Friday, November 10, 2006

VILLA LAZZARESCHI: UNA CHANCE PER LA DARSENA, NON UN BENE DA SVENDERE.
Villa Lazzareschi è una residenza da signori di altri tempi; quelli di oggi preferiscono la lontananza dal traffico, la solitudine, il silenzio, il relax in mezzo al verde. Queste cose gli speculatori le sanno bene e sanno aspettare; il prezzo stracciato, fissato l'altra sera in consiglio comunale, è pane per i loro denti.
Ricordo bene la soddisfazione con cui acquistammo (mi ci metto anch’io perché ero il segretario del Comune) nel 1980 questo importante immobile, che definirei uno dei simboli della Darsena. Fummo presi un po’ di contropiede: la proprietà aveva bisogno di vendere e non c’era tempo per deciderne l’uso. Però un’idea c’era: mettere questa sontuosa struttura al servizio della città.
Si sa, poi, come andarono le cose: la villa fu concessa in affitto ad alcune organizzazioni sindacali. Questa destinazione non mi trovò del tutto consenziente. Prevalsero altre logiche rispetto agli interessi diretti del popolo della Darsena.
Ora si ripresenta una nuova opportunità. Un quartiere come la Darsena, lanciato verso il futuro, con nuove e moderne esigenze, poste, soprattutto, dallo sviluppo dei cantieri e del porto turistico, ha bisogno di nuovi e raffinati servizi. La Villa mi sembra ideale per impiantarvi qualcosa che qualifichi il quartiere e agevoli la crescita in atto. Non voglio qui fare il pierino della situazione. Ci sono fior di esperti che possono benissimo suggerire la tipologia di questi servizi. In tal modo si salverebbe la Villa da uno spregiudicato spezzettamento in miniappartamenti.
Antonio Carollo

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