Thursday, November 01, 2007

TRABIA, EMERGENZA SANITARIA. MAH.......

Trabia, cittadina di 9.000 abitanti, non dispone di un servizio sanitario di primo intervento, né di un’autoambulanza che assicuri un tempestivo e veloce trasporto degli infermi al pronto soccorso dell’Ospedale di Termini Imerese. Lo stesso Ospedale, che serve il distretto sanitario di Aliminusa, Caccamo, Caltavuturo, Cerda, Montemaggiore Belsito, Scillato, Sciara, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Trabia, ha a sua disposizione solo tre autoambulanze. Sembra incredibile ma è la realtà. Vi figurate, per il cittadino colpito da infarto o ictus o congestione o ischemie o ferito grave in un incidente (casi in cui i minuti sono preziosi), le conseguenze di un ritardo dell’autoambulanza? Cosa sono tre ambulanze per un comprensorio vasto quasi come una provincia?
E' dell'altro ieri la notizia dalla Calabria della morte di un bambino dodicenne, affetto da ematoma cerebrale dovuto ad una caduta, per non essere stato assistito tempestivamente a causa dei ritardi frapposti nella reperibilità di un'autoambulanza. A Trabia esiste una guardia medica che non può considerarsi un punto di primo intervento, non ha attrezzature adeguare e non ha medici e infermieri pronti a saltare su un'autoambulanza al primo squillo di telefono. La chiamata al 118 quasi sempre si trasforma per cittadini disperati nell'inizio di un calvario.
Intendiamoci, la colpa non è da imputarsi solo alle autorità sanitarie. Tra i partiti, i sindacati, le associazioni, la popolazione non si nota alcuna apparente preoccupazione per una così grave disfunzione nei servizi dell'emergenza sanitaria. Si tende ad accettare ancora la morte, ho questa sensazione, come un fatto ineluttabile anche nei casi in cui un intervento tempestivo avrebbe potuto scongiurarla. E' venuta la sua ora, si dice del defunto. Mi chiedo: possibile che la carenza di senso civico si spinga fino alla noncuranza verso un servizio tanto essenziale? fino a tollerare la perdita di vite umane? Manca in effetti una cultura diffusa dei diritti e dei doveri dei cittadini, degli obblighi e dei doveri della classe politico-amministrativa. Così non si pensa a dotare una comunità di 9.000 persone e a mantenere una o due autoambulanze, magari attraverso un organismo di volontariato, pur in presenza di apposite agevolazioni di legge; non si solleva alcuna protesta, con assemblee, cortei, pubblici esposti, ben inteso sempre nell'ambito della legalità, con denunce all'autorità giudiziaria, per un clamoroso disservizio che tocca la salute e la vita stessa dei componenti la comunità cittadina; gli amministratori pubblici, non incalzati dalle proteste popolari, si dedicano ai loro giochi di potere, immemori delle proprie responsabilità e delle vere esigenze degli amministrati.

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