della Passeggiata, del verde, delle spiagge, delle pinete, alla vivibilità, alla mobilità, alla sicurezza,  ai servizi pubblici, e a scoraggiare, coi fatti, la grande speculazione edilizia, vincerà le elezioni.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8853503977216452438?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8853503977216452438/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8853503977216452438' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8853503977216452438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8853503977216452438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/05/vivibilita-sicurezza-ambiente-le-parole.html' title='VIVIBILITA&apos;, SICUREZZA, AMBIENTE, LE PAROLE CHIAVI PER LE PROSSIME AMMINISTRATIVE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/Rjsirrs95tI/AAAAAAAAAAk/forKIB-9hK8/s72-c/Viareggio.+Piazza+Puccini+e+pineta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7600129481886688826</id><published>2007-04-27T07:09:00.000-07:00</published><updated>2007-04-27T07:15:48.439-07:00</updated><title type='text'>A PROPOSITO DELLA CIVILE DISCUSSIONE IN ATTO SUL PIANO REGOLATORE DI TRABIA</title><content type='html'>Ho preso visione della civile discussione in atto sulle questioni che riguardano il piano regolatore, Come sapete, di questo fondamentale provvedimento di pianificazione territoriale me ne sto occupando su “Lo scrittoio”. Per sapere come la penso in merito basta cliccare su questo website. Ho qualche difficoltà ad interloquire con anonimi. So benissimo che molti si celano dietro un nome fittizio non per ragioni inconfessabili ma per evitare, dicono loro, certe seccature. Non metto in dubbio la loro buona fede. Però mi viene da pensare che qualche furbetto potrebbe aggirarsi tra tanti bellissimi nomi di fantasia. E' certo, con uno pseudonimo è più facile non osservare le usuali norme di responsabilità e di rispetto che devono regolare ogni dialogo interpersonale. Da ciò una certa mia allergia verso questo diffusissimo metodo di rapportarsi con terze persone nel mondo magico di Internet. Spero che mi si voglia perdonare. Il dibattito, di cui dicevo prima, lo trovo oltremodo interessante. Un simile evento forse è la prima volta che accade a Trabia. Non posso che rallegrarmene. Vedete, molte persone, specie i politici, non tutti, parlano e straparlano di comunicazione, di trasparenza, di partecipazione, a volte, sembra, con passione, anche se con un tantino di retorica, di cui noi italiani siamo ammalati. Poi si dimenticano. Io, malizioso, aggiungo: è più facile dire che fare, ed anche più comodo. Internet, questo meraviglioso mezzo, ha fatto cadere molte barriere. Il dialogo, specie tra giovani, si instaura naturalmente, in modo diretto e serrato. Direi, se fosse possibile, alla luce del sole. Chi, per caso, vorrebbe fare il furbino, paga subito pegno, perché la sanzione arriva immediatamente, in termini di conflittualità e di perdita di credibilità. Per questo non consiglio a nessuno di non essere più che sincero, almeno, se può, su Internet. Se si parla di piano regolatore, poi, come sta avvenendo tra il dott. Gianluca Mancuso ed alcuni altri giovani, bisogna avere presente che questa locuzione non ha significato se non include in sé quest'altra: comunicazione, trasparenza, partecipazione. Altrimenti è un'altra cosa, non è uno strumento di programmazione del territorio che riguarda tutti; non voglio pronunciare le parole cattive che mi stanno assediando. Ecco, questi sono alcuni dei pensieri che riesco a fermare leggendo di quel batti e ribatti in corso su Trabia. , &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7600129481886688826?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7600129481886688826/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7600129481886688826' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7600129481886688826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7600129481886688826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/proposito-della-civile-discussione-in.html' title='A PROPOSITO DELLA CIVILE DISCUSSIONE IN ATTO SUL PIANO REGOLATORE DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-573316293187836363</id><published>2007-04-27T07:00:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:29.510-08:00</updated><title type='text'>CHE COSA E' SUCCESSO, E SUCCEDE, INVECE, A TRABIA?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RjslZ7s95uI/AAAAAAAAAAs/ijNFk00u-tg/s1600-h/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RjslZ7s95uI/AAAAAAAAAAs/ijNFk00u-tg/s320/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060679733734139618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Adesso vediamo che cosa è avvenuto, e avviene, a Trabia in fatto di piano regolatore, trasparenza, partecipazione, di responsabilità e ruolo della classe politica locale. Il piano regolatore del 1979, dopo dieci anni, venne a scadenza. Un sindaco illuminato (Salvatore Piazza, di lui c'è pure da dire, per far conoscere meglio lo spessore di questo amministratore, che tentò, con tutti i mezzi a disposizione, di acquisire alla proprietà comunale il castello dei Principi Lanza ), credo nel 1989, predispose un “Piano di recupero urbanistico” per mettere ordine nella zona “Piani-Giardini”, oggetto di “cementificazione a tappeto, selvaggia, senza regole e senza criteri. Apriti cielo! La lobby  (gruppo di interesse) dei giardinieri insorse. Con la scusa paradossale di proteggere la “coltura del nespolo”, con proteste, manifestazioni, ricorsi e denunce, riuscì a fare incagliare il provvedimento sugli scogli della burocrazia e a neutralizzarlo. Abbiamo visto come è finita: con la giungla edilizia; altro che difesa del nespolo! I singoli proprietari, accecati dal tintinnìo del denaro facile, agevolati dal vecchio piano regolatore da suicidio, che consentiva pazzescamente di costruire una casa con soli cinque-settecento metri quadrati di terreno, continuarono alacremente a svendere i loro appezzamenti di frutteto, intascando il prezzo del tradimento del futuro dei propri figli. La meravigliosa fascia di pianura costiera, che si estendeva da Trabia ad oltre San Nicola, è stata devastata da un'edilizia avida, impermeabile per ogni esigenza che non fosse il cieco interesse personale. Con la proprietà di due o tre tumuli di quei frutteti una famiglia poteva vivere dignitosamente; con cinque-dieci si era dei signori. Il terreno era di una fertilità eccezionale, la terra quasi nera, pastosa, arricchita dalla lenta erosione di altipiani e colline,  era l'ideale per la coltura delle specie più pregiate di frutta e verdura, avendo a disposizione una straordinaria ricchezza d'acqua, invidiata da tutta la Sicilia. Oggi, se tutelata da un rigoroso piano regolatore, questa bella pianura , che il buon Dio e la natura hanno voluto donare ai trabioti, avrebbe potuto essere una fonte  rigogliosa di lavoro e di benessere in un mondo che sempre più si rivolge all'agricoltura biologicamente pura, ai prodotti genuini della buona terra non trattata dai veleni dei moderi ritrovati chimici. Qualcuno potrebbe osservare: illuso, questo è un quadro idillico e nostalgico; la realtà è ben diversa. Invece, cari lettori, vi sto parlando di futuro, futuro vostro che in gran parte avete bruciato, futuro dei vostri figli che non ne vedono dinanzi a sé e che si annoiano alla “Favara”, ribattezzata “Favarella” per abbellire il presente oscuro, mentre un ammasso informe di case vi ruba quel sole che avrebbe dovuto illuminare le vostre attività e la costruzione di un futuro migliore per voi e per i vostri figli.&lt;br /&gt;(5-continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-573316293187836363?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/573316293187836363/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=573316293187836363' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/573316293187836363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/573316293187836363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/che-cosa-e-successo-e-succede-invece.html' title='CHE COSA E&apos; SUCCESSO, E SUCCEDE, INVECE, A TRABIA?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RjslZ7s95uI/AAAAAAAAAAs/ijNFk00u-tg/s72-c/Castello+di+Trabia.+La+Torre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8831773731528003375</id><published>2007-04-24T06:15:00.000-07:00</published><updated>2007-04-24T06:17:32.780-07:00</updated><title type='text'>TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE ESSENZIALI PER L'ADOZIONE DEL PIANO REGOLATORE</title><content type='html'>Il piano regolatore nella vita amministrativa di un comune ha un'importanza straordinaria; esso  può fungere, si badi, come motore di sviluppo o, viceversa, se sbagliato, come causa di regresso. Riguarda da vicino ciascun cittadino perché capace di determinare il futuro della comunità. Il diritto dello stesso cittadino alla piena conoscenza di questo atto, così carico di conseguenze, è indiscutibile; così pure il diritto a partecipare alla sua costruzione attraverso la consultazione e la facoltà di proporre cambiamenti. Sull'attuazione di questi semplici principi si misura anche il grado di reale democrazia applicata, nonché la sensibilità democratica e il disinteresse personale di una classe dirigente. Trasparenza e partecipazione sono due pilastri del sistema democratico. Il sindaco del comune, per i cospicui poteri a lui conferiti dalla legge, per  l'autorità e il prestigio acquisiti dall'investitura popolare, è il primo responsabile ed il garante della corretta applicazione di questi principi. La pubblicità per un atto della portata del piano regolatore fa parte della sua stessa natura. A questo proposito mi sembra interessante far conoscere ai trabiesi quel che succede a Viareggio. Su incarico del Comune un gruppo di professionisti, di livello universitario, ha predisposto il piano regolatore, obbedendo, ovviamente, agli indirizzi e alle direttive adottati dal consiglio comunale, dopo ampia e capillare pubblicizzazione. Il sindaco, avuti in mano gli atti, ha indetto un seminario di analisi e di approfondimento per le forze politiche di maggioranza. Ottenuto il consenso, ha comunicato gli atti alle forze di opposizione. Quindi ha tenuto un'assemblea popolare in una grande sala del“Principe di Piemonte”, cui ha partecipato un migliaio di cittadini. I professori hanno spiegato, per filo e per segno, ogni particolare del piano, con l'aiuto di uno schermo, di diapositive, di grafici, di simulazioni. La gente tutta attentissima. Alla fine tecnici e  amministratori hanno risposto a diverse domande dei presenti. I tre giornali più diffusi in Versilia, “La Nazione”, “Il Tirreno”, “Il Corriere della Versilia”, in numerose pagine della cronaca locale, l'indomani, hanno illustrato con articoli e foto gli aspetti più salienti del piano. Adesso il sindaco ha rimesso il piano alle quattro circoscrizioni, Viareggio Centro-Marco Polo, Viareggio Nuova-Varignano, Darsena-Ex Campo di Aviazione, Torre del Lago Puccini. I rispettivi presidenti hanno convocato assemblee popolari, e, in qualche caso, anche riunioni su temi specifici. Dopo questi passaggi il piano, con suggerimenti e osservazioni, sarà portato al voto dei singoli consigli circoscrizionali per il parere da inviare al consiglio comunale. Nel frattempo i partiti stanno costituendo coordinamenti interni per definire le proprie posizioni per poi effettuare degli incontri pubblici con i cittadini e le formazioni sociali. Queste consultazioni, iniziate a febbraio, si concluderanno entro l'estate; a ottobre il piano regolatore sarà sottoposto all'approvazione del consiglio comunale. Dopo di che, continuando ad essere a disposizione del pubblico, sarà possibile per tutti i cittadini, associazioni, imprese, presentare per iscritto le proprie osservazioni. In seconda battuta il consiglio comunale valuterà tutte le richieste del pubblico e deciderà in via definitiva.&lt;br /&gt;(4-continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8831773731528003375?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8831773731528003375/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8831773731528003375' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8831773731528003375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8831773731528003375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/trasparenza-e-partecipazione-essenziali.html' title='TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE ESSENZIALI PER L&apos;ADOZIONE DEL PIANO REGOLATORE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-452769998885696651</id><published>2007-04-21T14:51:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:29.672-08:00</updated><title type='text'>TRABIA VUOLE RASSEGNARSI AD UN DESTINO DI SOPRAVVIVENZA PARASSITARIA E DI EMIGRAZIONE?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/Rjsfvbs95sI/AAAAAAAAAAc/IQ4BPWPXr-c/s1600-h/Trabia.+Panorama.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/Rjsfvbs95sI/AAAAAAAAAAc/IQ4BPWPXr-c/s400/Trabia.+Panorama.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060673506031560386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il nostro sindaco Salvatore Piazza (che ricordo sempre con affetto), nella sua pregevole, e, a tratti, sofferta relazione sull'attività dell'Amministrazione comunale nel 2006, richiama in più di un punto il famigerato piano regolatore del 1979 (rese edificabile quasi tutto il territorio comunale) e le sue conseguenze. Parlando della stagnazione delle attività turistiche dice: “Il fenomeno risente, ovviamente, del “peccato originale” allorquando si è voluto privilegiare il “turismo di tipo residenziale stagionale” piuttosto che un “turismo a carattere alberghiero”. Più in là: “Una citazione a parte meritano i piani di lottizzazione (in maiuscolo nel testo) che negli anni hanno invaso il nostro territorio, spesso deturpandolo e saccheggiandolo in maniera irreversibile. ...Nessuno, oggi, può ritenersi indenne da colpe e da responsabilità”. Infine la dichiarazione di qualche giorno fa  con la quale afferma che le potenzialità turistiche di Trabia in buona parte sono state  compromesse dalla “scelta sbagliata......di aver destinato la quasi totalità del territorio ad area edificabile”. Come ben si comprende si tratta di una presa di posizione, direi, storica per Trabia, di straordinario impatto sul quieto scenario politico-amministrativo della nostra cittadina. Significa il rovesciamento della concezione corrente dell'uso rapinoso e devastante del territorio. Siamo di fronte ad un radicale cambiamento nella politica della pianificazione e dell'assetto del territorio? Oppure solamente ad una amara constatazione accompagnata da rassegnazione nella cupezza di una visione particolare, senza sviluppo e senza futuro? Conosco il distacco e la passione di Salvatore per il suo paese, la sua onestà intellettuale e il suo desiderio di fare il bene degli amministrati, al di là di ogni obnubilamento che questi ultimi possono avere. Dobbiamo dare fiducia ad un sindaco di questa levatura morale e politica. E' evidente che questo è un momento cruciale per l'avvenire di Trabia. E' tornato dall'ufficio del genio civile il piano regolatore. Sappiamo tutti quale importanza riveste un provvedimento di questo genere: esso programma e indirizza per decenni l'utilizzo dei suoli, le attività produttive. del tempo libero, sociali, culturali. Ogni discorso sullo sviluppo economico,  sulla crescita civile di una comunità si basa sulle scelte operate con il piano regolatore. Non si tratta del mio orticello che deve diventare il posto di una casa, ma dell'avvenire di un'intera collettività. Le folli decisioni del piano del 1979 hanno messo in ginocchio l'economia e con essa la dignità di una popolazione. Non solo è stata annientata l'unica ricchezza esistente, l'agricoltura, ma si è impedito il decollo turistico di una località che aveva, e potrà avere, tutti i numeri per non invidiare altre realtà  siciliane oggi rinomate a livello nazionale. Non è vero che l'agricoltura è finita per cause diverse. L'invasione delle case, con i conseguenti precari guadagni dei residenti, ha fatto perdere la spinta alle trasformazioni e alle razionalizzazioni delle colture che il mercato, mai immobile, richiedeva. Si è rinunciato ad essere padroni in casa propria. Guardate che se n'è fatto delle nostre bellissime colline, una volta ammantate di verde, ubertose di oliveti e frutteti; quale realtà economica e quale richiamo oggi potevano costituire per il turista affamato di natura, di verde, di paesaggio, di aria pulita! Trabia poteva essere il paradiso dei prodotti tipici; a cominciare dall'olio, ad esempio, opportunamente imbottigliato e dotato di marchio. Oggi non si può fuggire di fronte alle proprie responsabilità: c'è l'opportunità di prendere per i capelli un paese che sta affondando verso un destino di sopravvivenza parassitaria. Il piano regolatore deve essere all'altezza di questo tempo, all'altezza delle sfide che la società di oggi pone via via. Non ci possiamo portare dietro un arnese di piano che viene da una ventina d'anni di incredibili traversie burocratiche, che prevedibilmente è frutto di cecità amministrative, e che, per colmo dei colmi, verrebbe affidato alle ottusità di un anonimo burocrate regionale. &lt;br /&gt;(3-continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-452769998885696651?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/452769998885696651/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=452769998885696651' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/452769998885696651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/452769998885696651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/trabia-vuole-rassegnarsi-ad-un-destino.html' title='TRABIA VUOLE RASSEGNARSI AD UN DESTINO DI SOPRAVVIVENZA PARASSITARIA E DI EMIGRAZIONE?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/Rjsfvbs95sI/AAAAAAAAAAc/IQ4BPWPXr-c/s72-c/Trabia.+Panorama.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6510946955720276949</id><published>2007-04-20T03:43:00.000-07:00</published><updated>2007-04-20T03:45:47.016-07:00</updated><title type='text'>IL SACCO EDILIZIO DI TRABIA. SUICIDIO DI UN COMUNE</title><content type='html'>Negli anni Sessanta un massiccio insediamento di seconde case, alle pendici della montagna, in località “Sutt'e mura”, finanziato da una grande banca siciliana, fece il suo esordio sulla scena del più cinico sfruttamento edilizio di un territorio incontaminato, baciato dalla natura come quello di Trabia. Centinaia di case furono realizzate con un investimento miliardario. La banca fece il suo bell'affare, le ditte costruttrici, di proprietà non si sa di chi, fecero i loro affari, i trabioti proprietari dei terreni intascarono bei quattrini (una miseria se si va a guardare bene), e su quella incantevole località, visibile da ogni luogo, sorse un ammasso di case in dispregio alle più elementari norme di difesa del paesaggio e delle bellezze naturali. Dov'erano le autorità preposte alla tutela di questi beni? La Soprintendenza, l'Assessorato regionale competente, gli altri organi di vigilanza? Chi consentì questa clamorosa ferita sul territorio, cambiando la destinazione di quel sito e concedendo i necessari permessi oppure autorizzando una così gigantesca sanatoria? A parte il risibile ricavato dei prezzi di svendita dei terreni, non una lira di quell'investimento entrò in circolo nell'economia di Trabia. Le imprese costruttrici, misteriose e implacabili, e le maestranze vennero da fuori; così pure i materiali. L'invasione estiva dei nuovi proprietari di quelle seconde case non portò alcun utile a Trabia: gli acquisti per i loro consumi li facevano, e li fanno, a Palermo e negli altri luoghi di provenienza. L'estrema vicinanza di una metropoli come Palermo, anziché innescare un processo di progresso economico a Trabia, finì, nei decenni successivi, per essere la causa della rovina economica di un comune già ricco di produzioni agricole. Infatti Trabia non ha mai potuto usufruire dei maggiori consumi derivanti dallo stanziamento di una popolazione che nel periodo estivo si triplica o quadruplica. Non si è creata l'alternativa produttiva e commerciale al graduale abbandono dell'agricoltura; ma non è tutta colpa della massa dei villeggianti estivi. Il villaggio dei bancari di “Sutt'e mura” aprì le porte ad una lenta speculazione edilizia, negli anni Sessanta e Settanta, fino a quando, cioè, la medesima segnò un vero e proprio trionfo  con l'adozione dello sciagurato piano regolatore del 1979 che sancì ed incentivò il sacco edilizio del territorio trabiese.&lt;br /&gt;(2-continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6510946955720276949?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6510946955720276949/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6510946955720276949' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6510946955720276949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6510946955720276949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/il-sacco-edilizio-di-trabia-suicidio-di.html' title='IL SACCO EDILIZIO DI TRABIA. SUICIDIO DI UN COMUNE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4719601164222829112</id><published>2007-04-17T04:27:00.000-07:00</published><updated>2007-04-17T04:29:19.493-07:00</updated><title type='text'>DELLA SVENDITA DI TRABIA</title><content type='html'>“...la politica edificatoria degli ultimi cinquant'anni risente di una scelta sbagliata all'origine, che è stata quella di avere destinato la quasi totalità del territorio ad area edificabile...”. Credo che Salvatore Piazza sia il primo amministratore di Trabia che faccia, con cristallina franchezza, una dichiarazione pubblica sulla forsennata pianificazione e sul distorto uso del territorio trabiese perpetrato dagli anni Sessanta ad oggi. Questo gli fa onore. Ricordo, come fosse ieri, il mio doloroso stupore nell'apprendere dell'adozione di un piano regolatore che praticamente autorizzava lo scempio. di uno dei più attraenti territori della fascia costiera da Palermo a Messina. In quel momento mi sono figurato Trabia come una donna bellissima,  ma dalla moralità disinvolta, che si offriva al primo venuto per quattro soldi. Ci ho trovato, in quel provvedimento, un che di impudico e di vergognoso, perché permetteva di svendere quel che di più prezioso possiede un comune, il suo territorio, il suo stesso corpo. Fino agli anni Sessanta Trabia era uno dei più floridi comuni agricoli della provincia. L'abbondanza di acqua le permetteva di coltivare intensivamente vasti frutteti, oltre che oliveti e vigneti. La frutta di Trabia invadeva i mercati  del Nord Italia. Migliaia di persone lavoravano nelle campagne e nei cosiddetti magazzeni; file di vagoni ferroviari, pieni zeppi di cassette di frutta, partivano per Milano, Torino, Bologna, ecc,. In autunno decine di frantoi lavoravano senza soste, giorno e notte. In via Tusano c'era un palmento che torchiava l'uva per mesi. Certo, ad un certo punto cominciò a serpeggiare la crisi; si tentò la conversione delle coltivazioni in agrumeti. Quando, poi, si presentò l'occasione di vendere appezzamenti di terreni ai forestieri, l'agricoltura trabiese subì il colpo mortale. Scemò ogni interesse a intraprendere  nuove iniziative produttive, a specializzare le colture, ad organizzarsi in organismi collettivi, a promuovere la commercializzazione dei prodotti. Tanto col ricavato di un pezzo di terreno venduto si poteva andare avanti lo stesso, anzi meglio. Trabia precipitò nel vuoto assoluto, mentre porzioni di territorio, delle più pregiate, venivano aggredite selvaggiamente, con colate di cemento armato, per soddisfare la fame di villeggiatura dei palermitani.&lt;br /&gt;(1-continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4719601164222829112?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4719601164222829112/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4719601164222829112' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4719601164222829112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4719601164222829112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/della-svendita-di-trabia.html' title='DELLA SVENDITA DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-857410330690383800</id><published>2007-04-15T04:47:00.000-07:00</published><updated>2007-04-15T04:49:39.512-07:00</updated><title type='text'>QUALI POSSIBILI RIMEDI CONTRO IL SOTTOSVILUPPO?</title><content type='html'>Un bravo e intelligente giovane ventenne trabiese mi scrive in merito ai problemi del possibile sviluppo economico di Trabia. Occorre uno slancio culturale notevole, dice, da parte dei cittadini per rimuovere il concetto di politica come rapporto di carattere clientelare; acquisire, attraverso il contatto con località economicamente evolute, una mentalità imprenditoriale ed economico-manageriale, specie per la gestione dei servizi. Inoltre bisogna mettere in atto una politica rigorosa di prevenzione e di repressione del fenomeno mafioso colpendo, anche, gli investimenti derivanti dal riciclaggio di denaro sporco, vedi i settori della salute e dell’edilizia. Il suo vuole essere, conclude,  un grido di speranza contro il dilagante pessimismo.°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;La mia risposta. Sono d'accordo. Il sottosviluppo non è un destino ineluttabile; deriva da tanti fattori, in gran parte dall'inerzia degli uomini. Il vuoto di iniziative crea dipendenza e soggezione. Questo atteggiamento influenza il modo di concepire la politica da parte dei politici ai quali si offre   l'opportunità di ottenere l'agognato consenso semplicemente con qualche favore, anziché con l'impegno serio per il progresso della comunità. Lo Stato deve fare la sua parte ( non la fa fino in fondo, tranne che nei momenti in cui si sente addosso il mirino dell'opinione pubblica, vedi uccisioni di giudici, poliziotti, politici). Il resto devono farlo i cittadini, ognuno nel suo ruolo, in primo luogo eleggendo amministratori giusti, capaci di smuovere le leve economiche della propria comunità e di tenere a bada con fermezza l'invadenza delle attività mafiose. La scuola e le altre istituzioni devono, con più efficacia, educare i giovani al coraggio dell'intrapresa, fornendo gli strumenti professionali per una vita attiva nel mondo della produzione di beni e servizi. Il sistema bancario deve cambiare pelle, smettendo di spremere l'ignaro cliente e mobilitando le risorse necessarie per promuovere e finanziare progetti di imprese, anche di giovani alle prime armi. Ci sarebbero tante altre cose da dire. Mi sembra, però, indubbio che il benessere è creato dagli investimenti produttivi dei privati e dalla operosità degli uomini del luogo, agevolati, certo, da lungimiranti politiche di incentivazione da parte dei governi locali, regionali, nazionali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-857410330690383800?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/857410330690383800/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=857410330690383800' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/857410330690383800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/857410330690383800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/quali-possibili-rimedi-contro-il.html' title='QUALI POSSIBILI RIMEDI CONTRO IL SOTTOSVILUPPO?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-259694439230504196</id><published>2007-04-14T06:15:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:29.834-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RiDVgBBDbVI/AAAAAAAAAAU/0QHnYkW5QxI/s1600-h/Il+vechio+palazzo+comunale.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RiDVgBBDbVI/AAAAAAAAAAU/0QHnYkW5QxI/s320/Il+vechio+palazzo+comunale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053273527915081042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIU’ LE MANI DALLA CITTA’&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le  ragioni d’ansia per il futuro di Viareggio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da stare con l’animo sospeso. Il cittadino comune è frastornato dalle grandi operazioni edilizie speculative in atto.Grandi gruppi, che già hanno fatto montagne di miliardi a spese della città, continuano a fare incetta di terreni e si permettono spavaldamente di presentare megaprogetti di sfruttamento edilizio, mascherati da regalie per servizi vari, parcheggi, verde pubblico, strutture di presunto pubblico interesse. La cosa preoccupante è che tutto ciò non crea allarme nelle alte sfere. Anzi assistiamo all’ostentato entusiasmo dei reggitori di destra di un comune viciniore interessato all’area ultimamente presa di mira, quella gravitante intorno alla Cittadella. Viareggio tace. Ma il pericolo arriva con passo morbido: il regolamento urbanistico può innescare una bomba ad orologeria. Già si parla, con linguaggio sicuro, e direi un po’ arrogante, di porta nord per quell’area; di centri commerciali, di alberghi, di palacongressi, ecc. Si vuole mettere in ginocchio i commercianti che ancora resistono? Con la ricostruzione dell’Esselunga Viareggio è satura in fatto di commercio. Per gli alberghi non è quella la zona migliore. Il palacongressi può stare benissimo al Principino, adeguatamente ingrandito. Non abbiamo bisogno di strutture colossali, buone solo per città metropolitane come Firenze, Roma, Bologna, Milano, Torino. Nella zona vicina alla Cittadella solo verde, giardini e parco; quale ingresso più affascinante e allettante per una città che deve attirare i turisti, sempre più esigenti e raffinati? Basta con le grandi opere. La città non si tocca. Abbiamo il dovere di preservare ciò che rimane della bella città di mare costruita dai vecchi e veri viareggini.&lt;br /&gt;                                                                                 Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-259694439230504196?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/259694439230504196/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=259694439230504196' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/259694439230504196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/259694439230504196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/giu-le-mani-dalla-citta-di-viareggio-le.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RiDVgBBDbVI/AAAAAAAAAAU/0QHnYkW5QxI/s72-c/Il+vechio+palazzo+comunale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3794944475805445172</id><published>2007-04-08T00:23:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T14:59:30.137-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RhiZzzmlAqI/AAAAAAAAAAM/0i7f4DyOfVc/s1600-h/Caff%C3%A8+Margherita.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RhiZzzmlAqI/AAAAAAAAAAM/0i7f4DyOfVc/s320/Caff%C3%A8+Margherita.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050956097400406690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                               BUONA PASQUA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;postato da: soprana alle ore 08:14 | link | commenti (1)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3794944475805445172?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3794944475805445172/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3794944475805445172' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3794944475805445172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3794944475805445172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/e-una-bella-immagine-rubata-ad-aleluna.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9dl822jdg9k/RhiZzzmlAqI/AAAAAAAAAAM/0i7f4DyOfVc/s72-c/Caff%C3%A8+Margherita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-2638366243698724997</id><published>2007-04-02T12:56:00.000-07:00</published><updated>2007-04-02T12:57:35.662-07:00</updated><title type='text'>LE CHANCE TURISTICHE DI TRABIA</title><content type='html'>Abbiamo detto: il porto turistico e le spiagge sono formidabili motori di sviluppo. Aggiungiamo: l’intero territorio può svolgere la stessa funzione se si proteggono e si valorizzano le sue bellezze paesaggistiche, panoramiche, ambientali, con adeguate politiche di programmazione e di investimenti. Il territorio di Trabia è uno dei più attraenti e invidiati della Sicilia. Mare, pianure, declivi, colline, montagne, vedute di vertiginosa bellezza, un golfo mozzafiato, ricchezza d’acqua, sono elementi che, se gestiti e salvaguardati con intelligenza, possono proiettare Trabia in un futuro di benessere. La forza di attrazione turistica di questo territorio è fuori dubbio. Se ne ha una prima prova, ahimè, non propria positiva, nella corsa scomposta del ceto medio palermitano verso la seconda casa ubicata nelle meraviglie della campagna trabiese. La classe politica, non sempre all’altezza, non è stata capace, non diciamo di governare, neanche di interferire su questo fenomeno, che andava, invece, regolato e indirizzato, a scanso dello scempio di contrade di particolare pregio panoramico. Ma è inutile piangersi addosso. Il territorio ha ancora enormi risorse estetiche e di godimento; la maestosità della natura sopravanza le brutture apportate dagli uomini. Le Amministrazioni che si susseguiranno, da oggi ai prossimi decenni, devono sentire il sacrosanto dovere di proteggere lo straordinario patrimonio paesaggistico del nostro Comune. Ciò non significa che il territorio va pietrificato così com’è oggi. L’uso del territorio va razionalizzato. La pianificazione urbanistica e territoriale deve indicare certe direttrici di sviluppo per colmare i ritardi e le lacune che si sono accumulati. Vanno, tra l’altro, previste aree per alberghi, servizi pubblici, parcheggi, campi scuola, campi da tennis, piscine, centro congressi, teatro all’aperto, aree per le attività produttive, ecc. So che l’Amministrazione ha predisposto un nuovo piano regolatore: spero che la sua filosofia ruoti intorno alle chance di sviluppo turistico che un comune privilegiato dalla natura, come Trabia, senz’altro possiede, senza peraltro mortificare altri settori. Va prevista un’area artigianale e per attività produttive a supporto del porto turistico di San Nicola. Trabia è uno dei rarissimi comuni nel cui ambito esistono due castelli medievali in ottimo stato di conservazione. E’ una fortuna di cui i trabiesi credo non siano pienamente consapevoli. Questi due monumenti da soli potrebbero attirare schiere di turisti. Regione, Provincia, Comune dovrebbero fare di tutto per acquistarli o ottenerne almeno l’uso. Spettacoli, mostre, incontri culturali, ecc, in ambienti così carichi di storia e di fascino potrebbero arricchire incomparabilmente un’offerta turistica già di per se stessa interessante per le doti straordinarie della località.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-2638366243698724997?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/2638366243698724997/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=2638366243698724997' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2638366243698724997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/2638366243698724997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/04/le-chance-turistiche-di-trabia.html' title='LE CHANCE TURISTICHE DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6442841788297342896</id><published>2007-03-31T05:59:00.000-07:00</published><updated>2007-03-31T06:01:18.201-07:00</updated><title type='text'>UNA POLITICA SUICIDA PER IL CENTROSINISTRA</title><content type='html'>Il centrosinistra alle elezioni comunali del 2008 a Viareggio rischia di presentarsi come lo schieramento delle tasse. Due anni fa l’aliquota dell’ICI è stata aumentata del 18 per cento;  quest’anno, se il bilancio fosse approvato così com’è, l’addizionale IRPEF crescerà del 350 per cento, la TIA (rifiuti) del 3,30 per cento, la Cosap (suolo pubblico) di una percentuale molto consistente. Tutto ciò avviene mentre dalle parti di Roma, a seguito del buon andamento del gettito delle imposte, si discute di riduzione del carico fiscale delle famiglie. Mi domando: potranno i partiti della coalizione di governo accettare senza colpo ferire una politica di bilancio così pesantemente punitiva nei confronti del ceto medio? L’Udeur, la Margherita e buona parte dei Ds sono i partiti che maggiormente risentiranno di questi provvedimenti, che non esiterei a chiamare suicidi. E’ evidente che Udc e FI in questo momento gongolano. Le società partecipate sono sorte per rendere più efficienti ed economici i servizi pubblici; se questi obiettivi non si raggiungono, anzi si chiedono altri soldi ai cittadini, si abbia il coraggio di eliminarle. Sono sei mesi che si discute della riduzione del numero di queste società. In consiglio comunale si è parlato di scioglierne quattro: Mover, Fiori, Sea Progetti e Versilia Servizi. Cosa si attende? Qualcuno se n’è pentito?&lt;br /&gt;                                              Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6442841788297342896?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6442841788297342896/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6442841788297342896' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6442841788297342896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6442841788297342896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/una-politica-suicida-per-il.html' title='UNA POLITICA SUICIDA PER IL CENTROSINISTRA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3942325812097863711</id><published>2007-03-27T07:27:00.000-07:00</published><updated>2007-03-27T07:29:31.231-07:00</updated><title type='text'>PER IL DECOLLO TURISTICO DI TRABIA</title><content type='html'>La collocazione di una barriera di massi sul fronte della costa Pilieri-San Nicola, con la conseguente cancellazione di un tratto di spiaggia tra le più belle e ambite, costituisce, a mio avviso, un esempio di miopia amministrativa in materia di valorizzazione e di sviluppo turistico di un territorio con grandi potenzialità come quello di Trabia. Al problema dell’erosione si poteva ovviare diversamente. Come ho detto in un precedente post, il molo est del porto andava piegato verso ovest, non prolungato perpendicolarmente, per non intercettare le correnti marine dirette verso la spiaggia; inoltre la Regione Sicilia, sollecitata dal Comune e dalla Provincia, doveva farsi carico della messa in opera di una draga e di un sabbiodotto per il ripascimento della spiaggia. Questa esperienza è stata fatta in Versilia, negli anni Settanta e Ottanta, con risultati risolutivi. S'impone la rimozione di questi massi: potrebbero essere utilizzati per l'ampliamento del porto di San Nicola. Anche le spiagge ad est della Vetrana vanno valorizzate. Ogni metro di spiaggia porta benessere. Tutte le spiagge di Trabia (non esistono spiagge non attraenti) sono usufruibili se gestite, su concessione demaniale, in modo adeguato, con servizi soddisfacenti (ombrelloni, sedie a sdraio, docce, piccole cabine, posti di ristoro, servizi igienici, pulizia). Il Comune dovrebbe incoraggiare iniziative di questo genere, magari ottenendo una concessione per tutte le spiagge libere e subaffittando a imprenditori locali, cooperative, singoli tratti di spiaggia. Le spiagge sono beni preziosi: non vanno lasciate all'arrembaggio disordinato e antigienico; devono essere difese dall'inquinamento: Trabia non dispone di un depuratore: una cittadina che aspira a divenire una stazione turistico-balneare manda i liquami delle fognature nere in mare. Incredibile!&lt;br /&gt;Il mare, le spiagge sono formidabili motori di sviluppo turistico, e, in generale, economico, per le ricadute su tanti settori, alberghiero, della ristorazione, artigianale, commerciale. Masse di turisti sono disposte a fare centinaia di chilometri, in molti casi migliaia, per un confortevole soggiorno al mare; invece Trabia, che ha avuto dalla natura il dono del mare e di chilometri di bella spiaggia, snobba questi beni, non  ne comprende l’importanza e l’efficacia per il miglioramento  del suo avvenire, anzi se ne priva, come abbiamo visto. &lt;br /&gt;Mantenere le spiagge in ordine significa attirare, attraverso i moderni mezzi della promozione e del marketing turistico, gli investitori. A Trabia mancano alberghi e ristoranti.&lt;br /&gt;Sulle questioni del decollo turistico di Trabia c'è altro da dire. Torneremo sull'argomento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3942325812097863711?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3942325812097863711/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3942325812097863711' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3942325812097863711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3942325812097863711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/per-il-decollo-turistico-di-trabia.html' title='PER IL DECOLLO TURISTICO DI TRABIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-1267200856732160962</id><published>2007-03-24T13:48:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T13:52:12.698-07:00</updated><title type='text'>CARNEVALE, LE SPETTATIVE DEI VIAREGGINI</title><content type='html'>Per i giovani di Trabia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E'  interessante per i giovani di Trabia aprire una piccola finestra su ciò che il popolo dei blog di Viareggio, soprattutto giovani, sta facendo per la loro città?  Mi sembra che valga la pena di provarci. Da un po' di tempo c'è un certo mugugno tra i viareggini sui modi con i quali vengono affrontati i problemi della comunità cittadina, sui disagi per la scarsa igiene pubblica, sulle carenze degli interventi sociali, sulla pletora delle aziende pubbliche e dei loro amministratori, sulla gestione del Carnevale, sulle modalità di assunzione dei giovani, sul numero dei dirigenti comunali e sui loro emolumenti stratosferici, ecc. Un bel gruppo di giovani, stanco delle lamentele che non portano a nulla, ha preso carta e penna e ha stilato un comunicato con cui ha chiesto al sindaco e al consiglio comunale di essere ricevuto e di portare al dibattito cittadino, con consigli comunali aperti, i singoli problemi sul tappeto della politica locale. Il primo ad essere sollevato è stato quello della gestione della Fondazione del Carnevale, attualmente in mano ai politici. Contemporaneamente è stata indetta una raccolta di firme per dare forza e credibilità alla richiesta. In pochi giorni sono state raccolte quasi mille firme. Questa iniziativa popolare ha ottenuto subito un primo risultato: il sindaco ha sospeso le nomine al CDA della Fondazione ed ha indetto un consiglio comunale aperto alle forze giovanili, culturali, sociali ed economiche per discutere sull'assetto della Fondazione e sul futuro del Carnevale. Su questo argomento ho pubblicato il seguente pezzo sul giornale “La Nazione” e sui periodici on line di Viareggio, oltre che sul mio blog:  www.trabia.splinder.com.  Mi permetto di riportarlo di seguito, insieme ad alcuni commenti degli amici dei blog e alle mie risposte. Come vedrete la discussione si è arricchita di spunti di un certo peso.°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CARNEVALE, LE ASPETTATIVE DEI VIAREGGINI -  Limpidezza, disinteresse, senso di appartenenza alla comunità cittadina, passione per il Carnevale e per la Città, queste sono le considerazioni che mi ispirano il comunicato e la raccolta di firme del Libero Comitato Cittadino, figlio del popolo dei blog. I rilievi avanzati: il carnevale non è più dei viareggini; non c’è alcun coinvolgimento dei cittadini; è gestito dalle forze politiche senza alcun apporto di nuove proposte culturali e spettacolari; le nomine seguono logiche di spartizione partitica, senza riguardo a competenze ed esperienze. Gli obiettivi: che le nomine siano effettuate con riferimento a competenze specifiche, attraverso la più ampia consultazione delle forze politiche e dei cittadini; che sia modificato lo statuto della Fondazione per consentire la partecipazione delle realtà culturali, sociali ed economiche. Questi rilievi e queste richieste, mi risulta, rispecchiano perfettamente lo stato d’animo e le opinioni della stragrande maggioranza dei cittadini, senza distinzioni di colore politico. Non mi si accusi di voler cavalcare la protesta della cittadinanza. Il 2 gennaio scrivevo: “Le fondazioni siano affidate alle forze più illuminate, e professionalmente attrezzate, del volontariato culturale, estranee alle conventicole del sottogoverno dei partiti”. Il 4 marzo, nel fare una specie di resoconto dell’edizione 2007 del Carnevale, concludevo dicendo: “Una gestione politico-burocratica è all’altezza di tutto questo?”. Mi scuso per queste auto-citazioni. Un primo risultato il Libero Comitato l’ha già ottenuto: le nomine sono state sospese e presto si terrà un Consiglio comunale aperto incentrato sul futuro del Carnevale. Niente paroloni, però una cosa voglio dirla: le iniziative popolari, come questa del Libero Comitato, fanno bene alla democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Carollo°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;La democrazia: trasparenza, etica, partecipazione, rispetto; ma soprattutto passione, poesia e divertimento! Riccardo°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;Riccardo, la tua è, purtroppo, un'idea di democrazia ideale che è sconosciuta nel mondo reale. Mi viene in mente quel che succede nella cosiddetta più grande democrazia del mondo, gli USA. La spregiudicatezza, la violenza morale, il metodo della distruzione dell'avversario, la sopraffazione attraverso il brutale impiego di risorse finanziarie colossali messe a disposizione della politica da gruppi di pressione per sottomettere ai propri scopi l'azione del governo, sono ingredienti di una concezione della lotta politica lontanissima da una civile e democratica competizione elettorale. Questo non avviene solamente negli USA. In scala ridotta, e in modi diversificati, è ciò che accade anche in Italia, a volte, per certi versi, in modo più spudorato. &lt;br /&gt;Certo, è antipatico fare il moralista. Nessuno di noi è esente da colpe, ma guardiamo in faccia la realtà: è vera democrazia la nostra? l'elettorato ha qualche voce in capitolo? i metodi di selezione del personale politico hanno qualche lontana parentela con trasparenza e meritocrazia? il parassitismo del sottogoverno ha qualcosa a che fare con la volontà popolare? &lt;br /&gt;Mi fermo. Già qualcuno avrà pensato: che razza di qualunquista! &lt;br /&gt;Forse mi sono levato dal letto col piede sbagliato.... &lt;br /&gt;Grazie per la visita al mio blog: almeno un lettore ce l'ho. &lt;br /&gt;Ciao, Antonio°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;Grazie per questo intervento sul Libero Comitato Cittadino. Un invito: ci vieni a trovare sabato 24? sarei molto felice di conoscerti di persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo al punto di raccolta firme in via Battisti angolo via Verdi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto! &lt;br /&gt;Samanta°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Be', Antonio, non posso che condividere tutto quello che hai scritto, però è anche vero che sta a noi poeti coltivare l'Utopia. Come? Con l'esempio. Io amo la trasparenza, l'acqua chiara di fonte; ho una mia etica che seguo senza imporla agli altri soprattutto non baro con me stesso; mi emoziono e tiro un sospiro di sollievo di fronte alle (sempre più rare, è vero) partecipazioni popolari a iniziative di spessore civile e culturale; la gentilizza, il rispetto, il raccoglimento, la contemplazione fanno parte del mio carattere e delle mie scelte di vita. Non condivido la socialità dominante. Questo mi ha portato a delle scelte ben precise, che filosoficamente ho sintetizzato nella formula "francescanesimo-taoista" (un po' idiota come tutte le formule). E qui irrompono prepotentemente la passione, la poesia e il divertimento. Perché la democrazia deve essere anche divertimento, come quando da bambini immaginavamo profeticamente il nostro futuro (che per quanto mi riguarda si è più o meno felicemente "quasi" - ma mi accontento eccome! - realizzato). Sul "francescanesimo- taoista" ho scritto anche un manifesto per il mio "Teatrino dei Bisogni Consapevoli"; dice più o meno così (ci sono diverse versioni): &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il francescanesimo taoista più che una forma di pensiero è una condizione dell’anima, che coniuga gli aspetti più positivi della tradizione cristiana occidentale con quella - più lirica e analogica – delle filosofie orientali. Come tutti gli approcci mistici alla vita trae linfa vitale dal sentire piuttosto che dallo scandagliare razionalmente. Io lo pratico si può dire da sempre, ovviamente rielaborato soggettivamente - altrimenti sarei un devoto acritico, quanto di più lontano dall’insegnamento di Francesco e Lao-Tze - e con l’aiuto di altri compagni di strada: Novalis per la filosofia, Rilke per la poesia, Klee per la pittura, Chaplin per il cinema, tra i tanti. Tengo in massima considerazione la libertà dello spirito, la capacità di poter esprimere apertamente le proprie idee senza timore di niente e di nessuno perché non faccio parte di nessun carrozzone politico, ideologico, economico, etnico, e così via. Artisticamente ne metto in atto i precetti attraverso il mio laboratorio di creazioni multimediali sui grandi temi dell’immaginario affettivo che si chiama “Il Teatrino dei Bisogni Consapevoli”. Ho come figure liriche di riferimento l’omino anonimo e il clown: “Il clown non è che un omino anonimo che ha imparato ad usare consapevolmente il proprio corpo incantato”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi associo all'invito di Samanta, anche se noi già ci conosciamo! &lt;br /&gt;Saluti. Riccardo °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riccardo, hai aperto una bella finestra sul tuo mondo e sui traguardi da te raggiunti sulla via di una spiritualità attiva ispirata a due grandi religioni il cui fulcro è rappresentato dalla comunione con Dio, con la natura e il cosmo. Invidio questa tua capacità di conformare atti, sentimenti e pensieri ad una visione così elevata del passaggio e del destino dell'uomo. &lt;br /&gt;Da ciò deriva il tuo sguardo sereno, direi super partes, su miserie, ambizioni, strategie di una umanità che ha come suo fine l'egoismo, il potere, il denaro. Ammiro il tuo entusiasmo rivolto a creare intorno a te un mondo fatato ove il sogno, l'amore, la felicità creativa oscurino le crudezze, le ferocie e il dolore di una vita alla mercè del caso, del nichilismo e dell'angoscia esistenziale. &lt;br /&gt;Vi ringrazio, te e Samanta, per le premure. Oggi farò una breve visita in via Battisti. &lt;br /&gt;Ciao, Antonio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-1267200856732160962?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/1267200856732160962/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=1267200856732160962' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1267200856732160962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1267200856732160962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/carnevale-le-spettative-dei-viareggini.html' title='CARNEVALE, LE SPETTATIVE DEI VIAREGGINI'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7354244629529852935</id><published>2007-03-18T09:28:00.000-07:00</published><updated>2007-03-18T09:30:17.804-07:00</updated><title type='text'>LA SPIAGGIA SPARITA</title><content type='html'>Stamattina mi sono alzato col desiderio di una passeggiata sulla spiaggia. Ho telefonato al mio amico Antonio. Mi ha risposto che gli sarebbe piaciuto passare una bella mattinata a contatto con la natura ma stava per uscire con la moglie. Ho preso la mia vecchia auto. Viale dei Tigli era splendente di sole; il profumo della pineta m’inondava. Ho parcheggiato vicino alla rotonda, sul viale a mare di Torre del Lago Puccini. Ho attraversato il tratto di dune, leggermente in salita, su un viottolino di sabbia. All’emergere, verso la sommità, d’improvviso ecco la sciabolata dell’immensa distesa della spiaggia e del mare all’aria tiepida incantata di un mattino solatio. Un’occhiata verso nord. Lontanissima, appena percettibile, la massa confusa degli stabilimenti balneari e dei capannoni dei cantieri di Viareggio. A sud niente corpi estranei, l’occhio è corso libero, dal mare, con qualche rara vela all’orizzonte, alla spiaggia, alle dune, alla macchia verde dei pini del Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, che da Viareggio si estende fino a Livorno: una fascia compatta di foresta che contrassegna la costa nord della Toscana e che, insieme all’altra vasta pineta della Maremma, da Punta Ala all’Argentario, appare come un miracolo tra tanta corsa allo sfruttamento edilizio del periplo costiero della Penisola; per decine di chilometri mare, spiaggia, dune, bosco; nient'altro. Ogni anno la spiaggia cresce di qualche metro; negli ultimi trent'anni è avanzata per qualche centinaio di metri. le cabine dei bagni adesso sono a centinaia di metri di distanza dalla battima. Il fenomeno deriva dalla relativa vicinanza delle foci dei fiumi Serchio e Arno.&lt;br /&gt;Mi sono seduto sulla sabbia per leggere qualche articolo delle pagine culturali dei due giornali acquistati all'edicola della marina. Ho resistito un quarto d'ora; poi mi sono alzato per camminare, assaporare ogni minuto della mattinata, ascoltare la quieta musica dei lievi movimenti dell'acqua sulla superficie di sabbia, seguire i percorsi dei pensieri. Mi son venute in mente le immagini delle spiagge della Vetrana e dei Pilieri, a  Trabia. Una striscia stretta di sabbia, nel tratto Vetrana-Pilieri, sotto la pressione di ville che protendono muri e inferriate fino a contatto col mare, specie d'inverno, quando le mareggiate vi si infrangono; un'altra spiaggia, dai Pilieri a San Nicola, un tempo piccolo paradiso di noi bambini, oggi cancellata e trasformata in un malsano e maleodorante acquitrino, dove da anni marciscono le alghe; un chilometro di spiaggia sparita sotto una marea di cannicci selvatici a causa  della messa in opera di una barriera di grossi massi per contrastare, si pensò, un'incipiente erosione. Non credo che siano stati fatti degli studi per accertare le cause dell'erosione, che era di esigua entità. Da profano, s'intende, mi sembra ragionevole imputare questo effetto all'allungamento del molo est del porto di San Nicola: bastava farlo curvare verso ovest per evitare l'impatto con le correnti marine che alimentavano di sabbia la spiaggia. Ho fatto i bagni ogni estate su quella spiaggia, che rimaneva un po' appartata rispetto all'altro braccio in direzione della Vetrana. I palermitani, e gli altri forestieri, venivano attirati dalla vista fascinosa della spiaggia di ponente; non si affacciavano neanche oltre il piccolo promontorio che divide le due spiagge all'altezza del valloncello (piccolo torrente o fosso) dei Pilieri. Così, noi trabiesi, facevamo il bagno, e ogni tipo di gioco, tra pochi intimi (per così dire). I ricordi si affollano... quella spiaggia mi ha visto correre felice fanciullo e giovinetto. Mia madre da bambino mi raccontava di una scenetta che si ripeteva su quella spiaggia nei primi anni del Novecento. Allora non c'era ombra di case. La sabbia era delimitata da folte siepi di canne e di rovi a protezione delle coltivazioni dalle violente mareggiate. Si entrava in spiaggia da qualche campo non coltivato o da tortuosi viottoli tra i canneti. Di tanto in tanto mio nonno Antonio portava le donne di casa a fare il bagno al mare. Le figlie erano cinque, oltre ai cinque maschi. Il nonno, pantaloni alla zuava, stivali, giacca di velluto, coppola e scupetta  sulle ginocchia, stava seduto su una pietra allo sfocio del valloncello di Pilieri. Mia madre e le sorelle, sulla spiaggia deserta, si toglievano le vesti e in sottana si buttavano in acqua, sguazzando e spruzzandosi l'un  l'altra tra risate e grida di gioia. Il nonno vigilava dal suo posto di guardia, che era anche l'unico accesso alla spiaggia; nessuno poteva azzardarsi ad avvicinarsi: con significativi segni della mano, a qualche raro individuo che accennava a voler passare, con sguardo torvo, diceva: “Di cca nun si passa, ci sunnu fimmini!”, e smanettava col fucile, pronto a puntarlo.&lt;br /&gt;Adesso la spiaggia è sparita. Non sono solo a pensare che è stata spuntata una delle armi più efficaci per il decollo del turismo a Trabia; senza una vera necessità, come vedremo. &lt;br /&gt;A.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7354244629529852935?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7354244629529852935/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7354244629529852935' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7354244629529852935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7354244629529852935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/la-spiaggia-sparita.html' title='LA SPIAGGIA SPARITA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-1024333575628305747</id><published>2007-03-17T07:56:00.000-07:00</published><updated>2007-03-17T16:24:28.027-07:00</updated><title type='text'>DI TRABIA, O DEL SOTTOSVILUPPO</title><content type='html'>Caro Gianluca Mancuso, è ammirevole la tua voglia di fare qualcosa per il futuro della nostra Trabia. Permettimi una modesta considerazione: basterebbe che l'1 per cento della popolazione trabiese avesse questi tuoi stimoli per avviare verso il cambiamento una situazione che ristagna ormai da 45-50 anni, dagli anni cinquanta, fatte salve le solite attività edilizie, peraltro sviluppatesi in modo distorto, come sappiamo, per l'invadente arrivo di operatori e investitori forestieri. Purtroppo la realtà è un muro quasi impenetrabile, costruito in un cinquantennio di assenza di vera guida politica, locale e regionale, di sperperi, spartizioni, clientelismi, sterili assistenzialismi, contributi a pioggia, senza interventi seri per rinvigorire i settori trainanti esistenti e per agevolare la nascita di nuove attività produttive; senza contare la debolissima azione di contrasto contro le organizzazioni criminose organizzate che via via hanno acquisito e fatto valere uno strapotere preponderante. Questo scenario riguarda tutto il Meridione. Trabia ne è stata investita alla pari di altri comuni. Dire queste cose è come ripetere delle banalità. Le diagnosi sui mali del Sud si sprecano. Gli investimenti governativi sono stati massicci, ma non si sono visti apprezzabili risultati, nonostante le montagne di miliardi impiegati. A Trabia ha regnato sovrana l'inerzia, l'impotenza di una proprietà terriera troppo spezzettata, incapace di organizzarsi per cavalcare le nuove tendenze nelle produzioni agricole e combattere le spietate concorrenze di altre zone agricole mediterranee. L'illusione di un benessere che altri avrebbero portato con l'incremento delle costruzioni turistiche praticamente ha precipitato la piccola borghesia agricola nel totale immobilismo e nella sua lenta estromissione da ogni decisione circa l'uso di un territorio tra i più affascinanti in tutta la fascia costiera settentrionale dell'isola. Riprendere il bandolo della matassa è impresa da far tremare le vene e i polsi, ma non impossibile, come già ho avuto modo di dire. Aggiungo: il male, questo male del sottosviluppo, è stato causato dall'uomo; lo stesso uomo, nella persona di altri individui intelligenti e illuminati, ha in sè le potenzialità per un'inversione di marcia. Se si riesce ad acquisire questa convinzione gli uomini di buona volontà possono fare molto. Ci sono tante altre cose da dire: le diremo con obiettività e serena consapevolezza, nella speranza che qualcosa si possa smuovere. Saluti cordiali.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-1024333575628305747?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/1024333575628305747/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=1024333575628305747' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1024333575628305747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1024333575628305747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/trabia-o-del-sottosviluppo.html' title='DI TRABIA, O DEL SOTTOSVILUPPO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4671361593928755835</id><published>2007-03-11T14:16:00.000-07:00</published><updated>2007-03-14T07:01:12.433-07:00</updated><title type='text'>DI TRABIA E DEL SUO SVILUPPO</title><content type='html'>Trabia è il mio paese natìo. Gli Editori del Website www.trabiaonline.it mi hanno invitato a tenervi una rubrica "Lo scrittoio". Questi sono gli ultimi due post:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; IL DIFFICILE DISCORSO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DI TRABIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trabia, per non rimanere emarginata dalle correnti del turismo moderno, partendo dalla radicale riqualificazione dell’ambiente urbano e del territorio, deve proporsi all’attenzione del mondo con iniziative originali e innovative. Per ciò che riguarda le attività produttive si prospetta una situazione di staticità che bisogna combattere mettendo in movimento le capacità locali. Riporto volentieri queste parole del sindaco Salvatore Piazza perché esse fotografano bene una situazione di carenza e di insoddisfazione, per molti versi preoccupante, se si pensa alla condizione e alle prospettive dei giovani trabiesi. Egli, preliminarmente, propone un convegno di alto profilo per definire le linee di sviluppo e per procedere, poi, all’elaborazione di un progetto unitario. Questo discorso non fa una grinza, però non possiamo nasconderci le difficoltà che indubbiamente esistono. Il convegno e uno schema di progetto si potranno anche fare. Quel che conta effettivamente è la capacità di mobilitazione che una comunità come Trabia può mettere in campo; mobilitazione di forze politiche, di risorse imprenditoriali, di capitali pubblici e privati. Il problema è vasto e impervio, ma, come diceva Falcone, non insormontabile. Io vedo un primo spiraglio verso lo sviluppo in un’opera esistente, potenzialmente aperta ad enormi possibilità di crescita: il porto turistico di San Nicola . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER UN POSSIBILE SVILUPPO ECONOMICO DI TRABIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianluca Mancuso mi chiede di intervenire sul tema del futuro di Trabia. Ho già iniziato a farlo col primo post e continuo oggi. Spero di poter essere utile con queste mie modeste riflessioni . Qualche giorno fa ho posto l’attenzione sulle potenzialità di crescita del porticciolo turistico di San Nicola. Ne ho parlato a ragion veduta. Io vivo a Viareggio; negli ultimi trent’anni ho assistito alla trasformazione e allo sviluppo del suo porto turistico e dei suoi cantieri navali. Lasciando da parte, per un momento, questi ultimi perché provengono da una tradizione particolare con radici nell’Ottocento, mi pare che la vicenda del porto viareggino possa dare qualche spunto, considerando però le profonde differenze, per un’azione decisa e lungimirante sul porto di San Nicola. Viareggio ha potuto contare su una conformazione di luoghi piuttosto favorevole: una pianura estesa, un canale che collega il mare al padule e al Lago Massaciuccoli, una serie di darsene ricavate quasi naturalmente dal terreno sabbioso, un molo ottocentesco, una diga foranea e un altro grande molo costruito nel dopoguerra. Altro fattore decisivo per lo sviluppo delle attività marinare è rappresentato da una popolazione da sempre attratta dalla vita di mare. Per oltre un secolo e mezzo il porto ha ospitato naviglio commerciale di modesto cabotaggio, barche da pesca, poi, motopescherecci e un numero sempre crescente di barche da diporto. Adesso, dopo la delega alle regioni e dalle regioni ai comuni della gestione del demanio marittimo il Comune ha adottato il piano regolatore del porto, ha creato la società Porto Viareggio, con finanziamenti regionali e statali, ha adottato il piano degli approdi turistici e sta investendo oltre trenta milioni di euro per il raddoppio degli stessi e l'utilizzo di un'area adiacente ad una darsena. Il porto di San Nicola ha una storia diversa. Esso ha origine dal porticciolo peschereccio. Ricordo bene la schiera luminosa delle lampare che di sera si estendeva per tutto il filo d'orizzonte del Golfo. Col declino dell'attività di pesca, dovuto anche alla forte concorrenza di Mazara del Vallo, con l'estendersi del benessere in generale e dell'interesse per le barche da diporto, il porticciolo di San Nicola cominciò a richiamare l'attenzione di amministratori ed operatori del settore. L'ingrandimento del porto è stato un intervento provvidenziale. Oggi San Nicola spicca nel panorama nautico siciliano per il discreto numero di posti barca del suo porto. A questo punto io ritengo che vada fatto un ulteriore sforzo. Occorrerebbe un investimento che portasse a raddoppiare il numero degli attuali approdi. Per giungere ad un simile risultato ci sarebbe bisogno dell'unitaria mobilitazione delle forze politiche trabiesi e di una politica regionale del settore nautico e delle infrastrutture portuali che riconoscesse San Nicola come uno dei tre o quattro poli della nautica da diporto della Sicilia. Non è fantapolitica; è questione di volontà politica. Per un obiettivo così importante, che interesserebbe un bacino di utenza assai vasto (pensiamo alla sola città di Palermo col suo quasi un milione di abitanti), sarebbe pienamente giustificato il dirottamento di risorse finanziarie. Per una battaglia di questo genere occorre un grado di maturità politica tale da permettere di mettere da parte le rivalità di partito nel nome del superiore interesse della popolazione trabiese. Questa maturità penso possa trovarsi nella giovane generazione che oggi si affaccia alla politica. Il ruolo del Comune di Trabia è basilare; esso dovrebbe, come ha fatto Viareggio, ottenere e gestire la concessione degli approdi e presentare, con un accordo unitario, un progetto alla Regione Sicilia. &lt;br /&gt;DI TRABIA E DEL SUO SVILUPPO&lt;br /&gt;Spero di poter essere utile con queste mie modeste riflessioni . Qualche giorno fa ho posto l’attenzione sulle potenzialità di crescita del porticciolo turistico di San Nicola. Ne ho parlato a ragion veduta. Io vivo a Viareggio; negli ultimi trent’anni  ho assistito alla trasformazione e allo sviluppo del suo porto turistico e dei suoi cantieri navali.  Lasciando da parte,  per un momento, questi ultimi perché provengono da una tradizione particolare con radici nell’Ottocento, mi pare che la vicenda del porto viareggino possa dare qualche spunto, considerando però le profonde differenze, per un’azione decisa e lungimirante sul porto di San Nicola. Viareggio ha potuto contare su una conformazione di luoghi piuttosto favorevole: una pianura estesa, un canale che collega il mare al padule e al Lago Massaciuccoli, una serie di darsene ricavate quasi naturalmente dal terreno sabbioso, un molo ottocentesco, una diga foranea e un altro grande molo costruito nel dopoguerra. Altro fattore decisivo per lo sviluppo delle attività marinare è rappresentato da una popolazione da sempre attratta dalla vita di mare. Per oltre un secolo e mezzo il porto ha ospitato naviglio commerciale di modesto cabotaggio, barche da pesca, poi, motopescherecci e un numero sempre crescente di barche da diporto. Adesso, dopo la delega alle regioni e dalle regioni ai comuni della gestione del demanio marittimo il Comune ha adottato il piano regolatore del porto, ha creato la società Porto Viareggio, con finanziamenti regionali e statali,  ha adottato il piano degli approdi turistici e sta investendo oltre trenta milioni di euro per il raddoppio degli stessi e l'utilizzo di un'area adiacente ad una darsena. Il porto di San Nicola ha una storia diversa. Esso ha origine dal porticciolo peschereccio. Ricordo bene la  schiera luminosa delle lampare che di sera si estendeva per tutto il filo d'orizzonte del Golfo. Col declino dell'attività di pesca, dovuto anche alla forte concorrenza di Mazara del Vallo, con l'estendersi del benessere in generale e dell'interesse per le barche da diporto, il porticciolo di San Nicola cominciò a richiamare l'attenzione di amministratori ed operatori del settore. L'ingrandimento del porto è stato un intervento provvidenziale. Oggi San Nicola spicca nel panorama nautico siciliano per il discreto numero di posti barca del suo porto. A questo punto io ritengo che vada fatto un ulteriore sforzo. Occorrerebbe un investimento che portasse a raddoppiare il numero degli attuali approdi. Per giungere ad un simile risultato ci sarebbe bisogno dell'unitaria mobilitazione delle forze politiche trabiesi e di una politica regionale del settore nautico e delle infrastrutture portuali che riconoscesse San Nicola come uno dei tre o quattro poli della nautica da diporto della Sicilia. Non è fantapolitica; è questione di volontà politica. Per un obiettivo così importante, che interesserebbe un bacino di utenza assai vasto (pensiamo alla sola città di Palermo col suo quasi un  milione di abitanti), sarebbe pienamente giustificato il dirottamento di risorse finanziarie. Per una battaglia di questo genere occorre un grado di maturità politica tale da permettere di mettere da parte le rivalità di partito nel nome del superiore interesse della popolazione trabiese. Questa maturità penso possa trovarsi nella giovane generazione che oggi si affaccia alla politica. Il ruolo del Comune di Trabia è basilare; esso dovrebbe, come ha fatto Viareggio, ottenere e gestire la concessione degli approdi e presentare, con un accordo unitario, un progetto alla Regione Sicilia. Per il raddoppio dei posti barca ho in mente la costruzione di un nuovo molo, lato Palermo, e l'allungamento,  se possibile, di quello ovest; cioè un'opera di notevole impegno tecnico e finanziario. Un incremento di posti barca, nella misura di qualche decina,  non sarebbe in grado di innescare la marcia giusta per far decollare il complesso di attività che attorno al porto turistico sicuramente nascerebbero. Per essere motore di sviluppo il porto deve avere adeguate dimensioni. Ma non voglio arrogarmi competenze che non ho. Per questo ci sono fior di tecnici specializzati. Quel che importa è che il porto faccia il salto di qualità entrando nel piano regionale dei porti turistici di primo livello e proiettandosi verso un futuro di grande sviluppo. Per questi motivi ho paura che il progetto in itinere non abbia quest'ambizione; tuttavia va nella direzione giusta e se ne deve sollecitare la realizzazione. L'Amministrazione comunale mi sembra consapevole dell'entità degli sforzi da compiere e ben orientata verso l'idea di un porto di medio livello di rilevanza regionale. Nel frattempo sono benvenuti i lavori già consegnati per l'addobbo urbano del porto.&lt;br /&gt;Che il porto turistico è volano di crescita di tutta una serie di attività artigianali e commerciali collaterali ne  sono testimonianza le varie realtà portuali della penisola. La sosta delle barche da diporto comporta  una fitta domanda di opere e di forniture di manutenzione: c'è bisogno di elettricisti, idraulici, tappezzieri, falegnami, meccanici, verniciatori e dei relativi materiali di lavorazione. Nel medesimo tempo prendono piede officine, empori di materiali nautici, negozi di abbigliamento, agenzie di assicurazioni e brokeraggio, agenzie di compra-vendita e di noleggio. Tutto ciò non nasce dall'oggi al domani. Si tratta di un processo di sviluppo che le pubbliche amministrazioni e gli istituti di credito devono agevolare: la Provincia con l'istituzione di corsi di formazione professionale, la Camera di commercio con i suoi mezzi di assistenza e incentivazione per la nascite di piccole imprese,  il Comune con l'apprestamento degli strumenti urbanistici e infrastrutturali necessari, il sistema bancario con la messa a disposizione dei mezzi finanziari, la Regione con i finanziamenti attingendo anche dai fondi europei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4671361593928755835?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4671361593928755835/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4671361593928755835' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4671361593928755835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4671361593928755835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/di-trabia-e-del-suo-sviluppo.html' title='DI TRABIA E DEL SUO SVILUPPO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6839747565604733022</id><published>2007-03-08T10:07:00.000-08:00</published><updated>2007-03-08T10:11:02.865-08:00</updated><title type='text'>LA VERSILIA E IL CINEMA: ATTRAZIONE INFINITA</title><content type='html'>Col suo nuovo libro “Questo mare infinito”, prefazione di Stefano Beccastrini, edito da Aska, Umberto Guidi ci conduce per mano sui set dei 63 film girati in Versilia dal 1913 ad oggi. Il libro si legge d'un fiato, complice una scrittura vivace, tutta fatti persone cose, che scorre leggera e curiosa, rovistando negli angoli riposti della fitta e fascinosa vicenda di questa fortunata striscia di costa toscana. S'inizia col primo film, “L'isola dei beati” che Max Reinhardt girò nella pineta di Viareggio e sulla spiaggia di Massa nel 1913. La scelta del regista, scrive Guidi, fu influenzata dalla visione diffusa nella cultura europea del tempo che vedeva la Versilia come un paradiso naturale avvolto nel mito. Nel 1916 la divina Eleonora Duse fece a Viareggio alcune prove tecniche per l'interpretazione del film “Cenere”, dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda, diretto da Febo Mari, contenente sequenze delle montagne versiliesi. La pineta di levante fu teatro di parecchie riprese esterne di “Maciste all'inferno”, interpretato dal forzuto Bartolomeo Pagano. A proposito di questo film Guidi riporta una pagina delle suggestive memorie di Krimer che da bambino andava a curiosare nei luoghi delle riprese incontrando di persona i grotteschi personaggi di quella storia fantastica. Nel 1936 Mario Monicelli gira a Viareggio il suo primo film in 35 mm, “Pioggia d’estate”, storia di un fugace amore estivo, insieme con i suoi carissimi amici Beppe, Luciano ed Ernes Zacconi, figli del grande Ermete. Lo stesso Ermete, con la moglie ed altri della sua Compagnia, viene coinvolto a coprire vari ruoli. Come interprete femminile è scelta la bella e brillante Ernes. Il partner maschile è l’amico Raniero Barsanti, noto sulle spiagge per la sua avvenenza (diventerà supermiliardario facendo il costruttore in Venezuela). L’operatore è Manfredo Bertini, poi Medaglia d’Oro della Resistenza. Luciano Zacconi è il costumista e lo scenografo. Beppe Zacconi e Giannetto Guardone gli organizzatori. Monicelli è eletto sceneggiatore e regista per la gloria acquisita come vincitore, sia pure per un film a passo ridotto, alla Mostra di Venezia e per l’esperienza acquisita come “terzo o quarto assistente” di registi professionisti. I soldi li tira fuori Ermete; ben pochi, quasi il costo della pellicola e del suo sviluppo e stampa. Il film ha scarsissima distribuzione, ma serve moltissimo a Monicelli per fare esperienza. Dopo “La stella del mare” (1938) di Corrado D'Errico, costruito intorno al tenore livornese Galliano Masini; “Finalmente soli” (1941) di Giacomo Gentilomo, per il quale fu girata una scena nel vecchio palazzo del municipio con scalinata e colonnato dorico (la scena si concludeva lungo via Regia con un passeggio di carrozze); “La famiglia Brambilla in vacanza” (1941) di Carl Boese, commedia ambientata in una famiglia della piccola borghesia urbana che viene sulla spiaggia di lusso di Viareggio alla ricerca di un marito facoltoso per la figlia, nasce a Viareggio nel 1946 un'iniziativa di un certa consistenza: un gruppo di cinefili, raccolti intorno alla famiglia Zacconi, fonda una casa cinematografica, Fiaba Film, per la produzione di favole per bambini; sua prima e unica produzione fu il film “Le avventure di Pinocchio” di Giovanni Battista Guardone, con Mariella Lotti, Vittorio Gassman, Luigi Pavese, Dante Maggio. Il film venne girato al cinema Eden, in pineta, sulla spiaggia, lungo la Farabola. Particolare curioso: Giuseppe Zacconi, figlio di Ermete, si espose per sette milioni di lire e dovette vendere la casa che la famiglia possedeva in via Garibaldi. Recentemente Roberto Benigni ha dichiarato che il film di Guardone è una delle più interessanti versioni cinematografiche della favola di Collodi. Nel 1947 è la volta di “Tombolo, paradiso nero” di Giorgio Ferroni, ascrivibile alla stagione del neorealismo; rappresenta il dramma delle 'segnorine' che si concedono alle truppe di occupazione nella zona tra Viareggio e Livorno; l'idea venne da un articolo di denuncia di Indro Montanelli, che poi fu coinvolto nella stesura della sceneggiatura. Un film di grande successo di pubblico fu “Puccini” (1952) di Carmine Gallone, interpretato da Gabriele Ferzetti. Alcuni esterni furono girati jn riva al Lago Massaciuccoli. Una delle sequenze, tra le più suggestive del film, “è il funerale sull'acqua della servetta Delia, suicida per amore del maestro, il quale aveva respinto i suoi timidi tentativi di stargli vicina, a causa delle chiacchiere del paese”. Gli stessi ambienti saranno filmati per lo sceneggiato televisivo “Puccini” del 1972. Una delle prime prove di Sophia Loren fu la parte sostenuta in “Pellegrini d'amore” (1953), di Andrea Forzano, nelle vesti di una ballerina che si finge una nobildonna. Gli esterni furono ripresi al Principe di Piemonte, in Darsena e in Passeggiata. “Guendalina” (1956) di Alberto Lattuada fu interamente girato tra Viareggio e Forte dei Marmi, compresi gli interni. Guidi ci parla dl talento della giovanissima Jacqueline Sassard, del nitore stilistico della regia, dei pregi della fotografia, del ruolo del paesaggio, quasi un co-protagonista della pellicola, lontano dagli stereotipi da effetto cartolina di altre opere. Nel film si vedono la pineta, il lungomare, la spiaggia, le cabine dei bagni, le darsene, via Coppino, il porto, le barche. Nella seconda parte del libro, che va dal 1960 al 1983, spiccano film importanti come “Una vita difficile” (1961) di Dino Risi, “La bella di Lodi” (1962) di Mario Missiroli, “Frenesia dell'estate” (1963) di Luigi Zampa, “La congiuntura” (1964) di Ettore Scola, “Comizi d'amore” (1964) di Pier Paolo Pasolini, “Mondo cane n.2” (1962) di Gualtiero Jacopetti. L'episodio girato a Viareggio di “Una vita difficile” è all'altezza del miglior Risi. Umberto Guidi ce lo fa quasi vedere il film, segue passo passo i protagonisti, Alberto Sordi e Lea Massari, coglie ogni sfumatura della loro interpretazione, ci mostra i luoghi e gli ambienti che sono parte viva dei loro stati d'animo. Negli anni Settanta si registra un certo appannamento d'immagine per la Versilia; la contestazione, il caso Lavorini, il clima politico, le tensioni sociali non risparmiano Viareggio. La città, come luogo ameno di vacanza e divertimento, perde smalto. I film girati portano i segni del cambiamento; vengono in auge il genere erotico e quello comico. Si apre la serie di pellicole come “Peccato veniale” (1973) di Salvatore Samperi, “Arrivano Joe e Margherito” (1974), “Oh, mia bella matrigna” (1976), “”Lo chiamavano Bulldozer” (1978), “Bomber” (1982), “Il petomane” (1983), “Senza vergogna” (1985”. Film di caratura opposta furono“Mordi e fuggi” (1972) di Dino Risi, che anticipava il clima fosco degli anni di piombo, “Un Amleto di meno” (1973) di Carmelo Bene, “La circostanza” (1973) di Ermanno Olmi. Nel 1982 enorme successo di pubblico ebbe “Sapore” di mare” di Carlo Vanzina, centrato sulla Versilia 1964. Ritroviamo numerosi set cinematografici versiliesi negli anni Novanta quando l'emergere del cinema comico toscano ebbe la Versilia come luogo di riferimento per le implicazioni autobiografiche di registi e attori. Il libro si chiude con le pagine dedicate agli ultimi set versiliesi tra cui quelli dei film “Sulla spiaggia e di là dal molo” di Giovanni Fago, “Contronatura” di Alessandro Tofanelli. Il volume di Umberto Guidi, graficamente accattivante, arricchito dalle foto scattate sui set, è un'opera unica nel panorama delle pubblicazioni sul cinema; trasuda il fascino della Versilia mitica, coinvolge con il racconto dettagliato delle vicende di ciascun set; ci fa conoscere da vicino personaggi leggendari del mondo cinematografico; illustra, con gli strumenti del critico più raffinato, pregi e difetti di ciascun film partendo dai giudizi della critica dell'epoca e dalla fortuna presso il pubblico.  Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6839747565604733022?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6839747565604733022/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6839747565604733022' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6839747565604733022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6839747565604733022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/la-versilia-e-il-cinema-attrazione.html' title='LA VERSILIA E IL CINEMA: ATTRAZIONE INFINITA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3252254616807440359</id><published>2007-03-04T09:03:00.000-08:00</published><updated>2007-03-04T10:01:03.027-08:00</updated><title type='text'>CARNEVALE, ESPRESSIONE DELL'ESTRO E DELLA CREATIVITA' DEI VIAREGGINI</title><content type='html'>Carnevale fortunato dal punto di vista meteorologico. Dopo quattro sfilate sotto il sole, l'ultima un po' bagnata, ma non ingrata quanto a incasso; col codicillo del rinvio a lunedì dei giochi pirotecnici. L'ottimismo dalle parti della Fondazione si spreca. Tofanelli dichiara, radioso, che non pensa affatto a dimettersi. Sono spariti tutti i problemi del Carnevale? Parliamo della manifestazione più sentita dal popolo viareggino; quella che ne rispecchia meglio la sua estrosità, la creatività, la scanzonatura, il tratto graffiante e satirico, la festosità, l’ariosità del suo carattere. La riprova di tutto ciò si è avuta con la mole di iniziative messe in atto da sempre più numerosi associazioni, rioni, gruppi teatrali, gruppi di figuranti, mascherate, carristi dilettanti. Carnevali dei rioni, concorsi di canzoni, canzonette, spettacoli teatrali si sono susseguiti con ritmi incalzanti con grande partecipazione e coinvolgimento di pubblico. Almeno tre carristi hanno attinto, quest'anno, i vertici dell'arte del carnevale. Qualcuno andrebbe un po' scosso da una sua certa stanca routine, ma si tratta di artisti che in Italia e all’estero ci invidiano. Il Carnevale è espressione diretta dell'anima viareggina. Il turista, oltre ai carri, stupefacenti, impressionanti, vuole sperimentare il fenomeno della corale partecipazione, delle musiche originali, delle ricchezze creative delle mascherate, dei costumi sfavillanti di ragazze e ragazzi coordinati in ritmi di grande effetto scenografico. Il carro è Carnevale, ma lo è pure lo scatenamento di bellezze, di armonie e di ritmi, di figurazioni fantasmagoriche, di allegrie e sberleffi. Un Carnevale è grande ed originale se riesce ad esprimere le caratteristiche più peculiari di una popolazione, a tirare fuori le sue potenziali espressività. La Fondazione deve incoraggiare tutto ciò, deve fornire gli strumenti, deve contribuire a suscitare e a scoprire talenti. Una gestione politico-burocratica è all'altezza di tutto questo?&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3252254616807440359?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3252254616807440359/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3252254616807440359' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3252254616807440359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3252254616807440359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/carnevale-rspressione-dellestro-e-della.html' title='CARNEVALE, ESPRESSIONE DELL&apos;ESTRO E DELLA CREATIVITA&apos; DEI VIAREGGINI'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3571691690113350638</id><published>2007-03-04T06:59:00.000-08:00</published><updated>2007-03-04T07:01:09.093-08:00</updated><title type='text'>IL BILANCIO, BANCO DI PROVA DELLA COESIONE DELLA MAGGIORANZA</title><content type='html'>Archiviato il Carnevale, sull’agenda della Città compare il bilancio di previsione del Comune. Come dire, la scrittura degli impegni dell’Amministrazione per il 2007, accompagnati dalle indicazioni delle relative fonti di finanziamento. Finora è rimasto tutto top secret, tranne la notizia dell’aumento dell’addizionale Irpef da 0,10 a 0,45, che il sindaco Marcucci si è affrettato a comunicare alla Città con un’intervista e durante l’incontro con Alfredo Reichlin sul Partito Democratico, quasi a voler mettere le mani avanti su una misura che tocca le tasche dei contribuenti. Si parla di un passaggio del bilancio alla Giunta comunale; si presume per l’approvazione dello schema. Questa procedura appare singolare; difetta di un anello, quello dell’incontro con i partiti di maggioranza su cui cade la responsabilità di fare approvare il bilancio dai propri gruppi consiliari. Sottoporre ai partiti un bilancio già definito dalla Giunta significa metterli di fronte a fatti compiuti. Può agire un’Amministrazione senza il consenso preventivo delle componenti politiche della maggioranza?&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3571691690113350638?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3571691690113350638/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3571691690113350638' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3571691690113350638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3571691690113350638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/il-bilancio-banco-di-prova-della.html' title='IL BILANCIO, BANCO DI PROVA DELLA COESIONE DELLA MAGGIORANZA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-772991972675792984</id><published>2007-03-01T12:00:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T12:02:20.925-08:00</updated><title type='text'>UNA CORAGGIOSA DENUNCIA</title><content type='html'>“Gomorra” di Roberto Saviano, Mondadori, ha vinto nel giugno scorso il Premio Letterario Viareggio-Repaci per l'opera prima. Conobbi questo  Autore in una serata presso uno stabilimento balneare sulla spiaggia di Viareggio agli ‘Incontri sotto le stelle’  con i vincitori e i finalisti  del Premio. Mi stupì la sua giovane età: al tempo della stesura del libro non doveva aver superato i ventisei anni. Mi sembravano così pochi per un lavoro e un impegno di quella portata. Oggi, dopo aver letto e meditato sui contenuti del libro, trovo quasi naturale che quelle storie, quei personaggi siano raccontati da un giovane. A Napoli si fa presto ad aprire gli occhi su una realtà che ti viene sbattuta contro quasi ad ogni passo. Gli spettacoli dei corpi straziati, delle urla disumane delle donne, della prepotenza, dell’arroganza, della ferocia dei gruppi criminali organizzati, sono esperienze di quasi tutti i giorni, che ti segnano e ti fanno crescere in fretta. A Napoli un ragazzo di diciotto anni è più carico di vissuto di un trentenne non napoletano. Saviano ha immagazzinato tutto questo; si è laureato e si è messo al lavoro per creare, con la sola arma posseduta, la parola, raccontando semplicemente i fatti, una sorta di rete di resistenza contro l'assurdità, l'incredibile rovesciamento di valori, la sudditanza o la complicità di un ambiente, la violenza, la sopraffazione, la paura . Conoscere per raccontare (e svegliare le coscienze). Questo mi sembra il binomio caratterizzante un giovane intelligente che costruisce la propria vita sull’impegno teso a ridare dignità, pulizia, speranza, giustizia alla gente della sua città. La resistenza contro il conformismo e la rassegnazione, la rivolta contro la violenza morale e fisica trovano terra vergine più nel cuore, nella mente, nello slancio di un giovane che di un uomo maturo. Saviano quella sera non fu molto loquace; raccontò brevemente alcuni episodi dell’efferata guerra di camorra, delle sue investigazioni, della sua Vespa, ormai divenuta mitica (ne hanno parlato e scritto i media di mezzo mondo), con la quale riusciva spesso ad anticipare l’arrivo della polizia sul teatro dei delitti più atroci e a fissarsi nella mente le orribili immagini di volti e petti insanguinati, crivellati di colpi di quei poveri morti ammazzati. Più che la sua narrazione mi colpirono il suo tono grave, il volto come scolpito, le sue occhiaie, la sua barba severa, il suo sguardo diritto, il suo cranio rasato, la determinazione proiettata nelle parole. Saviano non parlava di vicende e personaggi di un romanzo, parlava di vita reale, di fronte ad un uditorio fortemente preso dalle sue parole che in quella occasione si lasciò scivolare di dosso la rilassatezza vacanziera.&lt;br /&gt; I critici si sono lungamente soffermati sulla natura del libro: è un romanzo? un saggio?  un reportage? Qualcuno, per ragioni di concomitanza professionale, non scevre da punte di invidia, lo definisce romanzo tout court perché basato su fatti già noti, non portati alla luce da rischiose investigazioni dell'autore. Sappiamo quanto sia sfuggente  il concetto di romanzo. Per larghe approssimazioni si è d'accordo su un punto: si tratta di una narrazione di largo respiro. Io definirei il libro di Saviano romanzo-verità. Del reportage gli mancano la tecnica investigativa, la ricerca personale e la scoperta di fatti prima sconosciuti. Del saggio possiede la materia e la sua sistemazione; mancano le teorizzazioni, essendo la realtà narrata di bruciante percettibilità; inoltre il rigore della trattazione scientifica è inquinato, per così dire, dalla partecipazione emotiva dell'io narrante e dalla sua presenza sulla scena come coscienza critica di fronte agli orrori del potere criminale. Il narratore, a tratti, si materializza in un giovane che lavora all'interno del 'Sistema' oppure nelle vesti di un testimone ansioso di conoscere personaggi, meccanismi d'azione dei clan, motivazioni apparenti o segrete, regole non scritte dell'agire imprenditoriale-criminale, rapporti intercorrenti tra affiliati e boss, tra boss di diversi clan, rapporti di collaborazione, di delega, di autonomia tra clan. Le sue armi sono l'osservazione diretta, i sopralluoghi, l'immersione nel mare degli atti giudiziari dove è registrata dai magistrati ogni mossa dei gruppi di camorra, le consapevolezze e le intuizioni di chi è nato e cresciuto negli stessi luoghi dello strapotere criminale, conosce la struttura mentale degli attori in campo. Siamo lontani dal freddo report del lavoro giornalistico in cui spesso vengono affastellati fatti e nomi senza entrare nel vivo degli atteggiamenti di capi e sottoposti. In “Gomorra” si sentono distinti i battiti di un cuore che reagisce ma continua a immergersi in una realtà allucinante. Può darsi che sia stato fatto un grosso lavoro di editing, ciò nulla toglierebbe alla genuinità di una passione, alla ricchezza e all'attrazione di un racconto che sa muoversi con passo sicuro nel groviglio di ambizioni sfrenate, di esecuzioni, di guerre, di atti di dominio totale sopra i territori controllati. L'impatto di certe immagini, la razionalità perversa degli interventi nell'ambito di una gestione affaristico-criminale, le logiche della conduzione delle attività economiche per gran parte lecite, sono elementi vivi di una trama che si svolge organicamente attraversando uno per uno i grandi filoni su cui prosperano i clan di un sistema criminale di micidiale potenza: le merci, la droga, il cemento armato, l'edilizia, gli appalti, le armi,  i rifiuti. Il libro si apre con la scena impressionante dello scarico di centinaia di cadaveri da un container, si chiude con la desolazione di una terra imbottita in ogni suo interstizio di rifiuti velenosi a contatto con una popolazione esposta a intossicazioni, leucemie, tumori. In mezzo la complessità di un potere imprenditoriale che occupa ogni snodo della vita economica del territorio e si avvale di una forza militare di straordinaria spietatezza ed efficacia. Roberto Saviano racconta tutto questo, padroneggiando la massa opaca di una materia incandescente, entrando nei gangli di gestione e di espansione delle miriadi di attività diffuse a livello planetario, costruendo un romanzo-verità di forte intensità e, al contempo, un documento di clamorosa denuncia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                            Antonio Carollo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da girodivite.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-772991972675792984?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/772991972675792984/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=772991972675792984' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/772991972675792984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/772991972675792984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/03/una-coraggiosa-denuncia.html' title='UNA CORAGGIOSA DENUNCIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-1939608420111347798</id><published>2007-02-16T09:19:00.000-08:00</published><updated>2007-02-16T09:31:30.169-08:00</updated><title type='text'>EVERYMAN di Philip Roth</title><content type='html'>Il nuovo romanzo di Philip Roth è una storia intima eppure universale di perdita, rimpianto e stoicismo. Dopo il successo di Complotto contro l'America, Roth sposta la sua attenzione dallo «straziante incontro di una famiglia con la storia» («The New York Times») all'incessante battaglia di un uomo con la propria mortalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il destino dell'Everyman di Roth si delinea dal primo sconvolgente incontro con la morte sulle spiagge idilliache delle sue estati di bambino, attraverso le prove familiari e i successi professionali della vigorosa maturità, fino alla vecchiaia, straziata dall'osservazione del deterioramento patito dai suoi coetanei e funestata dai suoi stessi tormenti fisici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicitario di successo presso un'agenzia newyorkese, è padre di due figli di primo letto, che lo disprezzano, e di una figlia nata dal secondo matrimonio, che invece lo adora. È l'amatissimo fratello di un uomo buono la cui prestanza fisica giunge a suscitare la sua più aspra invidia, ed è l'ex marito di tre donne diversissime tra loro, con ciascuna delle quali ha mandato a monte un matrimonio. In definitiva, è un uomo che è diventato ciò che non vuole essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'humus di questo potente romanzo - il ventisettesimo di Roth e il quinto in pubblicazione nel ventunesimo secolo - è il corpo umano. Il suo tema è quell'esperienza comune che ci terrorizza tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Everyman prende il titolo da un'anonima rappresentazione allegorica quattrocentesca, un classico della prima drammaturgia inglese, che ha per tema la chiamata di tutti i viventi alla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inizio di Everyman&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno alla fossa, nel cimitero in rovina, c'erano alcuni dei suoi ex colleghi pubblicitari di New York che ricordavano la sua energia e la sua originalità e che dissero alla figlia, Nancy, che era stato un piacere lavorare con lui. C'erano anche delle persone venute su in macchina da Starfish Beach, il villaggio residenziale di pensionati sulla costa del New Jersey dove si era trasferito dal Giorno del Ringraziamento del 2001: gli anziani ai quali fino a poco tempo prima aveva dato lezioni di pittura. E c'erano i due figli maschi delle sue turbolente prime nozze, Randy e Lonny, uomini di mezza età molto mammoni che di conseguenza sapevano di lui poche cose encomiabili e molte sgradevoli, e che erano presenti per dovere e nulla più. C'erano il fratello maggiore, Howie, e la cognata, venuti in aereo dalla California la sera prima, e c'era una delle sue tre ex mogli, quella di mezzo, la madre di Nancy, Phoebe, una donna alta, magrissima e bianca di capelli, col braccio destro inerte penzoloni sul fianco. Quando Nancy le chiese se voleva dire qualcosa, Phoebe scosse timidamente il capo, ma poi finì per dire con voce sommessa, farfugliando un po': - È talmente incredibile… Continuo a pensare a quando nuotava nella baia... Tutto qui. Continuo solo a vederlo mentre nuota nella baia -. E poi c'era Nancy, che aveva organizzato tutto e fatto le telefonate a quelli che erano venuti per evitare che al funerale venissero solo sua madre, lei, il fratello del defunto e la cognata. C'era solo un'altra persona la cui presenza non era stata sollecitata da un invito, una donna robusta con una simpatica faccia tonda e i capelli tinti di rosso che era venuta spontaneamente al cimitero e si era presentata col nome di Maureen, l'infermiera privata che lo aveva assistito dopo l'operazione al cuore di qualche anno prima. Howie si ricordava di lei e andò a darle un bacio sulla guancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nancy disse a tutti: - Posso iniziare dicendovi qualcosa di questo cimitero, perché ho scoperto che il nonno di mio padre, il mio bisnonno, non solo è sepolto nelle poche centinaia di metri quadrati del nucleo originario accanto alla mia bisnonna, ma fu anche uno dei suoi fondatori nel 1888. L'associazione che per prima finanziò ed eresse il cimitero era composta dalle società incaricate delle onoranze funebri delle organizzazioni caritatevoli e delle congregazioni ebraiche sparse nelle contee di Union ed Essex. Il mio bisnonno era il proprietario e il gestore di una pensione di Elizabeth che accoglieva soprattutto immigrati arrivati di fresco, e si preoccupava del loro benessere più di quanto in genere facesse un possidente. Ecco perché fu tra i soci originari che acquistarono il campo che c'era qui e lo spianarono e lo disegnarono personalmente, ed ecco perché diventò il primo presidente del cimitero. Allora era un uomo relativamente giovane ma nel pieno vigore delle forze, e c'è solo il suo nome sui documenti nei quali si specifica che il cimitero era destinato ad «accogliere i soci defunti in armonia con le norme e i riti ebraici». Come appare fin troppo evidente, la manutenzione dei singoli lotti e del recinto e dei cancelli non è più come dovrebbe essere. Le cose sono marcite e crollate, i cancelli sono arrugginiti, i lucchetti spariti, ci sono stati dei vandalismi. Ormai questo posto è diventato il retrobottega dell'aeroporto, e quello che sentite a qualche miglio di distanza è il rumore costante dell'autostrada, la New Jersey Turnpike. Naturalmente avevo pensato, prima, ai posti veramente belli dove mio padre poteva essere sepolto, i posti dove andava a nuotare con mia madre quando erano giovani, e le località costiere dove amava fare il bagno. Ma nonostante il fatto che guardarmi intorno e vedere il degrado che c'è qui mi spezza il cuore - come probabilmente spezza il vostro, e forse addirittura vi spinge a domandarvi perché ci siamo riuniti in un luogo così deturpato dal tempo - volevo che riposasse accanto alle persone che lo amavano e dalle quali è disceso. Mio padre amava i suoi genitori e deve stare vicino a loro. Non volevo che fosse solo, chissà dove -. Tacque un momento per ritrovare la padronanza di sé. Era una donna fra i trenta e i quarant'anni, dall'aria dolce, semplice e carina com'era stata la madre, e all'improvviso perse tutta la sua autorevolezza e il suo coraggio e finì per somigliare a una bambina di dieci anni schiacciata da quella situazione. Voltandosi verso la bara, prese una manciata di terra e, prima di lasciarla cadere sul coperchio, disse con leggerezza, sempre con quell'aria da bambina frastornata: - Be', così vanno le cose. Non c'è più niente da fare, papà -. Poi le venne in mente la stoica massima che lui ripeteva decenni addietro, e scoppiò in lacrime. - È impossibile rifare la realtà, - gli disse. - Devi prendere le cose come vengono. Tener duro e prendere le cose come vengono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo a gettare un pugno di terra sul coperchio della bara fu Howie, il fratello del defunto, che era stato oggetto della sua adorazione quando i due ragazzi erano piccoli e che in cambio lo aveva sempre trattato con dolcezza e grande affetto, insegnandogli pazientemente ad andare in bicicletta e a nuotare e a praticare tutti gli sport nei quali lo stesso Howie eccelleva. Aveva ancora l'aria di poter andare in meta con la palla, e aveva settantasette anni. Non era mai stato ricoverato all'ospedale per nessun motivo e, pur essendo dello stesso stampo, era rimasto trionfalmente sano per tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua voce era appannata dall'emozione quando sussurrò alla moglie: - Il mio fratellino. Non ha senso -. Poi anche lui si rivolse a tutti. - Vediamo se ce la faccio. Parliamo dunque di questa persona. Mio fratello... - Si interruppe per raccogliere le idee e tenere un discorso filato. Il suo modo di parlare e il simpatico tono di voce somigliavano a quelli del fratello, tanto che Phoebe cominciò a piangere e Nancy, in fretta, la prese a braccetto. - Negli ultimi anni, - disse, guardando verso la fossa, - ha avuto problemi di salute, e c'era anche la solitudine… Problema non minore. Ci parlavamo per telefono ogni volta che era possibile, anche se verso la fine della vita si era isolato da me per ragioni che non sono mai state chiare. Da quando era al liceo ha sempre avuto un bisogno irresistibile di dipingere, e dopo essere andato in pensione e aver lasciato il mondo della pubblicità, dove aveva avuto un considerevole successo prima come art director e poi quando fu promosso creative director… Dopo una vita nella pubblicità, ha dipinto praticamente ogni giorno di ogni anno che gli rimaneva. Possiamo dire di lui ciò che senza dubbio è stato detto dai loro cari di quasi tutte le persone qui sepolte: avrebbe dovuto vivere più a lungo. Avrebbe dovuto, davvero -. Qui, dopo un momento di silenzio, l'espressione triste e rassegnata che aveva sul viso diede luogo a un sorriso addolorato. - Quando io andavo in prima liceo, e nel pomeriggio avevo gli allenamenti, lui mi sostituiva nelle commissioni che sbrigavo per mio padre dopo la scuola. Gli piaceva, ad appena nove anni, portarsi i diamanti in una busta nella tasca della giacca sull'autobus per Newark, dove il montatore e il misuratore e il lucidatore e l'aggiustatore di orologi impiegati da nostro padre occupavano uno sgabuzzino per ciascuno in un angolo di Frelinghuysen Avenue. Quei viaggi gli davano un'enorme soddisfazione. Io credo che fu proprio la vista di questi artigiani che facevano il loro lavoro solitario in quei cubicoli a suggerirgli l'idea di usare le mani per creare opere d'arte. E penso che guardare le faccette dei diamanti attraverso la lente da gioielliere di mio padre sia un'altra delle cose che incoraggiarono il suo desiderio di prendere la via dell'arte -. Improvvisamente una risata ebbe la meglio, un momento di sollievo da quel compito doloroso, e Howie disse: - Io ero il fratello tradizionale. In me i diamanti incoraggiavano il desiderio di far quattrini -. Poi riprese da dove si era interrotto, spaziando con lo sguardo oltre la grande finestra soleggiata degli anni dell'infanzia. - Nostro padre metteva un piccolo annuncio sull'«Elizabeth Journal» una volta al mese. Nel periodo delle feste, tra il Ringraziamento e Natale, lo metteva una volta la settimana. «Cambiate il vostro vecchio orologio con uno nuovo». Tutti questi vecchi orologi che accumulava - per la maggior parte ormai inservibili - li buttava in un cassetto nel retrobottega. Il mio fratellino era capace di stare là seduto per ore, facendo girare le lancette e ascoltando il ticchettio degli orologi, se ticchettavano ancora, e studiando a cosa somigliava ogni cassa e ogni quadrante. Era questo che faceva ticchettare quel ragazzo. Cento, duecento orologi dati dentro, un cassetto pieno che forse non valeva più di dieci dollari, ma ai suoi occhi di artista in erba quel cassetto di orologi nel retrobottega era un forziere che conteneva un tesoro. Aveva l'abitudine di prenderli e portarli: aveva sempre al polso un orologio tirato fuori da quel cassetto. Uno di quelli ancora funzionanti. E quelli che cercava di rimettere in funzione, quelli che gli piacevano, con quelli trafficava a non finire, ma inutilmente: di solito riusciva solo a peggiorare la situazione. Però quello fu l'inizio, il momento in cui cominciò a usare le mani per eseguire operazioni meticolose. Mio padre aveva sempre due ragazze appena uscite dal liceo, due ragazze poco meno o poco più che ventenni, che lo aiutavano dietro il banco del negozio. Brave e dolci ragazze di Elizabeth, educate, perbene, sempre cristiane, per lo più cattoliche di origine irlandese, i cui padri e fratelli e zii lavoravano per la Singer Sewing Machine o per la fabbrica di biscotti o giù al porto. Immaginava che delle brave ragazze cristiane avrebbero fatto sentire i clienti più a loro agio. Su richiesta, queste ragazze provavano i gioielli per le clienti, come modelle, e se eravamo fortunati le clienti finivano per comprarli. Come ci diceva mio padre, quando una bella ragazza porta un gioiello, le altre donne pensano che quando lo porteranno loro faranno la stessa figura. Gli uomini che lavoravano al porto e venivano a cercare anelli di fidanzamento e fedi nuziali per le loro amichette certe volte avevano l'audacia di prendere la mano della commessa per esaminare la pietra da vicino. Anche a mio fratello piaceva gironzolare intorno alle ragazze, e questo accadde molto tempo prima che potesse anche solo arrivare a capire perché gli piaceva tanto. Aiutava le ragazze a vuotare la vetrina e gli astucci di velluto alla fine della giornata. Avrebbe fatto qualunque cosa per aiutarle. Dalle vetrine e dagli astucci toglievano tutto tranne la roba più economica, e un momento prima di chiudere questo ragazzino apriva la grande cassaforte nel retrobottega con la combinazione che gli aveva detto mio padre. Prima di lui, tutti questi lavoretti li avevo fatti io, compreso l'accostarsi il più possibile alle ragazze, specie alle due sorelle bionde di nome Harriet e May. Nel corso degli anni ci fu Harriet e May e Annmarie e Jean, ci fu Myra e Mary e Patty, ci fu Kathleen e Corine, e ognuna di loro si prese una cotta per quel ragazzo. Corine, la più bella, si sedeva al banco da lavoro nel retrobottega all'inizio di novembre, e lei e il mio fratellino scrivevano gli indirizzi sui cataloghi che il negozio faceva stampare e spediva a tutti i clienti per la stagione degli acquisti natalizi, quando mio padre era aperto sei sere la settimana e tutti sgobbavano come facchini. Se davi a mio fratello una scatola di buste, lui le contava più in fretta di tutti perché le sue dita erano agilissime e perché contava le buste cinque alla volta. Io ficcavo dentro la testa e infatti, cosa stava combinando? Era là che si faceva bello con le buste davanti a Corine. Quel ragazzo, come faceva volentieri tutto ciò che quadrava col fatto di essere il figlio fidato del gioielliere! Era l'elogio preferito di nostro padre: «Fidato». Negli anni nostro padre aveva venduto fedi nuziali agli irlandesi e ai tedeschi e agli slovacchi e agli italiani e ai polacchi di Elizabeth, per la maggior parte comuni lavoratori. La metà delle volte, fatta la vendita, ci invitavano, tutti noi della famiglia, al matrimonio. Alla gente riusciva simpatico: aveva il senso dell'umorismo e teneva i prezzi bassi e faceva credito a tutti, così noi ci andavamo, prima in chiesa, poi ai chiassosi festeggiamenti. C'era la Depressione, c'era la guerra, ma c'erano anche i matrimoni, c'erano le nostre commesse, c'erano i viaggi a Newark in autobus con centinaia di dollari di diamanti nelle buste ficcate nelle tasche dei nostri giacconi. Su ogni busta c'erano le istruzioni per il montatore o il misuratore scritte da nostro padre. C'era la cassaforte marca Mosley alta un metro e sessanta con le fessure per tutti i plateau che mettevamo via con cura ogni sera e toglievamo ogni mattina… E tutto questo formava il nocciolo della vita di quel bravo bambino che era mio fratello -. Gli occhi di Howie tornarono a posarsi sulla bara. - E ora? - chiese. - Forse sarebbe meglio fermarsi qui. Continuare, ricordare altre cose… Ma perché non ricordare? Cos'è un altro gallone di lacrime tra familiari e amici? Quando nostro padre morì mio fratello mi chiese se mi seccava che lui prendesse l'orologio di nostro padre. Era uno Hamilton, fabbricato a Lancaster, Pennsylvania, e secondo l'esperto, il boss, l'orologio migliore che questo paese avesse mai prodotto. Ogni volta che ne vendeva uno, nostro padre non mancava di assicurare al cliente che non aveva mai fatto un errore. «Vede, ne porto uno anch'io. Un orologio molto, molto apprezzato, lo Hamilton. A mio avviso», diceva, «il più importante orologio di fabbricazione americana, nessuno escluso». Settantanove e cinquanta, se ben ricordo. Tutti i prezzi degli articoli in vendita dovevano allora finire con cinquanta. Lo Hamilton aveva una grande reputazione. Era veramente un orologio di gran classe, mio padre amava il suo, e quando mio fratello disse che gli sarebbe piaciuto averlo, non avrei potuto essere più contento. Poteva prendere anche la lente da gioielliere e l'astuccio per i diamanti di nostro padre. Parlo del vecchio e logoro astuccio di pelle che nostro padre portava sempre con sé nella tasca della giacca ogni volta che usciva dal negozio per affari: con dentro le pinzette, e i minuscoli cacciavite e l'anelliera per misurare la grandezza di una pietra rotonda e i foglietti bianchi piegati per i diamanti sciolti. Quei bellissimi oggettini con i quali lavorava e ai quali era tanto affezionato, che teneva in mano e vicino al cuore, eppure decidemmo di seppellire con lui la lente e l'astuccio con tutto il suo contenuto. Teneva sempre la lente in una tasca e le sigarette nell'altra, così gli mettemmo la lente sotto il sudario. Ricordo che mio fratello disse: «A rigore di logica gliela dovremmo incastrare nell'orbita». Ecco cosa può farti il dolore. Ecco quanto eravamo abbattuti. Non sapevamo che altro fare. A ragione o a torto, ci sembrava che non ci fosse altro da fare. Perché quella roba non era solo sua, era lui... Per finire con lo Hamilton, il vecchio Hamilton di mio padre con la corona che giravi ogni mattina per caricarlo e che estraevi per girarla e regolare le sfere… Tranne quando andava a fare il bagno, mio fratello lo portava giorno e notte. Se l'è tolto per sempre solo quarantott'ore fa. Lo ha consegnato all'infermiera per farlo mettere in cassaforte mentre si sottoponeva all'intervento chirurgico che lo ha ucciso. Questa mattina, in macchina, mentre andavamo al cimitero, mia nipote Nancy mi ha mostrato che aveva fatto un altro buco nel cinturino, e ora è lei che porta lo Hamilton per vedere che ore sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Philip Roth ha vinto il Pulitzer Prize nel 1997 per Pastorale americana. Nel 1998 ha ricevuto la National Medal of Arts alla Casa Bianca, e nel 2002 il più alto riconoscimento dell'American Academy of Arts and Letters, la Gold Medal per la narrativa, assegnata in precedenza, tra gli altri, a John Dos Passos, William Faulkner e Saul Bellow. Ha vinto due volte il National Book Award, il PEN/Faulkner Award e il National Book Critics Circle Award. Nel 2005 Il complotto contro l'America ha ricevuto il premio della Society of American Historians per «il miglior romanzo storico di tematica americana» nel periodo 2003-2004. Nel Regno Unito il libro ha vinto il W.H. Smith Award per il miglior libro dell'anno. Philip Roth è così il primo scrittore a vincere due volte il premio, nell'arco dei suoi quarantasei anni di storia. Dal 2005 inoltre Philip Roth è diventato il terzo scrittore americano vivente la cui opera viene pubblicata in forma completa e definitiva dalla Library of America. L'ultimo degli otto volumi è previsto per il 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel catalogo Einaudi: Lamento di Portnoy, Operazione Shylock, Il teatro di Sabbath, Pastorale americana, Ho sposato un comunista, La macchia umana, L'animale morente, Lo scrittore fantasma, Zuckerman scatenato, Chiacchiere di bottega, Zuckerman scatenato, Il complotto contro l'America, Il seno, La lezione di anatomia, L'orgia di Praga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Einaudi.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-1939608420111347798?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/1939608420111347798/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=1939608420111347798' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1939608420111347798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1939608420111347798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/everyman-di-philip-roth.html' title='EVERYMAN di Philip Roth'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-3519281515251154654</id><published>2007-02-16T09:07:00.000-08:00</published><updated>2007-02-16T09:11:55.058-08:00</updated><title type='text'>PHILIP ROTH La vecchiaia è un massacro</title><content type='html'>In «Everyman» assistiamo al declino dell’«alter ego» dell’autore, fra esami clinici e ricadute. &lt;br /&gt;Quando uscì Il lamento di Portnoy, eravamo nel 1969. In Italia la lotta studentesca si era saldata con quella sindacale. Le piazze delle nostre città erano piene di cortei. In letteratura, il Sessantotto aveva spaccato il fronte della Neoavanguardia. Per chi allora era giovane e amava la poesia e il romanzo, si preannunciavano i sei anni più plumbei del secolo.&lt;br /&gt;Dall’America, Philip Roth, allora 36enne, ci mandava invece un grido di liberazione e di vitalità sconvolgente, un romanzo che descriveva private ossessioni sessuali con una freschezza, una autoironia, una cultura, una comicità che a qualcuno, a me per esempio, apparvero grandiose. Eravamo stati intossicati da romanzi-collages, metaromanzi, antiromanzi. Roth rilanciava il potere della scrittura e dell’invenzione, senza rinunciare all’idea della letteratura come grande forma di conoscenza. La psicoanalisi, una delle interpretazioni del mondo e dell’io che nel secolo scorso esercitò la sua ferrea egemonia, veniva usata, certo, ma anche irrisa e trasformata in pretesto per esilaranti scorribande nelle meno ovvie fantasie erotiche dell’uomo occidentale. Chi aveva letto e amato Saul Bellow, Bernard Malamud, Norman Mailer, non poteva che sentirsi a proprio agio con Roth, con la sua cifra irridente e funambolesca. C’era qualcosa di didattico, al fondo di quella esplosione di comicità quasi drammatica, c’era il «professore di desiderio» che iniziava a spiegare sesso e morale, matrimonio e tradimento, ossessione e felicità ai lettori.&lt;br /&gt;Fu un successo clamoroso, ed è continuato. Oggi Roth è il romanziere più premiato d’America. Però riconoscere la voce di Alexander Portnoy nei suoi ultimi libri, nei romanzi brevi che viene pubblicando compulsivamente nei primi anni del nuovo secolo, non è facile. Lessi e apprezzai tempo fa L’animale morente. E oggi ho tra le mani, non senza qualche velato fastidio per una copertina nera e funebre, Everyman, appena uscito da Einaudi (pagg. 123, euro 13,50).&lt;br /&gt;Roth e il suo alter ego, l’intellettuale della East Coast, di origine ebraica, democratico, tormentato dalla famiglia non meno che da una sessualità dirompente, è invecchiato. Si è reso conto che «la vecchiaia non è una battaglia: la vecchiaia è un massacro». Ha coniugato l’età che passa con le malattie che sopravvengono. Ha sentito il corpo perdere colpi, girare a vuoto, ingolfarsi e spegnersi come il motore di una automobile.&lt;br /&gt;Chi legge l’ultimo Roth vede la bellezza oltraggiata, il desiderio reso impotente, il corpo arrendersi a ogni sofferenza e al più irrevocabile declino. In Everyman le prime e le ultime pagine ci mettono di fronte a un cimitero ebraico in stato di semi-abbandono. Qui sono sepolti i genitori del protagonista, qui finisce lui stesso. E, in un andamento a spirale, ora lento ora vorticoso, noi veniamo a conoscenza della sua vita in famiglia, dei suoi rapporti con le tre mogli, con i tre figli, con gli amici e i colleghi di lavoro, con un fratello. Ma soprattutto veniamo a conoscenza del suo destino particolarmente crudele. Nato da genitori longevi, con un fratello che ha una invidiabile salute di ferro, il protagonista di Everyman viene assalito da continue malattie, in un crescendo di analisi, ospedali, interventi, convalescenze e ricadute. Niente ci viene risparmiato: infarti, ictus, prostate, occlusioni alla carotide.&lt;br /&gt;L’ironia e la comicità sono scomparse. Resta il linguaggio, limpido, secco, aderente. Ma niente di più. Il sesso c’è sempre, ma senza nessuna gioia, e anzi travolto dal rimpianto. Leggere mi ha fatto venire l’ansia, il respiro corto. Mi sono ribellato a questa idea di vecchiaia. Mi è tornato alla mente Henry Miller ultra-ottantenne in sedia a rotelle che sfodera il suo talento più allegro per chiedere a Brenda Venus una prestazione sessuale ancora possibile, la passione finale di Ungaretti, amante sino all’ultimo respiro, la foto che mi inviò Ernst Jünger quasi centenario - la tengo da allora sul mio tavolo - che lo ritrae insieme a Borges, statuario nella sua cecità, davanti a due flutes di champagne.&lt;br /&gt;La malattia assale il corpo. Lo contamina, lo disgrega. Ma se uno crede nello spirito, quello si salva, è incorruttibile. La vecchiaia per gli artisti può essere orrenda. Ricordo l’immensa tristezza con cui vidi un film come Ginger e Fred di Fellini, così intriso di solitudine e di disperazione. Per resistere, bisogna avere una idea eroica del proprio declino fisico, compensato da una energia spirituale piena sino alla fine di speranza e di eros. Roth non ce l’ha. Ma si è arreso con onestà e con stile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Conte&lt;br /&gt;il Giornale.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-3519281515251154654?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/3519281515251154654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=3519281515251154654' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3519281515251154654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/3519281515251154654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/philip-roth-la-vecchiaia-un-massacro.html' title='PHILIP ROTH La vecchiaia è un massacro'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4240410001545907830</id><published>2007-02-16T05:52:00.000-08:00</published><updated>2007-02-16T05:59:59.761-08:00</updated><title type='text'>CON PHLIP ROTH SENZA RITORNO</title><content type='html'>Il messo Morte avvisa "Ognuno" che dovrà partire, subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando era ragazzo nella bottega del padre piccolo gioielliere ebreo del New Jersey, il protagonista dell’ultimo romanzo di Philip Roth era affascinato dagli orologi. Crescendo, volle dedicarsi a un’attività che gli consentisse di creare qualcosa di concreto con le mani, e sentendosi portato alla pittura, ma essendo al contempo troppo prudente per fare l’artista, si dedicò alla grafica pubblicitaria. Il suo mito, derivato dal genitore, era stato lo Hamilton, «il più importante orologio di fabbricazione americana, nessuno escluso», prodotto a Lancaster, Pennsylvania: settantanove dollari e cinquanta, e mai un errore. Lo Hamilton, che non pretende di spiegare il tempo ma che orgogliosamente si pone l’obiettivo di misurarlo in modo impeccabile, è la perfetta metafora di questo libro allegorico fin dal titolo.Everyman, «ognuno», è naturalmente l’uomo qualunque che nell’antica moralità non si sa se inglese o olandese (i testi nelle due lingue, identici, sono coevi), celebre comunque nella versione tedesca «Jedermann» ogni anno in scena a Salisburgo, si sente annunciare da un messo a nome Morte che dovrà partire, subito, per un viaggio senza ritorno, e incontra grandi difficoltà a trovare chi sia disposto ad accompagnarlo. Bellezza, Forza, Ragione, lo abbandonano come Ricchezza, Parentela ecc.: solo Buone Opere resta al suo fianco fino all’ultimo, e con l’aiuto di Misericordia Divina riesce a ottenergli il perdono. Come in tutta l’arte medievale, l’insegnamento astratto è porto con un grande realismo dei particolari, e i dialoghi del protagonista con gli amici che si defilano sono vivacissimi.Altrettanto realistico è Philip Roth nel racconto del trapasso del suo personaggio, anche se, a differenza dell’autore anonimo, non ha una morale da offrire - può solo presentare i fatti con tutta l’obiettività possibile, nonché, beninteso, con una magistrale padronanza del proprio mezzo espressivo. La storia comincia col funerale del protagonista, del quale non apprenderemo mai il nome - che ci rendiamo conto di ciò solo a cose fatte è già una prova di grande virtuosismo dello scrittore, in inglese parlare con naturalezza di qualcuno o con qualcuno senza nominarlo è quasi impossibile -, funerale al quale partecipano elementi di famiglie delle quali costui ha fatto parte ma dalle quali si era estraniato. Dai brevi elogi funebri cominciamo ad apprendere su di lui dettagli che in seguito squarci di rievocazioni amplieranno: infanzia e adolescenza in un piccolo centro; tirocinio nel mestiere paterno; carriera professionale di qualche soddisfazione; confuse aspirazioni verso un miglior contatto con la natura sfogate solo in certe lunghe nuotate quotidiane; una vampata di sensualità intorno ai cinquant’anni - torridi accoppiamenti con una segretaria; tre mogli molto diverse tra loro, di cui l’ultima, una svedese troppo giovane e molto sexy, causa del fallimento del secondo matrimonio, si rivela disastrosamente inadeguata quando in anticipo sulle proprie aspettative, ossia avendo da poco passato i sessantacinque anni, il nostro eroe comincia ad avere problemi circolatori e quindi a subire frequenti interventi chirurgici.&lt;br /&gt;UN UOMO QUALUNQUE&lt;br /&gt;Nella parabola di questo uomo qualunque che si interroga sul perché gli stia accadendo quello che gli accade, parabola e uomo che per qualche verso possono richiamare un altro grande archetipo ebraico-americano, Morte di un commesso viaggiatore, Roth intesse molti simboli che agiscono sul lettore a livello subliminale. La parola Everyman, per esempio, è nell’insegna della bottega di gioielliere dove la storia ha inizio; e verso il finale, dopo aver casualmente citato la tragedia, il protagonista come Amleto, ossia l’Ognuno dei tempi moderni, entra in un cimitero e dialoga con un becchino che sta scavando la fossa e che gli fa volentieri la descrizione della propria attività. Qui campeggia la tipica, irresistibile attenzione di Roth per il fatto tecnico che già gli dettò pagine memorabili, vedi la lavorazione dei guanti nel suo capolavoro Pastorale americana. La presenza nelle ultime pagine di questo cordiale Caronte negro (che almeno a me richiama il finale di un’altra commedia di Miller, Giù dal Monte Morgan, dove tale funzione è svolta da un’infermiera di colore) introduce nell’apologo una nota di accettazione forse non lontana dalla serenità.&lt;br /&gt;Masolino D'Amico,  La Stampa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4240410001545907830?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4240410001545907830/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4240410001545907830' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4240410001545907830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4240410001545907830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/con-phlip-roth-senza-ritorno.html' title='CON PHLIP ROTH SENZA RITORNO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4570081160615823839</id><published>2007-02-16T05:24:00.000-08:00</published><updated>2007-02-16T05:43:39.065-08:00</updated><title type='text'>"EVERYMAN", la vita a perdere secondo Phlip Roth</title><content type='html'>&lt;strong&gt;C'è un passaggio del libro, più o meno alla fine che è forse il punto d'arrivo della tristezza senza illusioni dell'ultimo libro di Philip Roth, Everyman (tr. it. V. Montanari, Einaudi, 13,50 euro): "Mio Dio, che uomo ero una volta! Che vita avevo intorno! Che forza avevo dentro! Una volta ero completo: ero un essere umano". Un uomo invecchiato, sopravvissuto a sei o sette interventi chirurgici, tre matrimoni, due figli che non lo hanno mai perdonato. Imballato dal senso di colpa nel vedere la fatica che fa la figlia, separata con una bambina, a tirare avanti. Che ha sepolto padre e madre, una moglie da cui era separato, un'allieva promettente e piena di vita. Che ha vissuto a New York e poi è fuggito per paura degli attentati sentendosi ancora inadeguato per questa sua vocazione alla sopravvivenza e che importa se gli altri rimangono là? Un uomo che ha tradito la moglie e, scoperto, ha sposato l'amante perché sembrava la cosa giusta. Che vede il suo corpo andare in malora, i vecchi amici con i quali era partito alla conquista del mondo ingrassare e spegnersi, che si eccita per una ragazza che fa jogging sulla spiaggia ma non riesce a trovare le parole giuste per far dimenticare il suo aspetto. Un uomo che tira un bilancio. E nessun conto torna. Una figura familiare. Questo libro è vivamente sconsigliato a chi attraversa una fase bassa della vita. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dario Olivero, Google news&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4570081160615823839?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4570081160615823839/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4570081160615823839' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4570081160615823839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4570081160615823839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/everyman-la-vita-perdere-secondo-phlip.html' title='&quot;EVERYMAN&quot;, la vita a perdere secondo Phlip Roth'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-1361305864877839563</id><published>2007-02-05T06:01:00.000-08:00</published><updated>2007-02-06T15:39:23.984-08:00</updated><title type='text'>LE SORPRENDENTI CRITICHE AL PAPA IN OCCASIONE DEL BARBARO ASSASSINIO DI UN POLIZIOTTO A CATANIA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La critica di Pippo Baudo, rivolta al Papa per non aver detto nulla all’Angelus di domenica scorsa sull’uccisione del povero poliziotto Filippo Raciti, richiama la recente uscita di Romano Prodi sulla sua intenzione di trovare un accordo con la Santa Sede sulle questioni dell'accanimento terapeutico. Immaginiamo per un attimo quale reazione queste prese di posizione avrebbero suscitato nell’opinione pubblica di nazioni come Francia, Germania, Inghilterra. Che ne dite di uno Chirac, o di un Sarkozy, che chiede al Papa di concordare una legge, o di intervenire sui disordini delle periferie parigine? Impensabile! In Italia avviene. Pippo Baudo è un ottimo professionista, ha personalità, ha carisma nel mondo della televisione e dello spettacolo, riscuote l’unanime affetto degli italiani; compreso il mio: l’ho visto all’opera, di presenza, al Festival Pucciniano di Torre del Lago alcuni anni fa: ne ho ammirato la scioltezza, la comunicativa, l’autorevolezza. Ha il carattere di una parte dei siciliani; l’impulsività e la reazione emotiva qualche volta gli giocano dei brutti tiri: non gli ha nemmeno sfiorato il cervello l’idea di non poter insegnare il mestiere ad un’autorità universale come quella del Papa, né l’ossequio implicito, pur nell’irritazione, contenuto nella sua lamentela, verso un potere politico ritenuto al di sopra o a fianco dello Stato. Però non si può dire che la sua sparata sul silenzio del Santo Padre riguardo al barbaro assassinio di Catania non interpreti il sentimento popolare. Gli italiani si aspettavano una parola dal Papa perché riconoscono in lui un’autorità che oltrepassa il campo prettamente spirituale di una religione. Si portano dietro il complesso di Porta Pia: non si perdonano il consenso accordato alle cannonate del 20 settembre. Il Papa per oltre un millennio, dopo la caduta di Roma, è stato l’unico vero monarca italiano, di un’Italia umiliata e disunita, in grado di confrontarsi con lo strapotere degli imperatori e dei capi degli stati nazionali europei. Tutti i popoli sono figli della propria storia. A distanza di centoquaranta anni il legame che univa il popolo al suo antico re e protettore è sempre vivo e riconoscibile. Il sistema democratico, dal dopoguerra in poi, ha esaltato questo legame. Il sentimento di rispetto e di sottomissione morale al Pontefice è maggioritario nel paese e attraversa tutte le forze politiche; Romano Prodi coscientemente e Pippo Baudo impulsivamente ne danno testimonianza.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-1361305864877839563?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/1361305864877839563/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=1361305864877839563' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1361305864877839563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1361305864877839563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/come-interpretare-le-critiche-di-pippo.html' title='LE SORPRENDENTI CRITICHE AL PAPA IN OCCASIONE DEL BARBARO ASSASSINIO DI UN POLIZIOTTO A CATANIA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6470399462591934930</id><published>2007-02-02T17:06:00.000-08:00</published><updated>2007-02-02T17:07:53.989-08:00</updated><title type='text'>SULLA PENA DI MORTE</title><content type='html'>Sul settimanale online “Girodivite-Segnali dalle città invisibili”, edito a Catania, è apparso un interessante articolo sulla pena di morte di Thierry Avi.&lt;br /&gt;Questo è il mio commento.&lt;br /&gt;“Sono da sempre contro la pena di morte, per tutte quelle ragioni che ormai formano una letteratura sterminata. Vorrei continuare ad esserlo. Poi si viene a sapere di certi efferati asassinii, ad esempio come quelli di Erba. Assassinii plurimi perpetrati con lucida premeditata ferocia, per motivi futili o abietti. Allora tutti i discorsi sul cammino della civiltà attraverso i millenni, ecc. cominciano ad appannarsi, mentre si staglia nitida dinanzi alla nuda coscienza la figura di una dea implacabile e fredda: la Giustizia. Quattro vite umane, compresa quella di un bambino, nel nostro caso, la reclamano disperatamente, gridano giustizia. Allora i traguardi di secoli di evoluzione culturale e di crescita civile vacillano di fronte ad una verità incontrovertibile: il principio di giustizia non muta; la commisurazione della pena alla entità del crimine è ineludibile. Non c’entrano più l’umanità della pena e la redenzione del reo. Siamo a tu per tu con quella dea terribile che si erge decisa nello scenario spesso confuso della nostra coscienza. E’ sufficiente la privazione della libertà? Non credo, per come viene applicata dalla legislazione italiana.”&lt;br /&gt;Sono seguite le seguenti osservazioni da parte del sig. Riccardo Ricciardini:&lt;br /&gt;“Caro Antonio, tu dici che la galera non basta, che vuoi di più, che ritieni indispensabile la pena di morte. Il tutto partendo dall'affermazione che sei contrario. Ma se non lo sei perché cominci dicendo che invece sei contrario?”&lt;br /&gt;La mia risposta:&lt;br /&gt;“Caro Riccardo Ricciardini, hai ragione a far notare una certa contraddittorietà in quel che ho scritto. Di fronte all’orrore di una strage come quella di Erba la mia vecchia convinzione nel definire la pena di morte come delitto di Stato ha subito una forte scossa, ha vacillato. Ecco, con le mie parole ho voluto rendere (forse non riuscendovi) il senso di questo vacillamento. Ammetterai che qualche volta affiorano dalla coscienza delle domande angosciose: la soppressione di quattro vite umane è uno di questi momenti; in questo caso la domanda, oltre che angosciosa, è imperiosa. Quando parlo di dea fredda e implacabile mi riferisco alla giustizia e non alla morte o alla pena di morte; poi accenno al problema drammatico della commisurazione della pena all’entità del delitto (infatti il simbolo della giustizia è la bilancia). Alla fine compio un azzardo: in un caso come quello di Erba basta la privazione della libertà per come è praticata nel nostro sistema carcerario? Cioè nei modi, un po’ all’italiana, consueti per condannati colpevoli di illeciti di media odiosità. Per assassini così feroci non andrebbe pensato un regime carcerario più rigoroso? Posso pormi questa domanda? Grazie per le cortesi osservazioni. Saluti cordiali. Antonio Carollo”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6470399462591934930?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6470399462591934930/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6470399462591934930' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6470399462591934930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6470399462591934930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/sulla-pena-di-morte.html' title='SULLA PENA DI MORTE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-4083394701635270843</id><published>2007-02-02T05:36:00.000-08:00</published><updated>2007-02-02T05:37:25.988-08:00</updated><title type='text'>CENTRALE, CHE FARE?</title><content type='html'>Nel suo bel blog “abicinema-versilia.splinder.com” il giornalista Umberto Guidi si domanda:”Centrale, come finirà?” Ovviamente non ho la risposta. Provo, da cattolico, con molti sensi di colpa verso una fede che m’inculcò da bambino mia madre, e da laico, per tutto ciò che riguarda la sfera pubblica, a venire a capo di un intrico che interessa da vicino la cittadinanza. La Chiesa è proprietaria dell’immobile. Con sensibilità e, direi, con senso civico in quanto consapevole della qualità del servizio svolto alla comunità, in quel locale, dalla famiglia Carmignani, per decenni si è come spogliata dei suoi diritti. Ha lasciato il godimento del bene alla collettività, percependo un fitto certamente non in linea con i prezzi di mercato. Adesso è venuta nella determinazione di impiegare quel capitale, nel frattempo cresciuto di valore a dismisura, in opere più conformi alla sua alta missione in seno alla comunità viareggina. Questa legittima e, oserei dire, doverosa pretesa, per un’istituzione dedita al fare, più che a vivere di rendita, si scontra con un interesse pubblico consolidato: il Centrale, per merito dei Carmignani, è uno dei luoghi di cultura di Viareggio, entrato nell’immaginario e nella storia dei suoi cittadini. Da qui l’esigenza obiettiva di salvaguardare il tradizionale uso di un bene che è divenuto patrimonio ideale della collettività. Il Comune in questa vicenda , a mio avviso, non può che assumere un ruolo di mediazione, senza atteggiamenti di parte, che offuscherebbero la sua natura di ente rappresentativo dell’intera cittadinanza; in particolare, secondo me, dovrebbe promuovere la costituzione di una public company (azionariato popolare) che provvedesse ad acquistare l’immobile del Centrale. E’ da scartare l’ipotesi di un acquisto diretto da parte del Comune: non si può accollare l’onere di un servizio a domanda individuale a tutti i contribuenti. Se la stragrande maggioranza dei cittadini ha a cuore le sorti del Centrale, diamole la possibilità di tradurre questo ‘interesse’ in un concreto intervento sottoscrivendo una quota di azioni della nuova società. In questo modo la Chiesa, col ricavato della vendita dell’immobile, sarebbe messa nelle condizioni di conseguire gli obiettivi prefissati di un migliore svolgimento della sua missione pastorale e la popolazione, almeno la parte più sensibile all’aspetto affettivo e culturale della vicenda, avrebbe la possibilità di dimostrare nei fatti la voglia di conservare per sé e per le prossime generazioni un luogo cult dove ritrovarsi per godere di spettacoli di qualità.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-4083394701635270843?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/4083394701635270843/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=4083394701635270843' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4083394701635270843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/4083394701635270843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/02/centrale-che-fare.html' title='CENTRALE, CHE FARE?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6918463969399618970</id><published>2007-01-28T06:25:00.000-08:00</published><updated>2007-01-30T01:25:37.226-08:00</updated><title type='text'>CENTRALE, COME FINIRA'?</title><content type='html'>Dal blog &lt;em&gt;abicinema-versilia.splinder.com&lt;/em&gt; di Umberto Guidi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica, 28 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Centrale, come finirà?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lo sfratto del cinema Centrale è stato evitato, con una proroga (l'ultima?) che fissa l'esecuzione al 1° giugno. Rallegriamocene. Dalle dichiarazioni del sindaco Marcucci si deduce che la giunta comunale sia orientata a separare le sorti dell'attuale gestore, Mario Carmignani, da quella della sala. Sembra di capire che una possibile soluzione di compromesso passi attraverso la liquidazione del Carmignani, forse inviso alla proprietà. Per il resto, lo sbocco finale si mostra abbastanza incerto. Se il Comune (attraverso la Patrimonio srl) acquistasse il Centrale, è chiaro che non può 'donarlo' all'attuale gestione. Tuttavia mi sembra che Mario Carmignani (la cui famiglia gestisce la sala dal 1948) abbia acquisito qualche merito e anche qualche diritto. L'attuale gestore è subentrato al padre nel 1978 e da allora ha sempre orientato la programmazione verso il cinema di qualità. Questo conterà pure qualcosa. Se invece il Comune non comprasse la sala ma 'convincesse' la parrocchia a non ridurre il cinema a una saletta da 100 posti, rimarrebbe in piedi il problema della programmazione. Anche se conservasse 200 o più posti, se il Centrale diventasse un cinema parrocchiale, non credo che sarebbe la stessa cosa. Che ne pensate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commenti&lt;br /&gt;&lt;a onclick="mw=openWin('http://www.splinder.com/myblog/comment/reply/10733533?blog=www.abicinema-versilia.splinder.com', mw); return false;" href="javascript:void(0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="permalink di questo commento" href="http://www.abicinema-versilia.splinder.com/post/post/10733533#comment-28861842"&gt;#1&lt;/a&gt; 28 Gennaio 2007 - 12:29&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno, quello che penso io: 1- il Comune di Viareggio si DEVE mobilitare a cercare soluzioni alternative e VALIDE: il 1 giungo arriva velocemente. 2- Tali soluzioni devono essere accessibili, accattivanti e intelligenti 3- i gestori del Cinema Centrale hanno tutto il merito a rimanere nei loro ruoli. Quindi: che sia in via Battisti o in altro posto, nello stabile di proprietà di S. Andrea o del Comune o del sig. Carmignani: l'attività del Cinema Centrale e la sua programmazione non devono finire. A chi di dovere valutare l'importanza del Cinema Centrale e della sua gestione. Una cosa è certa: se S.Andrea reclama con ardore la saletta, un motivo (che io non so) ci deve essere, quindi sperare che poi la vita del Cinema non ne risenta è inutile. Un saluto, Alessandra&lt;br /&gt;&lt;a title="Blogger :AleLuna" href="http://www.splinder.com/profile/AleLuna"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="La mia homepage: http://lamezzaluna.splinder.com" href="http://lamezzaluna.splinder.com/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Contattami" href="http://www.splinder.com/profile/AleLuna/contact"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente." href="http://www.splinder.com/mediablog/AleLuna"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Blocca questo utente" onclick="javascript:document.blockUser.elements[0].value='AleLuna';document.blockUser.submit(); return false" href="http://www.abicinema-versilia.splinder.com/post/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;AleLuna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a id="comment-28864706" title="permalink di questo commento" href="http://www.abicinema-versilia.splinder.com/post/post/10733533#comment-28864706"&gt;#2&lt;/a&gt; 28 Gennaio 2007 - 14:02&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Umberto, sottoscrivo quello che dice AleLuna. Aggiungo: il Comune dovrebbe tentare di acquistare il locale e subito dopo promuovere la costituzione di una pubblic company a cui rivenderlo. Se la questione sta a cuore (giustamente) a tanta gente, le si dia la possibilità di tradurre questo 'interesse' in un concreto intervento, sottoscrivendo una quota di azioni della nuova società. Il limite da porre per ogni sottoscrizione, riconducibile ad una persona o ad un'impresa, a mio avviso, non dovrebbe superare il 2-3 per cento del capitale. La pubblic company dovrebbe, poi, riconfermare l'affidamento della gestione alla famiglia Carmignani. Credetemi, la mia non è una suggestiva fantasia; tutto dipende dalla voglia della cittadinanza di non vedersi privata del Cinema Centrale e dalla grinta e dall'abilità politico-amministrativa dell'Amministrazione comunale, supportate con convinzione dalla mobilitazione delle forze politiche. Qualcuno potrebbe ripetere il solito ritornello "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare", standosene a guardare. Sì, è vero, niente è facile. Però smettiamola di aspettarci tutto dagli altri. La folla, che si è radunata l'altro giorno per protestare contro lo sfratto, dia una svolta a questo suo movimento. Non mi sembra neanche giusto che la Chiesa rinunci per l'eternità all'utilizzo del valore in denaro delle sue immobilizzazioni edilizie; diamole la possibilità di impiegare il ricavato del prezzo di mercato del Centrale in opere più congeniali alla sua alta missione nella nostra comunità. Accetta da me un "BRAVO" per il tuo impegno. Ciao, Antonio&lt;br /&gt;&lt;a title="Blogger :soprana" href="http://www.splinder.com/profile/soprana"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="La mia homepage: http://trabia.splinder.com" href="http://trabia.splinder.com/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Contattami" href="http://www.splinder.com/profile/soprana/contact"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente." href="http://www.splinder.com/mediablog/soprana"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Blocca questo utente" onclick="javascript:document.blockUser.elements[0].value='soprana';document.blockUser.submit(); return false" href="http://www.abicinema-versilia.splinder.com/post/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;soprana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6918463969399618970?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6918463969399618970/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6918463969399618970' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6918463969399618970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6918463969399618970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/centrale-come-finira.html' title='CENTRALE, COME FINIRA&apos;?'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-8254019201707553425</id><published>2007-01-23T14:48:00.000-08:00</published><updated>2007-01-25T01:14:13.647-08:00</updated><title type='text'>I GIOVANI E LA POLITICA</title><content type='html'>La bloggheria è un mondo straordinario dove specie i giovani scatenano la loro creatività. I meno giovani come me credo abbiano molto da imparare da loro. In uno dei Website più sfolgoranti per intelligenza e satiresca brillantezza mi sono imbattuto in un dialogo a colpi di post sulle condizioni non certo esaltanti di strade e piazze della Città. Ad un certo punto è venuta fuori la proposta di andare ad assistere alle sedute del consiglio comunale per conoscere meglio i problemi della comunità. L'idea è piaciuta e adesso diversi giovani si stanno organizzando per ritrovarsi tra il pubblico del consiglio.&lt;br /&gt;Il sottoscritto, tronfio per la sua esperienza di lavoro e di vita, si è permesso di rifilare loro questa specie di sermone certamente non degno, come altri, di eventuale risonanza televisiva cittadina.&lt;br /&gt;“Ragazzi, è apprezzabile il vostro interesse per i problemi della Città. Non si può dire così di tutti i giovani. Molti pensano solo a divertirsi e alla loro vita privata, come del resto è giusto che sia alla loro età. Assistere ai lavori del consiglio comunale, rendersi conto di ciò che è al centro del dibattito cittadino è un bel passo avanti. Ho paura però che i metodi in uso e le procedure più o meno complesse, le lentezze, l’opinabilità, a volte, delle idee espresse dai consiglieri finiscano per provocare in voi stupite delusioni e sortiscano l’effetto contrario: quello di allontanarvi viepiù dalla politica. Il modo migliore, a mio avviso, per incanalare questa vostra ‘rabbia’ e renderla effettivamente produttiva di risultati, anche se non immediati, è scegliersi un partito che abbia un Dna in sintonia con i propri pensieri e i vostri orientamenti, ed iscriversi . Badate, è dura anche lì. Non è tutto rose e fiori. C’è da lottare per affermare le proprie idee. Le incrostazioni egoistiche esistono, ma non tutto è negativo. Il partito dà spazio al dibattito e al contributo di tutti. Avrete la possibilità di conoscere a fondo certi risvolti di pronunciamenti, fatti, posizioni, atteggiamenti, ipocrisie, miserie, e pure generosità, impegno, sacrificio, lungimiranza, disinteresse. Tutti elementi di crescita umana e culturale. La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia quotidiana per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente, dominata da avidità e sete di potere. Non sempre le parole volano via; possono essere anche pietre, macigni. Ricordatevi che il semplice fatto della vostra stessa presenza toglie spazio e ossigeno a coloro che usano la politica per fini strettamente personali.Adesso mi fermo, un sermone è sempre un sermone, anche se non è fatto da un presidente ma da un modest’uomo qualunque quale io sono. Ciao.Antonio”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-8254019201707553425?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/8254019201707553425/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=8254019201707553425' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8254019201707553425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/8254019201707553425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/i-giovani-e-la-politica.html' title='I GIOVANI E LA POLITICA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-6084146191711146101</id><published>2007-01-23T04:09:00.000-08:00</published><updated>2007-01-23T04:18:28.716-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>IN MARGINE AD UNA INTERVISTA A PIERO GRASSO, procuratore nazionale antimafia, apparsa sul settimanale online “Girodivite”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Procuratore, all’intervistatore Francesco Verrico che gli chiede quali sono le condizioni per realizzare il sogno di una Sicilia senza mafia, risponde: “Quando…si incomincerà ad avere la collaborazione di tutte quante le istituzioni dello Stato e tutti i cittadini faranno la loro parte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio commento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile Direttore, qualche anno fa ho avuto modo di ascoltare il dott. Piero Grasso, ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo, in occasione della Festa del Prc a Viareggio. Da quel dibattito sulla mafia ricordo di aver tratto l’impressione sorprendente di un’amabile e garbata conversazione tra amici perché sapevo, e so, con quanto impegno questo valoroso magistrato svolge il proprio lavoro. Adesso, leggendo l’intervista, mi è tornato il medesimo pensiero. Non conosco da vicino il dott. Grasso; questa sua maniera di porgere farà parte, penso, di un carattere portato naturalmente all’affabilità. La materia trattata, però, appartiene ad una realtà orribile. Sappiamo che le forze dell’ordine e la magistratura fanno quanto è in loro potere; noi cittadini non ci rendiamo sufficiente conto del coraggio e del sacrificio di questi uomini. Ma bisogna anche constatare l’inutilità di ripetere le solite formule, o invocazioni, per un’assunzione di responsabilità da parte di istituzioni e cittadini. Lo Stato e la classe dirigente, invece, a mio avviso, dovrebbero lavorare affinché questo risultato possa realizzarsi effettivamente. Un costume secolare, una cultura, la brutale paura, il senso di fatalità e d’impotenza non sono cose che si cancellano con la sola buona volontà dei singoli. Occorrerebbero un grande sforzo d’analisi, una lucidità di visione, una straordinaria intelligenza nella ricerca dei rimedi possibili, l’entusiasmo di operare per la realizzazione di un ideale; tutte cose che, in questa società dedita all’effimero e alla lotta continua per la conquista e il mantenimento del potere, non riesco neanche ad immaginare. Con i più cordiali saluti. Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-6084146191711146101?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/6084146191711146101/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=6084146191711146101' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6084146191711146101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/6084146191711146101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/in-margine-ad-una-intervista-piero.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-1069856040731123526</id><published>2007-01-18T12:03:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T06:29:19.417-08:00</updated><title type='text'>NOVITA' ALLA PREMIAZIONE DI CLAUDIO MAGRIS</title><content type='html'>Quest’anno non si può dire che il 16 gennaio, 97° anniversario della nascita di Mario Tobino, sia stato un evento commemorativo di routine. “Un libro per l’inverno”, segnalazione-premio in nome di Tobino ideato da Enzo Siciliano, all’improvviso è diventato “Premio Letterario Viareggio-Tobino”. Così oggi abbiamo due “Premio Letterario Viareggio”: uno intestato a Leonida Repaci e l’altro a Mario Tobino. Sono convinto che l’arte dello scrittore viareggino meriti questo ed altro; lo leggo e ogni volta m’incanta. Però mi sembra che sia stata messa in gioco l’identità stessa del Premio ignorando la sua prestigiosa tradizione. Repaci vivo, a quest’ora saremmo a far la cronaca di una clamorosa lite in tribunale. Ma le novità nella mattinata al Teatro Eden non si sono fermate qui. La neo presidente Rosanna Bettarini, non ha dichiarato Claudio Magris vincitore del neonato Premio Letterario Viareggio-Tobino ma lo ha proclamato solennemente, al termine della lettura della motivazione, “Autore dell’anno 2007”. Mi sorge spontanea qualche domanda: di quali poteri si è servita per una così impegnativa proclamazione? Ha in tasca per caso gli esiti di consultazioni tra appartenenti al mondo letterario italiano o tra semplici lettori? Non è perlomeno azzardato operare una scelta di questo genere nei primi giorni dell’anno?&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-1069856040731123526?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/1069856040731123526/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=1069856040731123526' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1069856040731123526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/1069856040731123526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/novita-alla-premiazione-di-claudio.html' title='NOVITA&apos; ALLA PREMIAZIONE DI CLAUDIO MAGRIS'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-7690438066342936432</id><published>2007-01-16T14:08:00.000-08:00</published><updated>2007-01-16T14:18:58.704-08:00</updated><title type='text'>CLAUDIO MAGRIS IL PRIMO VINCITORE DEL PREMIO VIAREGGIO-TOBINO</title><content type='html'>Il nuovissimo Premio Letterario Viareggio-Tobino ha fatto il suo debutto incoronando un grande: Claudio Magris. E' curioso che un premio nasca per filiazione da un altro premio: nel caso nostro, dal Premio Letterario Viareggio-Repaci (in pratica uno sdoppiamento; il compianto Enzo Siciliano, volendo ugualmente onorare Mario Tobino, si era limitato a inventare il Premio “Un libro per l’inverno”, a lui intestato). Al Teatro Eden di Viareggio, di fronte ad un numeroso pubblico, formato da appassionati e da scolaresche, si è innanzitutto festeggiato un ospite d'eccezione: Mario Monicelli, reduce dall'aver diretto in Tunisia “Le rose del deserto”, ispirato, tra l'altro, al libro di Tobino “Il deserto della Libia”. Monicelli, interrotto diverse volte da applausi, ha parlato dei suoi incontri da ragazzo con Tobino in Passeggiata, della sua simpatia umana, delle sue battute pronte e intelligenti, della sua predisposizione verso la vita. La sua prosa, ricca di guizzi di lessico e di sintassi, è molto personale. L'idea del film gli è venuta, dice, constatando che il cinema non ha mai trattato le vicissitudini della seconda guerra mondiale. Il libro di Tobino lo ha molto stimolato; è pieno di ironia, di spirito corrosivo; i personaggi sono sempre sopra le righe. Per il film ha utilizzato anche la sua esperienza in precedenti viaggi in Africa e un episodio di un libro di guerra di Giancarlo Fusco. Le figure del siciliano inselvatichito, un bruto, con tante mogli, e del frate che ha un rapporto tutto personale col buon Dio si riferiscono a tipi da lui veramente incontrati. Il film è andato bene. Si dice felice che la sua attività di regista abbia un bel riscontro tra i cittadini di Viareggio.&lt;br /&gt;Alba Donati, segretaria letteraria del Premio, parla della poesia di Tobino; in particolare del libro “Asse di picche”. Legge le poesie “Non si estinguono” e “Tra queste tende”. Si può dire che la prima contenga tutti i temi della sua narrativa. Il luogo per Tobino è importante: il piazzone, Vezzano Ligure, Maggiano. E' uno scrittore delle comunità, la comunità dei soldati in Libia, la comunità dei parenti a Vezzano (“La brace dei Biassoli”), la comunità degli antifascisti (“Il clandestino”), la comunità dei matti (“Le libere donne di Magliano”). La seconda sta al vertice delle poesie di guerra. Gli storici della letteratura hanno difficoltà a dare a Tobino una collocazione. Tra i vari movimenti del Novecento è impossibile classificarlo. Per Tobino bisogna creare un capitolo a parte, come per Sandro Penna. Garboli lo considerava uno scrittore di assoluta solitudine.&lt;br /&gt;L'ultima parte della manifestazione è dedicata alla premiazione di Claudio Magris. La presidente del Premio, Rosanna Bettarini, legge la motivazione scritta di suo pugno. Parla di impegno civile condensato nell'ultimo libro “La storia non è finita”; di scrittura limpida e densa che fonde saggistica e narrazione; di tratto affabile e raffinato che porta il lettore ad interrogarsi e a riconoscersi come parte di una società in perenne trasformazione. Pioniere nella riscoperta della letteratura austriaca, lo scrittore triestino è alla ricerca della consapevolezza necessaria per affrontare il futuro, studia il passato rimanendo immerso nel dramma del presente. Con “Danubio” e “Microcosmi” Magris è l'artefice di una nuova formula narrativa mista tra cultura, società e natura. Alla fine Rosanna Bettarini, a sorpresa, anziché procedere alla sola assegnazione del Premio, proclama Claudio Magris “Autore dell'anno 2007”. Il Premio, consistente in una litografia di Lorenzo Viani e in un assegno, viene consegnato da Mario Monicelli.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-7690438066342936432?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/7690438066342936432/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=7690438066342936432' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7690438066342936432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/7690438066342936432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/claudio-magris-il-primo-vincitore-del.html' title='CLAUDIO MAGRIS IL PRIMO VINCITORE DEL PREMIO VIAREGGIO-TOBINO'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-50183740923878197</id><published>2007-01-08T13:16:00.000-08:00</published><updated>2007-01-08T13:20:25.684-08:00</updated><title type='text'>COSTI DELLA POLITICA E CONSIGLIERI DI CIRCOSCRIZIONE</title><content type='html'>“Much ado about nothing”. Molto rumore per nulla. Certo, scomodare Shakespeare per le questioni del costo della politica è senz’altro eccessivo; quel celebre titolo, però, calza a pennello. Effettivamente si rischia che le finalità delle nuove norme della Finanziaria sul contenimento di questo tipo di spese cadano nel nulla o quasi. Una cosa è sicura: non si combatte questa battaglia tagliando semplicemente gli emolumenti a presidenti e consiglieri di circoscrizione dei comuni non capoluoghi di provincia; e neanche riducendo compensi e numero di amministratori delle società pubbliche (del resto si tratta di norme difficilmente applicabili, per queste ultime, viste le clausole di salvaguardia inserite). Il costo della politica, a mio avviso, si riduce principalmente intervenendo sull’incredibile crescita del numero delle società inutili. Nella sola Viareggio (piccola città di 60.000 abitanti) da due si è passati a 10/11 società; addirittura se ne sono create anche di operanti a Cuba e in Polonia. Si rendono conto i nostri legislatori delle conseguenze di un simile permissivismo? dell’enormità degli sprechi in atto? Regione per regione di società superflue se ne contano centinaia. Dove sono finiti tutti i bei discorsi di lotta al clientelismo e alle tante incrostazioni parassitarie parapolitiche? Sia chiaro: lo strumento di un’azienda per la gestione di un vero servizio pubblico locale reso direttamente alla popolazione conserva tutta la sua validità. Bisogna intervenire sugli abusi. Sarebbe il primo passo verso il recupero di credibilità per una classe politica ormai così drammaticamente distante da una popolazione sempre più scettica, indifferente e a volte sprezzante nei suoi confronti.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-50183740923878197?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/50183740923878197/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=50183740923878197' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/50183740923878197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/50183740923878197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/costi-della-politica-e-consiglieri-di.html' title='COSTI DELLA POLITICA E CONSIGLIERI DI CIRCOSCRIZIONE'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116778461947809541</id><published>2007-01-02T13:53:00.000-08:00</published><updated>2007-01-03T05:37:13.586-08:00</updated><title type='text'>Auguri</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Per un felice Anno Nuovo auguro alla Città di Viareggio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- &lt;/em&gt;Che i partiti politici dimostrino una maggiore sensibilità&lt;br /&gt;democratica attraverso una più puntuale percezione di esigenze, bisogni, desideri per una lungimirante impostazione di strategie e indirizzi in stretto rapporto con la popolazione.&lt;br /&gt;- Che il consiglio comunale svolga effettivamente il suo ruolo di&lt;br /&gt;indirizzo e di controllo evitando di adagiarsi sull'umiliante&lt;br /&gt;posizione di organo di ratifica.&lt;br /&gt;- Che il consiglio comunale approvi presto il regolamento per lo svolgimento dei referendum per rendere effettivo il diritto dei cittadini ad intervenire sui problemi più importanti della città.&lt;br /&gt;- Che l'Amministrazione comunale adotti provvedimenti decisivi per&lt;br /&gt;scoraggiare la speculazione edilizia e scongiurare lo sconvolgimento delle tradizionali e peculiari caratteristiche della città; per assecondare al massimo la sua vocazione turistica; per migliorare le condizioni di vivibilità dei cittadini. In particolare: faccia una riflessione sui possibili danni che sicuramente produrrà l'attenuazione dei vincoli di tutela dei viali a mare (vedi vendita dei diritti di superficie della Passeggiata), visti i disastrosi precedenti riguardanti lo scempio del &lt;em&gt;Liberty&lt;/em&gt; lungo gli stessi viali; salvaguardi l'integrità, la fruibililità e il fascino dello storico quartiere della Darsena evitando di farlo attraversare dal cosiddetto asse di penetrazione; dedichi maggiore attenzione e risorse alle manutenzioni e all'aspetto estetico di vie e piazze, all'igiene pubblica, alla cura dell'inestimabile patrimonio rappresentato dalle pinete che, insieme alle spiagge, al porto turistico, alla Passeggiata fanno di Viareggio una città unica al mondo; migliori la viabilità, impedisca che il traffico soffochi la vita cittadina, attui il piano dei parcheggi secondo le esigenze dei residenti e dei turisti, senza pregiudicare la bellezza delle piazze del centro con la costruzione di antiestetici autosili;&lt;br /&gt;-Che il Premio Letterario Viareggio-Repaci, pur nel rispetto della sua tradizione, adegui il suo modo di essere alle esigenze di una società proiettata verso il futuro contribuendo con incisività alla sua crescita culturale.&lt;br /&gt;-Che le fondazioni vengano affidate alla passione delle forze più illuminate, e professionalmente attrezzate, del volontariato culturale, estranee alle conventicole del sottogoverno dei partiti.&lt;br /&gt;-Che ritorni a Viareggio la grande arte con l'allestimento, almeno una volta l'anno, di mostre delle opere di maestri italiani e stranieri.&lt;br /&gt;-Che ritornino a Viareggio i grandi personaggi della cultura, letterati, artisti, scienziati, per ridare smalto ad una città che sembra irreversibilmente avviata verso un declino inglorioso, in mezzo a guazzabugli e velleità di stampo strapaesano.&lt;br /&gt;-Che le strutture culturali siano aperti alla partecipazione e all'apporto dei diversi orientamenti politico-culturali presenti in città, senza esclusioni e senza pretese egemoniche.&lt;br /&gt;-Che si completino gli interminabili lavori al Palazzo delle Muse per dotare finalmente la città di una struttura ormai indispensabile per il progresso culturale di Viareggio e della Versilia.&lt;br /&gt;-Che la tanto sognata città della musica in riva al Massaciuccoli prenda forma e consistenza per essere completata nel 2008.&lt;br /&gt;-Che venga trovata una definitiva e degna collocazione della Villa Borbone nel panorama delle attività e delle strutture culturali della Versilia.&lt;br /&gt;-Che EuropaCinema, con adeguati investimenti, diventi il Festival di riferimento della ricca, importante e semisconosciuta produzione cinematografica dei paesi europei.&lt;br /&gt;-Che la Fondazione Mario Tobino si svegli dall'inspiegabile letargo in cui sembra sia caduta per svolgere in pieno il suo compito di studio, valorizzazione e diffusione dell'opera dello scrittore viareggino.&lt;br /&gt;-Che la Cittadella del Carnevale si avvii, con strategie e programmi lungimiranti, ad assumere il ruolo di polo versiliese estivo della musica e dello spettacolo di giovani per i giovani.&lt;br /&gt;-Che decolli il progetto del palacongressi senza cedimenti alle lusinghe di forze speculative ma in sintonia col tessuto produttivo della città.&lt;br /&gt;-Che si risolvano i problemi della viabilità di Torre del Lago con un nuovo collegamento con L'Aurelia Nuova e con l'apertura di un casello di accesso all'autostrada Genova-Livorno.&lt;br /&gt;- Che l'Amministrazione comunale riconsideri le effetive esigenze di&lt;br /&gt;gestione dei servizi pubblici ridimensionando il numero delle&lt;br /&gt;aziende partecipate, dei relativi amministratori e dipendenti e l'entità degli emolumenti per evitare di inasprire la pressione fiscale e tariffaria sui contribuenti ed eliminare alla radice i sospetti di una gestione clientelare e parassitaria dei vari rami della cosa pubblica.&lt;br /&gt;-Che venga eliminata l'elefantiaca super società Viareggio Patrimonio, quasi un doppione del Comune, destinata ad ingoiare ingenti risorse finanziarie in dispregio alle rigide misure di contenimento delle spese adottate dal Governo e alle discipline rigorose che regolano l'azione della pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;- Che con una oculata politica di lotta agli sprechi e all'evasione fiscale, di economie sulle spese correnti e di sviluppo degli investimenti, a livello nazionale ma anche regionale e locale, si possa incrementare l'occupazione per ridare un futuro ai nostri giovani.&lt;br /&gt;-Che nel sociale non si allenti la tensione per l'apprestamento di servizi sempre più rispondenti alle esigenze degli anziani, dei bambini, degli studenti, dei giovani, dei soggetti economicamente più deboli, dei diversamente abili, senza trascurare gli interventi per l'integrazione degl extracomunitari.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116778461947809541?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116778461947809541/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116778461947809541' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116778461947809541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116778461947809541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2007/01/auguri.html' title='Auguri'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116533577508574785</id><published>2006-12-05T08:16:00.000-08:00</published><updated>2006-12-05T08:22:55.086-08:00</updated><title type='text'>A VIAREGGIO E' IN ATTO UNA RIVOLUZIONE SILENZIOSA NEL MODO DI AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA</title><content type='html'>La creazione della Viareggio Patrimonio srl suscita curiosità nel mondo delle autonomie locali. Diversi comuni hanno chiesto copia dello statuto. Viareggio apre la strada; si pone all'avanguardia? Nell'era postmoderna sembra non bastare più il comune come ci è stato tramandato ed è disegnato dall'ultimo testo unico dell'ordinamento comunale, che non è, beninteso, del medioevo ma del 2.000. Perché non approfittare delle maglie larghe che offre questa disattenta normativa per superare la forma monolitica dell'ente comune sdoppiandolo e circondandolo con una nebulosa di enti minori? Il vecchio comune sarà la mente, il centro decisionale, fatta salva qualche residua incrostazione difficile da rimuovere, quali lo stato civile, l'assistenza, la polizia locale; il nuovo organismo, la Viareggio Patrimonio, con il gruppo di società satelliti, sarà il braccio operativo. Semplice, elementare. Il codice civile viene in soccorso: basta andare dal notaio e creare una società a responsabilità limitata. La struttura del Comune non viene toccata.&lt;br /&gt;Il concetto di servizio pubblico locale, come costruito per consolidata dottrina, viene trasfuso in quello più ampio e generico di servizio comunale, liberando così un campo vastissimo, aperto alla fertile creatività dei nuovi architetti delle strutture autonomistiche. Tutto questo in nome dei tre principi basilari della civiltà occidentale: efficacia, efficienza, economicità. (aggiungerei la parola magica: libertà). Addio a pastoie, vincoli, prescrizioni, divieti, procedure, contraddittori, guarentigie, gare, selezioni, pubblicità degli atti, tutto ciarpame che ritarda, ritarda, in un mondo ormai basato sulla velocità. Se qualcuno obietta che in questo modo i diritti delle persone corrono seri rischi, la risposta è: non è vero, ogni cosa sta al suo posto, essenziali sono i risultati.&lt;br /&gt;Così sotto gli occhi di una città distratta, tra il bailamme della stagione estiva e le beghe, il fervore e l'esplosione del carnevale, si sta portando a termine una vera e propria rivoluzione nelle strutture organizzative e nella gestione della cosa pubblica. La realtà, purtroppo, non è così rosea come descritta dagli architetti del mondo nuovo delle autonomie; le polemiche sulla pletora delle società dipendenti dal comune e sulle presunte scorrettezze perpetrate nelle assunzioni presso la Viareggio Patrimonio sono un piccolo indizio di ciò che domani potrebbe accadere.&lt;br /&gt;Ma procediamo con ordine. In primo luogo colpisce la disinvolta sicurezza con la quale i poteri comunali maneggiano materie e strumenti di estrema delicatezza ed antica tradizione. Nel giro di pochi anni una cittadina di 60.000 abitanti, qual è Viareggio, si ritrova a fare i conti non più con una società (Amag), che si occupava di acqua e di gas, e con un servizio pubblico (rifiuti) dato in concessione a privati o gestito in economia, ma con oltre una dozzina di aziende pubbliche, che si occupano di tutto, con facoltà d’agire sul mercato da vere e proprie imprese industriali, e con la possibilità di costituire nuove aziende da impiantare in Europa e nel mondo (vedi Polonia e Cuba). L'inventività, come s'è visto, non si è fermata qui; si sono intuiti nuovi percorsi e traguardi: si sta costruendo una specie di secondo comune, cui affidare gran parte delle competenze istituzionali svolte da secoli dal Comune con la C maiuscola. Così nasce la Viareggio Patrimonio srl alla quale si trasferiscono beni (con la sola eccezione del demanio) e pezzi di comune sotto forma di servizi. Se si dà uno sguardo alla struttura di questa super società ci si accorgerà che, oltre al presidente, al consiglio di amministrazione e all’assemblea e relativo staff, si sono creati settori analoghi a quelli del Comune (direzione generale, direzione tecnica, direzione amministrativa, direzione finanziaria, e una miriade di altri settori specifici). Lo stesso, più o meno, è avvenuto per ciascuna delle altre società che orbitano attorno alla Viareggio Patrimonio.&lt;br /&gt;Fermiamoci un attimo. Abbiamo idea di quanto costi questo enorme sistema di società in termini di soli emolumenti a presidenti, consiglieri di amministrazione, dirigenti di staff, consulenti esterni, dirigenti amministrativi, finanziari e tecnici, con l'insieme di tutti i loro dipendenti?, mentre il Comune consolida il proprio apparato amministrativo. E' lecito pensare che le conseguenze economico-finanziarie di questo, diciamo, fervore creativo saranno incalcolabili e andranno a gravare soprattutto sulle tasche dei contribuenti.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116533577508574785?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116533577508574785/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116533577508574785' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116533577508574785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116533577508574785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/12/viareggio-e-in-atto-una-rivoluzione.html' title='A VIAREGGIO E&apos; IN ATTO UNA RIVOLUZIONE SILENZIOSA NEL MODO DI AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA'/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116497798284364175</id><published>2006-12-01T04:57:00.000-08:00</published><updated>2006-12-01T04:59:42.853-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>R I D U Z I O N E   D E L C O S T O   D E L L A   P O L I T I C A&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il clamore suscitato dalle presunte scorrette assunzioni, a Viareggio sta tornando d'attualità il problema vero della politica viareggina: l'eccessivo numero delle società comunali, la pletora dei consigli di amministrazione, gli elevati emolumenti degli amministratori. Un’azienda pubblica si giustifica se è chiamata a gestire uno o più servizi pubblici, cioè servizi resi direttamente alla collettività, come gas, acqua, rifiuti, trasporti, ecc. A Viareggio almeno cinque società andrebbero eliminate. La materia è scottante perché i costi di funzionamento di questi organismi vanno a gravare sulle tariffe e sulle tasche dei contribuenti. Un discorso a parte merita la società Viareggio Patrimonio srl; essa non si occupa di servizi pubblici, fatta eccezione della riscossione di tributi, ma invade buona parte della sfera amministrativa del Comune, oltre a porsi come holding in rapporto alle altre società pubbliche; l’amministrazione comunale in pratica ha rinunciato a competenze fondamentali, trasferendole ad un organismo di tipo privatistico, palesemente svincolato dal rigore e dalle garanzie propri del diritto pubblico.&lt;br /&gt;Da più parti si è chiesto da tempo una profonda riflessione su questo stato di cose. e sul mancato conseguimento degli obiettivi di efficienza ed economicità di queste aziende, per giungere ad un loro serio ridimensionamento. Per il momento si sono raggiunti due buoni risultati: la sospensione della divisione in due della società Sea ambiente e risorse grazie all'opposizione di Verdi e Pdci, ispirata da esponenti della Margherita; la richiesta della revisione del complesso delle aziende da parte degli stessi Verdi e Pdci, cui si sono accodati i Ds. Un ulteriore interessante sviluppo si è avuto con le ultime dichiarazioni del sindaco Marco Marcucci che si è detto favorevole ad accorpare alla capogruppo Viareggio Patrimonio cinque delle altre società.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116497798284364175?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116497798284364175/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116497798284364175' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116497798284364175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116497798284364175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/12/r-i-d-u-z-i-o-n-e-d-e-l-c-o-s-t-o-d-e.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116465505149462737</id><published>2006-11-27T11:11:00.000-08:00</published><updated>2006-11-27T11:17:31.513-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4769/1862/1600/649152/Il%20Volto%20Santo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4769/1862/320/235880/Il%20Volto%20Santo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l&lt;br /&gt;LA MOSTRA DI LORENZO VIANI AD ANCONA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mostra di Lorenzo Viani ad Ancona, curata da Enrico Dei, inaugurazione giovedì 30 novembre, ad ore 18, Mole Vanvitelliana, si preannuncia come una delle più interessanti degli ultimi decenni. Vi figurano sessantaquattro pezzi, tra oli, tempere e tecniche miste. Cinque di queste opere non sono state mai viste in una mostra: “Il riposo”, “Studio per i lebbrosi”, “Gli anarchici”, “Manifestazione”, “Dopo la battaglia”. Notevoli sono i dipinti “Mimì Concetta (Madame Flory)”, “La moglie del marinaio”, “L'Apuana”, “La Duchessa”.&lt;br /&gt;Il dipinto che attrarrà maggiormente l'attenzione dei visitatori (specie dei viareggini) sarà “Il Volto Santo”, tempera e olio su tela, 195 per 400, che dei grandi formati è uno dei più significativi. Ad ottobre fu messo all'asta alla Galleria Pananti di Firenze al prezzo base di 200/250mila euro, ma venne ritirato per l'interesse all'acquisto manifestato dal Comune di Viareggio; risulta che le trattative siano sempre in corso. Il quadro riproduce una scena di vita viareggina: vi sono raffigurate delle donne in attesa davanti al carcere e la disperazione di alcune di loro per un bambino affogato (sembra) nel canale, con al centro il Volto Santo e la Madonna, “....omaggio alle darsene, alle donne, alla cultura di Viareggio....” (Parronchi, 1962).&lt;br /&gt;Nelle bacheche sarà esposta tutta la produzione letteraria di Viani, corredata da sei manoscritti. Per l'occasione è stato ristampato, in copia anastatica, il romanzo “Ubriachi”.&lt;br /&gt;Un ricco catalogo, a cura di Enrico Dei, edito da Silvana Editoriale di Milano, accompagna la mostra: contiene saggi dello stesso Dei, i primi quindici anni di fortuna critica di Viani; Renato Barilli, la collocazione della figura di Viani nell'espressionismo italiano; Marcello Ciccuto, Viani nel contesto della letteratura italiana; Francesca Marini, Viani nella pittura del Novecento italiano; Enrico Lorenzetti, Viani e il suo rapporto con la politica del ventennio.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116465505149462737?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116465505149462737/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116465505149462737' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116465505149462737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116465505149462737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/11/l-la-mostra-di-lorenzo-viani-ad-ancona.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116397578995973704</id><published>2006-11-19T14:32:00.000-08:00</published><updated>2006-11-19T14:36:29.973-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>BUFERA A VIAREGGIO PER PRESUNTE IRREGOLARITA' IN ALCUNE ASSUNZIONI PRESSO UN'AZIENDA COMUNALE *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Viareggio è in atto una specie di sollevazione per alcune assunzioni di parenti e amici di amministratori e dirigenti del Comune e delle aziende comunali presso la società Viareggio Patrimonio srl, dipendente dal Comune, senza la rigorosa osservanza delle norme di trasparenza e di pubblicità. La stampa locale si è scatenata e l'indignazione popolare è alle stelle.&lt;br /&gt;Sette Circoli (su 11) della Margherita di Viareggio, “Centro”, “Controcorrente”, “Il Faro”, “Impegno Democratico”, “Progetto Viareggio”, “Riformisti-Porto Turistico”, “Torreviva”, hanno chiesto ai gruppi politici presenti in Consiglio comunale di costituire una commissione consiliare d’indagine e di procedere all’accertamento delle responsabilità di quanti si siano resi colpevoli di comportamenti incompatibili con i doveri etico-giuridici che devono improntare l'amministrazione della cosa pubblica.&lt;br /&gt;Il dramma dei giovani, continua il comunicato, che non trovano lavoro è così doloroso e diffuso da rendere insopportabile ogni violazione delle procedure di garanzia previste per assunzioni negli enti pubblici. L'opinione pubblica, compresa la quasi totalità degli iscritti della Margherita, reclama le dimissioni o la defenestrazione dei responsabili, a qualunque livello essi appartengano.&lt;br /&gt;Per ben due volte la maggioranza dei Circoli della Margherita ha chiesto la riduzione del numero delle società dipendenti dal Comune. L’utilizzo di questi organismi va ridotto perché non danno garanzie di trasparenza e imparzialità.&lt;br /&gt;I sette Circoli della Margherita si dichiarano convinti che la rinnovata Margherita (che uscirà dal prossimo congresso) si farà carico di un'azione contrassegnata da una visione concreta e realistica dei bisogni e delle esigenze di sviluppo della città.&lt;br /&gt;Il sindaco Marco Marcucci, da parte sua, in una lettera diretta a tutti i presidenti delle società comunali, si è dichiarato all'oscuro delle assunzioni contestate, ha invitato gli stessi presidenti ad osservare scrupolosamente le norme per le pubbliche selezioni e ad informarlo preventivamente.&lt;br /&gt;I gruppi consiliari di maggioranza, riuniti in conferenza stampa, hanno espresso il loro disagio per i comportamenti non corretti denunciati dai media e hanno chiesto ai responsabili di fare un passo indietro.&lt;br /&gt;Il presidente della Viareggio Patrimonio, Andrea Gemignani, ha invece rimandato al mittente tutte le accuse rivendicando la legittimità dei suoi atti. Darò immediatamente le dimissioni, ha detto, se il sindaco o l'intera maggioranza me le chiedono.&lt;br /&gt;Il clamore non si è placato. Anche dal centro sinistra si sono levate parole di condanna. Il Pdci ha chiesto senza mezzi termini le dimissioni di Gemignani. Anche un consigliere dei Ds, Luigi Spinelli, ha stigmatizzato quanto è accaduto ed ha chiesto maggiore senso di responsabilità, il riconoscimento degli errori commessi, il rispetto dei ruoli (non più controllori controllati) , il ridimensionamento del complesso delle società dipendenti dal Comune e del numero degli amministratori.&lt;br /&gt;Tutta l'opposizione è sul piede di guerra. L'Udc chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta minacciando un esposto alla magistratura.&lt;br /&gt;Per finire bisogna dire che sotto accusa ormai non sono soltanto le presunte illegittime assunzioni in questione, ma tutto il sistema viareggino delle aziende pubbliche, per il loro proliferare, la scarsa trasparenza, la mancanza di vincoli e obblighi particolari, e, quindi, di garanzie (discendente dalla loro natura privatistica), il mancato conseguimento degli obbiettivi di efficienza ed economicità.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Cronaca per una pubblicazione periodica di livello regionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116397578995973704?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116397578995973704/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116397578995973704' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116397578995973704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116397578995973704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/11/bufera-viareggio-per-presunte.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116376886158178807</id><published>2006-11-17T05:04:00.000-08:00</published><updated>2006-11-17T05:07:41.593-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Assunzioni discutibili e società-mostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esplosione dello scandalo delle assunzioni presso la Viareggio Patrimonio srl m’induce a qualche riflessione sugli esiti surreali di una sicura disattenzione del legislatore in fatto di ordinamento comunale e provinciale, disattenzione che ha permesso, a Viareggio, la nascita di un piccolo mostro giuridico-amministrativo quale è, a mio avviso, questa società, che non si occupa di servizi pubblici (acqua, gas, trasporti, rifiuti ecc.), ma invade buona parte della sfera amministrativa del Comune, oltre a porsi paradossalmente come holding in rapporto alla cosiddetta galassia delle altre società comunali.&lt;br /&gt;L’amministrazione comunale in pratica ha rinunciato a competenze fondamentali (opere pubbliche, manutenzioni, patrimonio, appalti, contratti, vigilanza e coordinamento delle gestioni dei servizi, controversie, amministrazione del personale) per il governo della città, trasferendole ad un organismo di tipo privatistico, palesemente svincolato dal rigore e dalle garanzie propri del diritto pubblico.&lt;br /&gt;Mentre il Governo lotta, sfidando l’impopolarità, per il contenimento delle spese in generale e dei costi della politica a tutti i livelli, a Viareggio si trova il modo di eludere i rigori di questi indirizzi politico-amministrativi. Il Governo invita a ridurre il numero e gli emolumenti degli amministratori di società pubbliche, blocca le assunzioni e opera i famosi tagli? A Viareggio invece si trasferiscono i debiti ad una società a responsabilità limitata, si moltiplicano le spese per i consigli di amministrazione, si assume (con metodi discutibili) nuovo personale in aggiunta a quel poco trasferito dal Comune e si presenterà, è ovvio, un bilancio snello e pimpante apparentemente in linea con le direttive governative.&lt;br /&gt;Poiché i nodi, prima o poi, vengono al pettine, c’è da pensare che gli autori di tanta brillante strategia non si siano minimamente curati del delicato passaggio delle elezioni del 2008.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116376886158178807?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116376886158178807/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116376886158178807' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116376886158178807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116376886158178807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/11/assunzioni-discutibili-e-societ-mostro.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116345401453238956</id><published>2006-11-13T13:36:00.000-08:00</published><updated>2006-11-13T13:40:14.573-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>PREMIO VIAREGGIO-REPACI..L'INCOGNITA DELLA NUOVA PRESIDENZA&lt;br /&gt;La scomparsa di Enzo Siciliano ha inferto un duro colpo al Premio Letterario Viareggio-Repaci. Il grigiore ha avvolto l'edizione 2006 del Premio. La questione della nomina del nuovo presidente si presenta complessa. Sappiamo che la giuria è stata creata da Siciliano quasi a sua immagine e somiglianza, pescando nella cerchia di amici che gravitavano intorno a “Nuovi Argomenti”. Come, del resto, era era giusto, essendo da sempre, il “Viareggio”, il Premio del presidente. Lo stesso era accaduto con la presidenza Garboli. La data del 16 gennaio del Premio Mario Tobino “Un libro per l'inverno” si avvicina; si dovrà procedere per tempo alla nomina del nuovo presidente; in linea con la tradizione e il prestigio del Premio, se ne dovrà affidare la presidenza a una grossa personalità del mondo letterario, che a sua volta avrà il compito di formare la nuova giuria. Circola qualche nome: Umberto Eco, Claudio Magris. Sarebbero dei presidenti perfetti, per valore e per prestigio, di livello internazionale. Sappiamo però quanto siano impegnati. Difficilmente potrebbero accettare.&lt;br /&gt;Il Premio ha bisogno di un'iniezione di vitalità. L’assessore Cristina Boncompagni in un'intervista ha detto di voler intensificare i rapporti del Premio con le scuole. Proposito lodevole. Ci si limiterà a qualche incontro nell'aula magna di alcune scuole o in un teatro? Occorrerebbe ben altro per contribuire alla crescita culturale della scuola e della città.&lt;br /&gt;Le scolaresche dovrebbero entrare nei meccanismi di selezione delle opere, fatte salve le prerogative della giuria, attraverso letture, dibattiti, incontri, tesine, votazioni. Credo servirà dare un'occhiata a quel che succede al Premio Grinzane Cavour, che ben altro risalto ha conquistato, nel panorama letterario nazionale e internazionale, con le sue ardite formule di coinvolgimento della gioventù in Italia ed in Europa.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116345401453238956?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116345401453238956/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116345401453238956' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116345401453238956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116345401453238956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/11/premio-viareggio-repaci.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116319752664835772</id><published>2006-11-10T14:24:00.000-08:00</published><updated>2006-11-10T14:25:26.660-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>VILLA LAZZARESCHI: UNA CHANCE PER LA DARSENA, NON UN BENE DA SVENDERE.&lt;br /&gt;Villa Lazzareschi è una residenza da signori di altri tempi; quelli di oggi preferiscono la lontananza dal traffico, la solitudine, il silenzio, il relax in mezzo al verde. Queste cose gli speculatori le sanno bene e sanno aspettare; il prezzo stracciato, fissato l'altra sera in consiglio comunale, è pane per i loro denti.&lt;br /&gt;Ricordo bene la soddisfazione con cui acquistammo (mi ci metto anch’io perché ero il segretario del Comune) nel 1980 questo importante immobile, che definirei uno dei simboli della Darsena. Fummo presi un po’ di contropiede: la proprietà aveva bisogno di vendere e non c’era tempo per deciderne l’uso. Però un’idea c’era: mettere questa sontuosa struttura al servizio della città.&lt;br /&gt;Si sa, poi, come andarono le cose: la villa fu concessa in affitto ad alcune organizzazioni sindacali. Questa destinazione non mi trovò del tutto consenziente. Prevalsero altre logiche rispetto agli interessi diretti del popolo della Darsena.&lt;br /&gt;Ora si ripresenta una nuova opportunità. Un quartiere come la Darsena, lanciato verso il futuro, con nuove e moderne esigenze, poste, soprattutto, dallo sviluppo dei cantieri e del porto turistico, ha bisogno di nuovi e raffinati servizi. La Villa mi sembra ideale per impiantarvi qualcosa che qualifichi il quartiere e agevoli la crescita in atto. Non voglio qui fare il pierino della situazione. Ci sono fior di esperti che possono benissimo suggerire la tipologia di questi servizi. In tal modo si salverebbe la Villa da uno spregiudicato spezzettamento in miniappartamenti.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116319752664835772?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116319752664835772/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116319752664835772' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116319752664835772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116319752664835772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/11/villa-lazzareschi-una-chance-per-la.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116268287532569767</id><published>2006-11-04T15:23:00.000-08:00</published><updated>2006-11-04T15:27:55.346-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>LORENZO VIANI, SETTANT’ANNI DALLA MORTE. UN’ INSPIEGABILE DIMENTICANZA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 30 novembre s'inaugura la mostra di Lorenzo Viani ad Ancona a settant'anni dalla morte. Sorge spontanea una domanda: ed a Viareggio? L'Amministrazione comunale celebra gli anniversari delle nascite degli artisti, non quelli delle morti, ha detto l'assessore alla cultura Cristina Boncompagni a chi le faceva rilevare la défaillance del Comune.&lt;br /&gt;A parte il fatto che le due date quasi coincidono (1° e 2 novembre) per Viani, la risposta sarebbe condivisibile se non si trattasse di una ricorrenza così simbolica e di un artista di livello europeo, il più rappresentativo dell'espressionismo italiano.&lt;br /&gt;L'ottimo Paolo Fornaciari ha descritto più volte l'imponenza dei funerali di Viani, il profondo compianto della città. I viareggini non hanno dimenticato il vuoto lasciato da questo straordinario artista, l'anarchica e schietta viaregginità di un così grande personaggio.&lt;br /&gt;L'occasione non è sfuggita ad Ancona, nobile e attenta Città d'arte, la quale ha deciso di investire su Viani con una corposa mostra, affidandone l'allestimento, compreso un sostanzioso catalogo, al maggiore esperto dell'arte di Viani, Enrico Dei.&lt;br /&gt;Viareggio, la patria dell'artista, alla quale dedicò ogni sua risorsa per approfondirne l'anima, non degna dell'attenzione dovuta il suo figlio più illustre. Inspiegabile! Del resto, tristemente, può dirsi che da anni la grande arte italiana ed europea è bandita da Viareggio. Sono finiti i tempi di Gianfranco Tamagnini che negli anni Settanta e Ottanta portava a Viareggio fior di artisti italiani e stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116268287532569767?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116268287532569767/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116268287532569767' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116268287532569767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116268287532569767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/11/lorenzo-viani-settantanni-dalla-morte.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116221281953068994</id><published>2006-10-30T04:52:00.000-08:00</published><updated>2006-10-30T04:53:39.543-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>LA NUOVA BIBLIOTECA COMUNALE NON RIMANGA UN CONTENITORE INERTE E SEMIVUOTO&lt;br /&gt;C'è interesse nella Città per la nuova biblioteca comunale. Molto apprezzati sono gli spazi dedicati alla biblioteca dei ragazzi e alle postazioni dei diciassette computer, oltre al giusto posto assegnato alle opere del Premio Letterario Viareggio-Repaci, alle donazioni di Cesare Garboli e di Giovanni e Vera Pieraccini. Adesso si può ripartire. La biblioteca deve interagire col mondo della cultura, con la scuola, con i giovani, con la città. Sarebbe auspicabile il ricorso a quelle forme nuove di creatività ed espressività che una biblioteca oggi è in grado di offrire utilizzando tecniche teatrali, TV, Web. Non solo, quindi, presentazione di libri, seminari, conferenze, incontri, che, però, rimangono la base su cui il pubblico deve contare. Altro discorso riguarda la consistenza e la validità del patrimonio librario della biblioteca stessa. Sappiamo che negli ultimi anni non si sono fatte acquisti di libri. Occorre rimediare al vuoto creatosi. Una biblioteca pubblica non può rinunciare ad intercettare una parte ben selezionata della produzione libraria. Significherebbe ridurre il suo ruolo a pura conservazione di modesti materiali difficilmente utilizzabili. Una biblioteca attiva deve testimoniare la cultura del tempo che attraversa per attirare utenti e studiosi. I tagli di bilancio non la devono uccidere. Gli acquisti vanno ripresi sotto la guida di un gruppo di esperti. Solo così si potrà dire che la rinnovata biblioteca non è un contenitore inerte e semivuoto.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116221281953068994?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116221281953068994/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116221281953068994' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116221281953068994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116221281953068994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/la-nuova-biblioteca-comunale-non.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116163588761638351</id><published>2006-10-23T13:36:00.000-07:00</published><updated>2006-10-23T13:38:07.856-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>EDILIZIA ED ESPANSIONE URBANA ABNORMI STRAVOLGONO L’IDENTITA’ DELLA CITTA’.&lt;br /&gt;Palazzoni, casermoni, falansteri, alveari, enormi edifici ad alta concentrazione abitativa, dice il vocabolario. Certo, dal tugurio o dalla baracca è un bel passo avanti. Ma è vero progresso? La risposta sta nello squallore di tante periferie di città. Ancora, sono compatibili questi manufatti con una città di antica tradizione turistica e culturale come Viareggio?&lt;br /&gt;E' stato il senatore Milziade Caprili, durante un suo garbato incontro col pubblico, a riportarmi alla mente questi pensieri e queste immagini. Caprili ha parlato, tra l’altro, di una Viareggio che sta perdendo la sua identità a causa di una edificazione e di una espansione urbana abnormi. Il liberty, vanto della nostra città, viene squalificato da insulsi accostamenti. Viareggio è unica e va conservata nel rispetto delle sue irripetibili caratteristiche. Ad un certo punto bisogna avere il coraggio di dire basta all’espansione e alla sconcezza di certe costruzioni.&lt;br /&gt;Caprili ha avuto anche la schiettezza e la sincerità di fare un accenno di autocritica ricordando gli edifici della legge 167 (edilizia economica e popolare), che risalgono all’epoca in cui egli stesso era amministratore comunale. Da allora, dico io, la situazione si è aggravata enormemente. E’ intervenuta la grande speculazione edilizia. Ai falansteri di tipo popolare si sono aggiunti quelli con pretese di prestigio ma con pari effetti esiziali per l’immagine della città.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116163588761638351?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116163588761638351/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116163588761638351' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116163588761638351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116163588761638351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/edilizia-ed-espansione-urbana-abnormi.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116075579658278396</id><published>2006-10-13T09:09:00.000-07:00</published><updated>2006-10-13T09:09:56.593-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt; MARIO MARCUCCI IL PITTORE-POETA DI VIAREGGIO. NESSUNO S'E' RICORDATO DELL'ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il 10 agosto ricorre l’anniversario della nascita di Mario Marcucci (1910-1992), il pittore che, come pochi altri artisti, caratterizza lo straordinario patrimonio culturale di Viareggio. Nessuno se n'è ricordato.  Qui possiamo fare solo un cenno sulla sua figura e sulla sua arte. Marcucci  prende in mano un pennellino e dei pastelli a nove anni, spinto dal pittore Giuseppe Nerici.. La sua è una famiglia modesta, tutta dedita al lavoro. Il padre naviga su velieri, poi acquista una barca da pesca. Mario aiuta a vendere il pesce alla bottega; dipinge quasi di nascosto nei ritagli di tempo lasciati dal lavoro. Gli anni Venti sono gli anni della sua formazione, da autodidatta. E’ affascinato dai grandi maestri Giotto, Paolo Uccello, Masaccio, Piero della Francesca, Raffaello; osserva e riflette molto sui macchiaioli. Nel 1926 incontra Carrà e Soffici. Quest’ultimo lo incoraggia e gli indica la strada del realismo. E’ lontano da Lorenzo Viani, dal suo eccesso di espressività, dal suo impegno civile e dalla sua epica popolare. E’ influenzato dal mondo poetico di Rainer Maria Rilke. La sua mano è alla ricerca dell’essenza di un paesaggio, di una persona, nell’imminenza del suo precipitare nell’oscuro processo del divenire. La sua figurazione è la rivelazione di ciò che di intimo, di fresco, di luminoso la nostra interiorità può cogliere nella istantaneità dell’intuizione e del gesto pittorico. Le umili cose della quotidianità, la natura, soprattutto il mare, le persone che gli stanno attorno, sono gli oggetti su cui si posa lo stupore dell’artista nell’atto di ricavare dal materia il guizzo rivelatore di una visione immersa nella dolcezza di una atmosfera onirica. I poeti di Firenze vedono in questa pittura quasi una traduzione in immagini della loro poesia, chiusa nella preziosità di un anelito di vita e di bellezza.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;                                                                                             Antonio Carollo&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116075579658278396?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116075579658278396/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116075579658278396' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116075579658278396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116075579658278396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/mario-marcucci-il-pittore-poeta-di.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116064699944574750</id><published>2006-10-12T02:56:00.000-07:00</published><updated>2006-10-12T02:56:39.476-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>LICEO SCIENTIFICO. L’INCUBO DELLA MANCANZA DI AULE&lt;br /&gt;La grinta del Preside dello Scientifico e il movimento degli studenti stanno sortendo un qualche risultato. Ma la soluzione prospettata, in via Mazzini in certi locali del Comune, appare debole. Il disagio degli studenti e delle famiglie è grande. Il servizio scolastico, per sua natura, richiede tempestività e precisione. La mancanza di aule mi sembra il difetto peggiore. Purtroppo è un male storico per l’Italia: pensiamo alle condizioni delle scuole nel Sud. Certamente non è così per la Toscana. L’emergenza, però, è sempre dietro l’angolo. Un aumento di iscritti può mandare in tilt un Istituto. Gioca molto la capacità di previsione dei dirigenti scolastici e degli assessori al ramo, in base alle tendenze di affluenza in atto. Nel nostro caso c’è l’attenuante del cambio dell’amministrazione alla Provincia, dovuto alle elezioni. A mio parere la soluzione definitiva sta, come s’è detto più volte, nella costruzione di un nuovo edificio in zona periferica. Si otterrebbe il duplice vantaggio della funzionale sistemazione dell’Istituto e del decongestionamento di una parte del centro cittadino. Permettetemi di aggiungere un’idea cervellotica: si potrebbe abbattere l’attuale edificio del Liceo Scientifico, insieme al pazzesco prefabbricato annesso, per ridare splendore all’antico giardino sul retro del Palazzo delle Muse.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116064699944574750?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116064699944574750/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116064699944574750' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116064699944574750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116064699944574750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/liceo-scientifico.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116064593976118396</id><published>2006-10-12T02:38:00.000-07:00</published><updated>2006-10-12T02:38:59.770-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>LE RESPONSABILITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE CHE RINUNCIA AI PROPRI POTERI&lt;br /&gt;Moreno Bucci, nel suo ultimo intervento, parla di diktat del sindaco ai gruppi consiliari per ottenere il voto favorevole sui propri provvedimenti. Tralasciamo se Bucci esageri o meno. Però ha messo il dito sulla piaga: è un fatto che il consiglio comunale non usi tutti i poteri-doveri ad esso assegnati dalla legge di riforma del 1990, con la conseguenza di ridurre il proprio ruolo a organo di ratifica delle decisioni di giunta. E’ un’auto-mortificazione che in una democrazia avanzata, come la nostra, non è più ammissibile. L’iniziativa per gli atti consiliari appartiene anche ad ogni singolo consigliere, e al consiglio nel suo complesso, non solo al sindaco. Il consiglio può modificare o integrare le proposte del sindaco. Senza il consenso del consiglio nessun sindaco può governare. In una parola il consiglio è “sovrano”, come spesso i consiglieri amano dire, senza però dare vera attuazione a questa espressione. Le riunioni di maggioranza e quelle delle conferenze dei capi gruppo si risolvono in un’informativa sugli atti e nella loro iscrizione in calendario. Questa mancanza di consapevolezza dei veri poteri del consiglio genera dei vuoti ormai molto appariscenti. I due mesi di vacanza del nostro consiglio ne sono una dimostrazione. Il sindaco ha altro da fare, i consiglieri stanno a casa. La Città si agita in una miriade di problemi, la porta dell’assise cittadina rimane sbarrata, il potere del sindaco diviene assoluto.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116064593976118396?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116064593976118396/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116064593976118396' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116064593976118396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116064593976118396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/le-responsabilita-del-consiglio.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116055406036379174</id><published>2006-10-11T01:07:00.000-07:00</published><updated>2006-10-11T01:07:40.373-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Brucia di sole&lt;br /&gt;e d'esilio la mia terra&lt;br /&gt;Nella penombra della stanza&lt;br /&gt;come chiare figure di velieri&lt;br /&gt;vanno oltremare al vento i miei pensieri&lt;br /&gt;verso gli incanti delle prime terre&lt;br /&gt;Quanto derisi&lt;br /&gt;sono i vostri pianti&lt;br /&gt;sul sangue di figli&lt;br /&gt;fratelli mariti,&lt;br /&gt;donne di nero&lt;br /&gt;sempre vestite&lt;br /&gt;Mormorio di mare delle messi a giugno&lt;br /&gt;sui colli l'assorta noncuranza degli armenti&lt;br /&gt;Il gabbiano dondola sul mare,&lt;br /&gt;vola felice la compagna intorno&lt;br /&gt;Laggiù, sul filo&lt;br /&gt;che lieve sfiora il quieto mare,&lt;br /&gt;tre vele in fila filano lontane&lt;br /&gt;Il sole corre sul viso dei bambini,&lt;br /&gt;tra mare e sabbia,&lt;br /&gt;l'amore va per la sua estate&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116055406036379174?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116055406036379174/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116055406036379174' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116055406036379174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116055406036379174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/brucia-di-sole-e-desilio-la-mia-terra.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116055331777263259</id><published>2006-10-11T00:54:00.000-07:00</published><updated>2006-10-11T00:55:17.783-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>UN AUTOSILO PER COMPLETARE LO SCEMPIO DELLA PIAZZA NIERI E PAOLINI&lt;br /&gt;Il senatore Milziade Caprili vorrebbe demolire quella specie di ecomostro cittadino, che è il Municipio, per riportare all’antico splendore la piazza Nieri e Paolini. L’ha detto a “Viareggio Incontri”. In Comune pare si progetti di costruirvi, invece, un autosilo, elevato fino a due o tre piani, e forse anche più. Come dire: Caprili è per una città gelosa custode della sua identità turistica e culturale; il Comune è per un pragmatismo indifferente alle esigenze estetiche proprie di una città turistica. Due concezioni opposte.&lt;br /&gt;Si sa, la storia di questa piazza è piuttosto singolare. Vi sorgeva, e le dava lustro, il glorioso Teatro Pacini, che i bombardamenti ridussero in macerie. Negli anni Cinquanta, anziché provvedere alla sua ricostruzione, il consiglio comunale decise di edificarvi il nuovo municipio. C’era un gran bello spazio, perché non approfittarne? Stessa sorte avevano subito il giardino sul retro del Palazzo delle Muse, con il Liceo Scientifico, e, prima ancora, il parco intorno a Villa Paolina, con il Liceo Classico e private abitazioni (ci pensate cosa sarebbe oggi Villa Paolina incastonata nel suo parco?).&lt;br /&gt;La consapevolezza di questi errori ormai è maturata nella coscienza della cittadinanza. Ma al Comune pensano di completare lo scempio di piazza Nieri e Paolini; al posto del Teatro mettiamoci un bel autosilo; è economico e redditizio.&lt;br /&gt;La tipologia edilizia a Viareggio è fortemente caratterizzata. Si pensi alle case viareggine, al liberty, ai negozi lungo la Passeggiata, agli alberghi, alle piazze. Vogliamo uccidere questa Viareggio con degli autosilos dislocati proprio in centro? Credo che ormai, di fronte a pericoli di questo genere, ci si debba risolvere una volta per tutte, a livello cittadino. La soluzione obbligata, a mio parere, sta nei parcheggi sotterranei.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116055331777263259?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116055331777263259/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116055331777263259' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116055331777263259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116055331777263259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/un-autosilo-per-completare-lo-scempio.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116047875823462591</id><published>2006-10-10T04:11:00.000-07:00</published><updated>2006-10-10T04:12:38.246-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>UN RICORDO DEL MIO AMICO PIERO BIGONGIARI GRANDE POETA TOSCANO&lt;br /&gt;Piero Bigongiari è nato a Navacchio (Pisa) nel 1914 ed è morto a Firenze nel 1997. Per decenni ha vissuto a Firenze, in una bella casa sull’Arno. Ha insegnato letteratura Italiana all’Università di Firenze. Ha partecipato, negli anni trenta, al movimento letterario, l’ermetismo, che tanta parte ebbe nel rinnovamento della letteratura di quegli anni. Iniziò la sua attività collaborando alle riviste “Campo di Marte”, “Prospettive”, “Letteratura”. Ha fatto parte della redazione di “Paragone”. La sua opera poetica è racchiusa nei volumi: “La figlia di Babilonia” (1942), “Rogo (1952), “Il corvo bianco” (1955), “Le mura di Pistoia” (1958), “Torre di Arnolfo” (1964), “Antimateria” (1972), “Moses” (1979), “Col dito in terra” (1986), “Nel delta del poema” (1989), “La legge e la leggenda” (1992). Ha scritto diversi volumi di saggi sulla poesia italiana del Novecento, sulla poesia francese del Novecento, sulla funzione simbolica del linguaggio poetico, su Leopardi, sull’arte (dal barocco all’informale), su Giorgio Moranti, sul pittore americano Pollok.&lt;br /&gt;Il critico Stefano Crespi, parlando di Bigongiari in un convegno, ha detto che la sua poesia è difficile e complessa; è conosciuta, ma non è letta. Non è, ad esempio, nell’antologia di Pier Vincenzo Mengaldo. Perché? Una risposta potrebbe essere questa: non entra nella tradizione poetica italiana. La tradizione privilegia il canzoniere, cioè alcuni temi, pochi. Non è così per Bigongiari; egli ha una concezione della poesia che tende al “poemaromanzo”; in lui sono ugualmente fondativi sia lo specifico della poesia, sia i libri di critica e di estetica. La sua critica ha bagliori di poesia. L’opera di Bigongiari esige una certa frequentazione. Una delle chiavi è la metafora del viaggio; ma se nella tradizione, in Omero, in Virgilio, in Dante, nei poeti romantici, il viaggio indica una meta, un senso finale, profetico, ha un progetto, una storia, in Bigongiari è senza meta, la cronologia è rovesciata, non esiste il tempo progressivo; per il poeta il tempo è reversibile, è vissuto in prima istanza nella scrittura. Questo viaggio non è un’esperienza in parallelo, la poesia non deve riflettere un contenuto; la soluzione è nella ricerca. Come si può giudicare la vita se essa nasce nel mistero e nel mistero sparisce? Non vi sono punti di riferimento, lo storicismo, l’idealismo, le avanguardie. Abbandonato l’essenzialismo lirico della stagione ermetica, la scrittura di Bigongiari si fa volutamente inessenziale; è una dismisura, è la parola che diventa voce, ignoto, avventura, metamorfosi, di un viaggio po’ematico che non accetta la fine; è un “vortice” che dal presente fluisce a ritroso a trovare il suo punto di origine. La parola vuole cogliere l’eternità e l’intemporalità dell’essere, insieme alla forza e alla precarietà dell’esistere. Il dolore, il pianto sono irrelati; il viaggio è il luogo continuo delle antitesi: tempo-eternità, parola-cosa, memoria-oblio, vita-morte, essenza-esistenza, acqua-fuoco, luce-ombra, si articolano come due facce di una profonda unità, di una misteriosa realtà. Piero Bigongiari, pur molto amico di Mario Luzi, è profondamente diverso; possiamo cogliere la differenza in queste locuzioni: Bigongiari: “Anche irriconoscibile a me stesso, ma fedele all’ignoto”; Luzi: “Vita, fedele alla vita”. Il mito del labirinto appare spesso nelle ultime opere. La scrittura è una traccia, un graffito, un filo attorno e aggrovigliato che permetterà al poeta di uscire dal labirinto, dal caos del magma; è una materia informale. L’andamento è meditativo, fluente, molteplice, inarrestabile: una non mai esausta erranza.&lt;br /&gt;Ricorrono spesso le parole mare, fiume, uccelli (amato gabbiano), roccia, pietra; il linguaggio è fortemente metaforico. Poesia sulla poesia. Bigongiari ha bisogno di scrivere per esistere. “Solare la parola porta ombra / sonno riposo acquiescenza: rocce / repentine parlano profonde….”. L’esperienza surrealista è perfettamente assimilata: “ed ecco apparvero erinni dai seni di pietra”; l’immaginazione è inesauribile.&lt;br /&gt;Piero Bigongiari ha viaggiato molto: Stati Uniti, Francia, Egitto, Austria, ecc. Il suo diventa un viaggio doppio; non smette di scrivere; si direbbe che l’apertura al reale accresca la spinta all’altro viaggio, nell’inconscio, “nel fondo melmoso”.&lt;br /&gt;Gli ascendenti di Bigongiari possiamo individuarli, principalmente, nei poeti metafisici inglesi, Leopardi, Eliot, Pound, Valery, passando per Baudelaire, Rimbaud, Mallarmè, i surrealisti. Ma la loro lezione rimane nello sfondo, diviene sapienza e padronanza di linguaggio. Bigongiari va oltre, inscrive sui materiali la sua cifra originale, vi accende il suo cammino pulsionale tra vibrazioni, scoppi, voli, cadute. “Non so se ho costruito con la roccia / una sorgente o con l’acqua del mare / ho scavato il deserto che mi inoltra / fino a te che non mi puoi dissetare”. “Mia roccia / tu spiccia quanto Iddio ne ha sottratto”. Il poeta ha sete di sapere: “il visibile è il reale, l’invisibile è la verità”. La poesia è il continuo tentativo di allargare il reale, attraverso il suo segno grafico e semantico.Ma è una ricerca mai appagata. La vita, l’arte è “una carne bianchissima” che fiorisce nel deserto, ma è anche un pianto oscuro che ricama lo “scialle dell’amore”. Si sente il sottofondo del pensiero leopardiano, sviluppato e scarnificato fino a provocare il corto circuito (“si accende la luce, ma non un altro paradiso”).&lt;br /&gt;Il pensiero della morte ritorna insistente, così come quello di Dio. “Il cricchio orrendo della morte cammina su questa velina”. “Propongono i caprifoglio lungo un fiume la morte riflessiva per acqua”. “La morte non separa che l’inseparabile, ma questo / così fragile dirsi addio possibile che a quel Dio / nascosto da se stesso non dica niente”.&lt;br /&gt;La poesia è esistenza espressa, si condensa in dolore, angoscia della morte, sangue, pianto, perché al suo posto appaia l’invisibile, la verità.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116047875823462591?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116047875823462591/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116047875823462591' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116047875823462591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116047875823462591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/un-ricordo-del-mio-amico-piero.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116047776850227828</id><published>2006-10-10T03:55:00.000-07:00</published><updated>2006-10-10T03:56:08.516-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>CHI HA PAURA DI MORENO BUCCI ?&lt;br /&gt;Chi ha paura di Moreno Bucci? Qui la grande Virginia Woolf non c’entra. C’entra invece un candidato consigliere comunale, primo dei non eletti nella lista della Margherita, che, pur in presenza delle circostanze di legge, praticamente è escluso dal seggio in consiglio comunale cui avrebbe diritto. Un anno e mezzo fa il presidente del consiglio, Antonio Simonetti, si ammalò. Da allora non ha potuto più svolgere le proprie funzioni, neanche quelle di semplice consigliere. Allo scoccare di un anno di assenza si pensava si avviassero le procedure di sostituzione, fatta salva la possibilità di un suo felice rientro. Purtroppo, a distanza di tanto altro tempo, questa possibilità non si è avverata. Il consiglio non sembra accorgersi dell’anomalia derivante dalla sua composizione non perfetta. L’altra sera ho assistito ad una seduta. Tutto tranquillo. Anche Bucci pare aver preso la cosa con filosofia. Rimane però un fatto: il protrarsi di questa situazione aggrava la responsabilità di chi deve provvedere (qualcuno parla di comportamento illecito). Le conseguenze di una simile situazione sono: un cittadino viene privato del suo diritto di elettorato passivo, gli elettori si ritrovano senza un loro rappresentante, una lista non dispone del numero degli eletti ad essa spettante, il consiglio comunale non può avvalersi dell'apporto di un suo componente dotato di grande esperienza amministrativa. Aggiungiamo che l’irregolare composizione del consiglio, ove fosse accertata, potrebbe essere causa di annullamento delle deliberazioni adottate. C'è buonafede in tutto questo? E' il momento di dimostrarla con i fatti. Questa vicenda, così paradossale, m'induce a pensare a quanto sia volatile la sensibilità democratica tanto spesso ostentata.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116047776850227828?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116047776850227828/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116047776850227828' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116047776850227828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116047776850227828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/chi-ha-paura-di-moreno-bucci-chi-ha.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18919670.post-116043577331448208</id><published>2006-10-09T16:15:00.000-07:00</published><updated>2006-10-09T16:16:13.330-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>NEL MIRINO LA GALASSIA DELLE DODICI SOCIETA’ PUBBLICHE&lt;br /&gt;I dati sul complesso delle società del Comune sono sorprendenti: vi figurano ben dodici aziende. A queste vanno aggiunte le due Fondazioni del Carnevale e del Festival Pucciniano e, forse, una terza in fieri per la gestione della Cittadella e dei palazzi storici. Si parla giustamente di “galassia”.Gli amministratori sono in numero di 61, dei quali diversi con incarichi plurimi; un centinaio, aggiungendo i gestori delle fondazioni. I compensi vanno da 3.600 a 90.000 euro. Non male per una cittadina di 60.00 abitanti. Mi hanno insegnato che un’azienda pubblica si giustifica se è chiamata a gestire uno o più servizi pubblici, cioè servizi resi direttamente alla collettività, come gas, acqua, rifiuti, trasporti, ecc. Alla luce di questo principio vediamo quali, delle aziende in esame, assolvono questo compito. Sea energia e ambiente si occupa di rifiuti, Sea risorse di raccolta differenziata e di rifiuti speciali (perchè due aziende?), Seacom di gas, Idrosea di acque industriali (perchè non accorparla a Seacom?), Azienda Speciale Pluriservizi di farmacie, Mover di parcheggi, Viareggio Porto degli approdi turistici, Viareggio Versilia Congressi della convegnistica. Non hanno per oggetto un servizio pubblico prestato ai cittadini: Sea progetti, Consorzio stabile, Sea impresa. Il numero delle società, a mio avviso, si potrebbe ridurre, almeno, di cinque unità. Evidentemente la normativa viene interpretata estensivamente: è consentito tutto ciò che non è vietato. Un discorso a parte merita la Società Viareggio Patrimonio, che, di fatto, ha espropriato il Comune del 70 per cento delle sue funzioni. La materia è scottante perchè il costo per il funzionamento di queste società, non lieve, va a gravare sulle tariffe e sulle tasche dei contribuenti. E' giusto continuare su questa strada di ingegneria organizzativa e finanziaria? Sarebbe auspicabile un approfondimento e un pubblico dibattito tra le forze politiche e nella società viareggina.&lt;br /&gt;Antonio Carollo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18919670-116043577331448208?l=antoniocarollo36.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/feeds/116043577331448208/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18919670&amp;postID=116043577331448208' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116043577331448208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18919670/posts/default/116043577331448208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniocarollo36.blogspot.com/2006/10/nel-mirino-la-galassia-delle-dodici.html' title=''/><author><name>antoniocarollo36</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05187905278283417745</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
